La sentenza della Corte anticipata venerdì interviene nuovamente sulla materia del fine vita, dopo le sentenze del 2019 e del 2024: ma quelle sentenze riguardavano la fattispecie del suicidio assistito, mentre la sentenza annunciata venerdì riguarda l’omicidio del consenziente, e cioè l’eutanasia. Nelle sentenze precedenti la Corte aveva stabilito il principio secondo cui l’agevolazione del suicidio nel nostro ordinamento non è possibile per regola generale, e tuttavia a certe condizioni può diventare lecita; ed è proprio nel rispetto di questo…
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Corte costituzionale, 25 luglio 2025, sentenza n. 132 Presidente Amoroso, Relatore Petitti Come avevamo anticipato, il Tribunale di Firenze, VI sezione civile, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 579 del codice penale nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli articoli 1 e 2 della legge 22…
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A dicembre del 2006 ‘staccò la spina’ a Piergiorgio Welby. Ora, con l’associazione Coscioni accompagna i pazienti al suicidio assistito. Mario Riccio è il medico anestesista cremonese che si è occupato dell’ultimo caso sul quale si è pronunciata la Corte costituzionale, ieri. Ovvero, la storia della donna toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla, paralizzata dal collo in giù, che pur avendo i requisiti per accedere al suicidio assistito, non è in grado di autosomministrarsi il farmaco.
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Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha commentato la recente sentenza della Corte Costituzionale in materia di suicidio assistito, sottolineando la necessità di una revisione del testo attualmente in discussione al Senato. Secondo Boccia, il verdetto della Consulta afferma in modo inequivocabile che il fine vita non può essere oggetto di privatizzazione e che il Servizio Sanitario Nazionale deve svolgere un ruolo attivo nella procedura.
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O un malato si somministra da solo il farmaco che pone fine alla vita, o non è possibile procedere con il suicidio medicalmente assistito. Cioè: non può essere una terza persona a iniettarlo. Lo stabilisce la Corte Costituzionale creando non poco imbarazzo tra politici, associazioni e famiglie di malati. Come può, ad esempio, un tetraplegico grave premere il pulsante da solo? E come può esercitare il suo diritto al fine vita (autorizzato sulla carta) se nemmeno il medico può iniettargli il…
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La Corte stabilisce che un malato che non può procedere da solo al suicidio assistito non può chiedere a un terzo di ucciderlo. Ma lo fa chiedendo al Servizio sanitario nazionale di intervenire e verificare tutte le possibilità Con sentenza pubblicata ieri e attesa da giorni, la Corte Costituzionale ha detto no all’intervento attivo di una terza persona nella somministrazione del farmaco letale a un malato che sia nelle condizioni di accedere al suicidio assistito ma non possa farlo per impossibilità fisica, indisponibilità…
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Il quesito sul caso della 55enne toscana affetta da sclerosi multipla progressiva, completamente paralizzata e quindi impossibilitata ad accedere al suicidio assistito, è ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale, ma non nel merito. Con la sentenza emessa ieri, la Consulta chiede infatti verifiche sulla strumentazione idonea che consenta a una persona che non può autosomministrarsi il farmaco letale di poter usufruire del “fine vita”.
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Con la sentenza 132/2025, la Corte costituzionale ha scelto di non entrare nel merito della questione di legittimità dell’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente), sollevata dal tribunale di Firenze nel caso di “Libera”, una donna toscana di 55 anni, affetta da sclerosi multipla progressiva e completamente paralizzata, che ha chiesto di porre fine alle sue sofferenze con l’aiuto…
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Le sentenze della Corte costituzionale ci dicono che il Servizio sanitario nazionale deve avere un ruolo in materia di fine vita». Il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex deputato del Pd, paventa il rischio che la legge attualmente in discussione al Senato, così come è stata scritta, possa essere bocciata dalla Consulta. Cosa implica la sentenza della Corte sul caso di Libera, la donna che ess…
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Non si può (ancora) dire che l’articolo 579 del Codice penale, che persegue l’omicidio del consenziente – quindi l’eutanasia – sia incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 132/2025 depositata ieri, che ha luci ed ombre. Vediamo perché, partendo dalla questione su cui la Consulta si è espressa, originatasi dalla vicenda di “Libera”, pseudonimo di una donna toscana di 55 anni, completamente paralizzata dalla…
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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile l’intervento attivo di un’altra persona nella somministrazione del farmaco in caso di suicidio assistito. Il ricorso riguardava una donna toscana paralizzata dal collo in giù che, pur avendo i requisiti per accedere al suicidio assistito, non può auto somministrarsi il farmaco. Le questioni sono state dichiarate inammissibili perché – …
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Il quesito sul caso di Libera, la 55enne toscana completamente paralizzata che non può autosomministrarsi il farmaco letale per usufruire del suicidio assistito, è ritenuto illegittimo dalla Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 579 del codice penale, quello sull'omicidio del consenziente, per difetto di motivazione circa la reperibilità dei dispositivi di…
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Fine vita, Consulta: inammissibile intervento altra persona nella somministrazione del farmaco Fine vita. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile l’intervento attivo di un’altra persona nella somministrazione del farmaco in caso di suicidio assistito, chiudendo la via all’eutanasia attiva. Servizio di Luigi Laloni
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– La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile l'intervento attivo di un'altra persona nella somministrazione del farmaco in caso di suicidio assistito. Il ricorso riguarda una donna toscana paralizzata dal collo in giù che, pur avendo i requisiti per accedere al suicidio assistito, non può auto somministrarsi il farmaco. Una decisione che riaccende il mai sopito dibattito sul fine vita e vede nuovamente contrapporsi i due schieramenti in Parlamento e nella società civile.
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La svolta non c’è stata, ma non si tratta neanche di una chiusura netta. Quella della Corte costituzionale sull’ipotesi eutanasia è una decisione “aperta”: i giudici dichiarano inammissibili le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Firenze sull’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente), ma senza pronunciarsi nel merito. Ovvero rilevando un difetto di motivazione da parte del giudice.
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