E' emergenza sulle strade: sempre più vite, soprattutto di giovani, vengono spezzate in incidenti d'auto. In Italia, secondo i dati dell'Osservatorio sulla sicurezza stradale dell'Asaps, nell'ultimo fine settimana sono morte 40 persone di cui nove minori. Numeri che hanno spinto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a incontrare oggi il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per…
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Approfondimenti:
I superstiti dell'incidente di Senago, nel Milanese, in cui domenica scorsa sono morti tre 17enni nell'auto finita nel canale Villoresi, raccontano i momenti dello schianto. Riferiscono di aver chiesto più volte al conducente, il 18enne Gabriele Popovici, di rallentare: andava piano e poi accelerava senza motivo, finché a una curva stretta è finito dritto nel canale, senza segni di frenata. Il giovane, con un tasso alcolemico di 1,61 g/l, è in carcere a San Vittore con l'accusa di omicidio stradale aggravato.
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Il pm di Milano Rosario Ferracane ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per Gabriele Popovici, il 18enne, che si trova a San Vittore da domenica sera, accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per la morte di tre amici di 17 e 18 anni, che erano tra i nove ragazzi a bordo di un'Audi A2 che lui stava guidando e che è precipitata nel canale Villoresi a Senago, all'alba di domenica mattina.
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La richiesta di convalida dell'arresto arriva mentre l’inchiesta sulla notte di Senago continua a stratificarsi tra accertamenti, testimonianze e rilievi tecnici. Il pm di Milano Rosario Ferracane ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Gabriele P., 19 anni, alla guida dell’Audi A2 finita nel canale Villoresi e costata la vita a tre ragazzi. Per la Procura, la misura del carcere è necessaria per due…
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Nel reparto protetto del carcere di San Vittore, dove è sorvegliato costantemente dagli agenti penitenziari, Gabriele Popovici trascorre la sua seconda notte in attesa di poter fornire la propria ricostruzione dei fatti avvenuti all’alba di sabato a Senago. Il diciottenne, assistito dall’avvocata Martina Isella, dovrà spiegare cosa è accaduto durante quella serata: dall’alcol consumato prima di guidare, con un tasso alcolemico accertato di 1,61…
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Sull'incidente avvenuto domenica all'alba a Senago (Milano), nel quale sono morti tre ragazzi che viaggiavano su un'auto insieme ad altre sei persone, tra le quali il conducente 19enne Gabriele Popovici accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall'abuso di alcol, il Corriere della Sera ha riportato le versioni dei sopravvissuti. Versioni, riporta il quotidiano, già arrivate sulla scrivania del pm Rosario Ferracane.
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"Durante il tragitto per tornare a casa abbiamo detto più volte a Gabriele di rallentare, sino a quando, arrivati a una curva stretta, andava dritto e finivamo con l’auto ribaltata nel canale pieno d’acqua". È il punto di partenza comune delle versioni raccolte dagli inquirenti sull’incidente costato la vita a tre 17enni a Senago, mentre emergono nuovi elementi che fotografano la dinamica e le ore successive alla tragedia.
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Senago, la folle corsa in nove sull’auto: “Gli dicevamo di rallentare e lui andava a tutta velocità”
La seconda notte di Gabriele Popovici al reparto “protetti” del carcere di San Vittore, sotto costante osservazione del personale penitenziario, scorre in attesa di poter raccontare la sua verità sulla tragica alba di Senago. Difeso dall’avvocata Martina Isella, il 18enne alla guida dell’Audi A2 finita nel canale Villoresi è chiamato a ripercorrere la notte di sabato, i tanti drink bevuti prima d…
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Il cancello è chiuso. I ragazzi entrano ed escono in silenzio, attraversando il lungo cortile che li porta all’istituto Gadda. “Oggi avevamo i recuperi dei debiti. È stato strano, ma la botta vera sarà a settembre. In quell’occasione, la scuola dovrebbe organizzare qualcosa per ricordare Riccardo, Lorenzo e Camilla. Sarebbe bello se si facesse una commemorazione”. Tragedia di Senago, amici sportivi e ottimi…
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Vedi quelle foto sorridenti di giovanissimi e giovani che hanno occhi spalancati sul futuro, sulla bellezza, sulla vita. No, quando arriva una nuova estate di sogni, di festa e di gioia non si può morire così. Non si può lasciare il mondo alle loro età, quando tutto deve ancora cominciare. Non si può diventare, all’improvviso, un nome e un’immagine inseriti nel lungo e tragico elenco pubblico di vittime della strada di questi recenti giorni di giugno, anche nell’ultimo fine settimana.
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Ancora un weekend drammatico sulle strade italiane. Ancora tante giovanissime vite spezzate per sempre da incidenti con conseguenze mortali e causati da diversi fattori: scelte scellerate (basti pensare ai nove passeggeri in auto omologata per cinque nella strage di Senago in cui sono morti due minorenni e una 18enne di Paderno Dugnano, finiti con la vettura in un canale), velocità eccessiva, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe.
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"Tutte le norme approvate nell'ultimo decennio sono servite in minima parte a ridurre i morti sulle strade, sempre in numero superiore a tremila ogni anno, molti giovani, con decessi nelle ore notturne, come negli anni '90 con le cosiddette 'stragi del sabato sera'. Ora i fenomeni stanno tornando, ancora più velocemente". Lo afferma Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale di Verona e componente Anci in…
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