«Le conferme di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea e di Roberta Metsola alla presidenza dell’Europarlamento ci dicono che la direzione che si vuole dare all’Ue non cambia rispetto a prima, anche se le elezioni di giugno avevano dato un’indicazione diversa». Corrado Ocone, da poco in libreria con il saggio Radici e libertà: una filosofia per l’Europa (Historica/Giubilei Regnani), commenta in un colloquio con Tempi il nuovo ma già visto assetto di cariche e nomine a Bruxelles.
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Il 18 luglio 2024, Ursula von der Leyen ottiene la fiducia per un secondo mandato alla guida della Commissione europea. La votazione, segnata dal supporto dei verdi e dal dissenso degli eletti italiani, ha suscitato ampie discussioni. Il programma "Europe’s choice" e l'Agenda strategica 2024-2029 delineano una UE più coesa e protagonista globale. L'Italia dovrà dimostrarsi all'altezza della sfida
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Anni, membro della CDU, il partito conservatore tedesco, e una delle donne più potenti del mondo: Ursula von der Leyen è stata appena rieletta alla guida della Commissione europea. A livello internazionale è conosciuta anche come “Signora Europa” o "Madame Europe". Ma chi è veramente? Come è arrivata a ricoprire una delle posizioni più ambite dell'UE?
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Sale sempre di più la tensione nella maggioranza che sostiene il governo Meloni. Dopo la spaccatura al Parlamento europeo per il voto sul secondo mandato alla guida della Commissione Ue per Ursula von der Leyen, è andato in scena un acceso scontro tra Lega e Forza Italia, tra Antonio Tajani e Matteo Salvini. Scontro tra Lega e Forza Italia sul bis a Ursula von der Leyen Tajani e la provocazione sui Patrioti La replica di Molinari (Lega)…
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Nomine Ue. «Assolutamente no. E' sempre stato chiaro che ci sono posizioni diverse, partiamo da famiglie diverse, ma questo non ha alcuna ricaduta sull'attività di maggioranza e di governo». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo a chi gli chiede di eventuali ricadute sulla maggioranze dalle posizioni assunte sulle nomine dell'Ue. Meloni chiede un chiarimento a Lega e Fi. Ecco cosa sta accadendo nel governo (e si…
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Almeno l’America ha avuto la forza di mandare a casa la sua Ursula L’invidiabile capacità degli Stati Uniti di cambiare davanti ai pericoli che incombono sull’Occidente, l’Unione Europea paralizzata dai capricci di Macron e Scholz, il dispetto di Stoltenberg all’Italia. Rassegna ragionata dal web
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La premessa è una sorta di mantra ripetuto quasi come forma di autorassicurazione («Le vicende europee non minano l’unità del centrodestra italiano»). Ma nemmeno un leghista dall’aplomb sabaudo come il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari può evitare di rispondere per le rime alle critiche dell’alleato forzista Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia sostiene che in Europa voi siete irrilevanti.
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Partiamo dalle affermazioni dei parlamentari europei eletti e residenti a Bergamo. Giorgio Gori (PD) ha commentato “ha vinto pragmatismo e continuità”; Lara Magoni (FdI) , che ha votato contro “perché ha vinto la nostra coerenza”. Affermazioni che non soddisfano gli elettori, forse perché date “ a caldo” dopo un epilogo, definito da molti analisti ,imprevisto. Ci sono tre aspetti: la contingenza istituzionale, i contenuti, infine una prospettiva politica di lungo termine.
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Dopo la decisione della premier di stare fuori della maggioranza, c’è il rischio realistico che l’Italia sia emarginata nei prossimi negoziati sul Mes (non ancora approvato dal nostro Paese), sulla definizione del Patto di stabilità che influirà sulla finanziaria 2025 (dopo l’ennesima procedura d’infrazione per il grosso debito pubblico) e su tutti i dossier ancora aperti, molti dei quali potranno essere rimessi all’ordine del giorno del…
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Anche se secondo Giorgia Meloni «tutte le posizioni espresse in Europa» dagli alleati «rafforzano il nostro governo», quanto accaduto a Strasburgo fa da sfondo alla guerra di nervi continua tra Lega e Forza Italia. A mezzo stampa il leader azzurro Antonio Tajani torna a definire «puerile» l’idea che l’influenza politica di una formazione dipenda «da chi fra gli altri vota il tuo candidato, perché von der Leyen era la candidata del Ppe del…
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Zelensky concorda incontro con il tycoon, che vuole fermare la guerra per allontanare Russia e Cina. Non indebolirà la Nato ma pretenderà ancora più fondi dall’Europa.La tanto attesa telefonata tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump è avvenuta. «Si è congratulato con me per la convention repubblicana...
