Soccorritori e residenti continuano a scavare nel fango e tra i detriti dopo la frana che ha spazzato via il villaggio di Yambali, nella provincia di Enga, in Papua Nuova Guinea. Secondo le autorità locali più di 2mila persone sono rimaste sepolte dalla frana, improbabile trovare sopravvissuti.Secondo gli esperti si temono nuove frane nella zona, per questo il governo ha ordinato a quasi 8mila persone di lasciare le loro case.
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A quasi una settimana dal disastro ambientale che alle 3 del mattino di venerdi scorso ha devastato parte della regione occidentale della Papua Nuova Guinea – sugli altopiani della Provincia di Enga -, lo stato di emergenza è stato dichiarato in tutta la zona direttamente colpita e in un’area vicina, Un’emergenza tutt’altro che finita: le frane potrebbero ripetersi. La valanga di sassi di venerdi ha colpito seppur in maniera diversa quasi 8mila residenti a molti dei quali è stata ordinato di…
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Condividi questo articolo Pubblicità Sono più di duemila le persone rimaste sepolte da un’enorme frana che si è staccata da una montagna nella notte tra giovedì e venerdì in una zona montuosa e quasi inaccessibile di Papua Nuova Guinea. Lo ha comunicato Port Moresby alle Nazioni Unite. “La frana ha sepolto più di 2.000 persone vive e ha causato gravi distruzioni”, ha dichiarato il centro nazionale disastri del Paese all’ufficio Onu di Port Moresby.
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Secondo le stime i morti sarebbero più di 600 Si continua a scavare nella provincia di Enga, in Papua Nuova Guinea, dove una frana ha travolto il villaggio di Yambali causando migliaia di vittime, tra morti e dispersi. Le autorità temono nuovi smottamenti e la diffusione di malattie, a causa dei dei corpi intrappolati sotto tonnellate di detriti. Sul luogo sono presenti alcuni funzionari delle Nazioni Unite
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Papua Nuova Guinea, villaggio sepolto da frana: si temono nuovi smottamenti ed epidemie 28 maggio 2024 Si continua a scavare nella provincia di Enga, in Papua Nuova Guinea, dove una frana ha travolto il villaggio di Yambali causando migliaia di vittime, tra morti e dispersi. Le autorità temono nuovi smottamenti e la diffusione di malattie, a causa dei dei corpi intrappolati sotto tonnellate di detriti.
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Frana in Papua Nuova Guinea, si scava nel fango ma è improbabile trovare sopravvissuti: si temono nuovi smottamenti Soccorritori e residenti continuano a scavare nel fango e tra i detriti dopo la frana che ha spazzato via il villaggio di Yambali, nella provincia di Enga, in Papua Nuova Guinea. Secondo le autorità locali più di 2mila persone sono rimaste sepolte dalla frana, improbabile trovare sopravvissuti.
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Il bilancio della frana, insomma, è tragico. E potrebbe aggravarsi, dal momento che l'area è ancora estremamente pericolosa. Per questo motivo, il governo della Papua Nuova Guinea sta cercando di mettere in salvo circa 8.000 persone che si trovano ancora nell'area interessata dal disastro naturale. «Stiamo cercando di evacuare i villaggi. Ogni ora si può sentire la frattura delle rocce: è come una bomba o uno sparo, e continuano a cadere», ha dichiarato…
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La frana mortale che ha colpito Papua Nuova Guinea ha seppellito più di 2.000 persone, secondo quanto riferito dalle autorità locali alle Nazioni Unite. L’evento disastroso si è verificato venerdì nelle remote alture settentrionali del paese, travolgendo un villaggio e un campo di lavoro, causando una catastrofe di proporzioni enormi. Le operazioni di soccorso sono state ostacolate da una serie di difficoltà logistiche, tra cui una strada principale bloccata e un terreno instabile che rappresenta un…
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Attorno alle 3 della notte di venerdì 24 maggio una frana di enormi dimensioni si è distaccata dal Monte Mungalo, in Papua Nuova Guinea. La dimensione della frana è stata così grande da coinvolgere un intero versante della montagna. Catastrofiche le conseguenze sulla popolazione.
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Papua Nuova Guinea, duemila persone sepolte da una frana Sono piu' di duemila le persone rimaste sepolte da un'enorme frana che si e' staccata da una montagna nella notte tra il 23 e il 24 maggio in una zona montuosa e quasi inaccessibile di Papua Nuova Guinea. 01:28
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Una frana devastante in Papua Nuova Guinea ha provocato la morte di oltre 670 persone venerdì scorso, secondo le stime aggiornate dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). L’evento catastrofico ha seppellito un intero villaggio in una zona remota e montuosa del paese del Sud Pacifico, scatenando una risposta d’emergenza da parte delle autorità locali e nazionali. La frana ha colpito il villaggio di Kaokalam nella provincia di Enga, situato circa 600 chilometri a nord-ovest della capitale…
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Risultano essere anche più di duemila le persone rimaste sepolte dalla grossa frana che si è staccata da una montagna, nella notte tra giovedì e venerdì, in una zona montuosa e praticamente inaccessibile della Papua Nuova Guinea. Lo ha riferito Port Moresby all’Onu: "La frana ha sepolto più di 2.000 persone vive e ha causato gravi distruzioni", ha fatto sapere il centro nazionale disastri del Paese.
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Il monte Mungalo si è sgretolato nella notte tra giovedì e venerdì: le prime immagini dall'alto mostrano una quantità di fango e detriti che cola giù per i fianchi del monte larga quanto quattro campi da calcio. Per il resto le notizie da Enga, regione sperduta sull'isola di Papua Nuova-Guinea nel Pacifico sud-occidentale, arrivano con lentezza come i soccorsi ai sepolti vivi: a gran parte dell'area interessata dalla frana, che ha inghiottito anche le strade, si arriva solo per via…
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Papua Nuova Guinea – Terrificante frana in un villaggio che è stato completamente raso al suolo. Sono centinaia le vittime: la stampa nazionale parla di almeno 700 morti e oltre duemila persone sepolte vive dall’enorme massa di detriti e terra staccatasi da una montagna, in una zona quasi inaccessibile del Paese. I servizi di emergenza presenti nelle vicinanze dell’area del disastro sono ostacolati dal terreno accidentato e dai danni che le strade…
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Trasformare il CO2 svizzero in roccia islandese Nell'ambito del progetto pilota DemoUpCARMA, il CO2 emesso in Svizzera viene mischiato con l'acqua di mare in Islanda e poi pompato nel sottosuolo, dove si lega con il basalto e si trasforma in calcare nel giro di pochi anni. KEYSTONE/© KESTONE / ANTHONY ANEX Le soluzioni per catturare il CO 2 prodotto dall'industria e immagazzinarlo in strati geologici profondi suscitano grande interesse nel mondo.
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