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Per il segretario di Forza Italia mentre il Ppe e FI "daranno le carte" e sono nella "cabina di comando" della macchina europea, i Patrioti - la famiglia Ue del partito di Salvini - sono "fuori dai giochi". La Lega: "Meglio senza vicepresidenti che con Verdi e sinistre" “Votare con la Schlein per una poltrona è imbarazzante. Meglio senza vicepresidenti che con Verdi e sinistre". La Lega non usa mezzi termini per…
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Con la decisione di votare contro Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea, Giorgia Meloni ha commesso un errore, probabilmente dettato da una non chiarissima comprensione dei meccanismi europei. Ciò si evince dalla spiegazione che lei stessa ha fornito in un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera. I punti che sollevano perplessità sono diversi. Primo, il quadro.…
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I nuovi equilibri europei continuano a far discutere la maggioranza. Giorgia Meloni è impegnata a spiegare le scelte che hanno portato il gruppo dei conservatori e Fratelli d’Italia a non votare per Von der Leyen. PARLANDO al Corriere della sera definisce «surreali» e «infantili» le critiche che le vengono rivolte e spiega di aver chiesto ai suoi di esprimersi contro il bis della presidente della Commissione «per coerenza al risultato delle Europee di giugno e non per ragioni di partito.
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Tajani dice alla Lega che è ininfluente. Dal carroccio gli ribattono "Imbarazzanti”. Le ultimissime dal fronte. Cosa sta accadendo tra quelli che sembrano sempre meno alleati. Da Bruxelles a Viterbo dove la rottura nel centrodestra ora è totale e rischia di allargarsi ai Comuni. Esattamente come già accaduto a Frosinone. Ed anche qui c'è il caso Regione Lazio Il fronte si allarga, la tensione sale tra Lega e Forza Italia.
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Non capita infatti tutti i giorni che il partito di un presidente del Consiglio in carica di un Paese fondatore dell’Unione europea voti contro il vertice della Commissione. È uno strappo che solo in parte può essere ammorbidito con dichiarazioni di inalterati rapporti di amicizia. Resta un vulnus politico che è avvenuto per ragioni di politica interna e di politica estera. Il punto è che, una volta acquisiti i voti dei Verdi, Ursula si era messa al riparo dai franchi tiratori della destra del suo partito, il Ppe, contraria a…
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Intervistona di Giorgia Meloni sul Corriere e spiega perché secondo lei non siamo isolati. 04:00 Lucia Annunziata sul Foglio dice che la premier su Ursula non poteva fare altrimenti. 05:20 Repubblica vede nomina Nato ad uno spagnolo segno del nostro isolamento. 06:07 Panerai di Milano Finanza è meglio che si occupi di finanza, questa stronzata che scrive oggi di Israele come Hitler la lasciasse alle piazze.
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“Mi sono comportata come si dovrebbe comportare un leader europeo perché mi sono chiesta se la traiettoria fosse giusta”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica le scelte in Europa in una lunga intervista al Corriere della Sera: “Siccome – dice – non posso dire di considerarla adeguata soprattutto su alcune delle materie sulle quali i cittadini hanno chiesto un cambio di passo ho fatto quello che mi pareva più giusto.
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– "Mi sono comportata come si dovrebbe comportare un leader europeo perché mi sono chiesta se la traiettoria fosse giusta". Sono le parole di Giorgia Meloni che, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, parla del voto contrario sulla rielezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue. Il nostro sondaggio. Ursula divide gli italiani. Solo il 40% avrebbe votato per la sua rielezione Gioargia Meloni e Ursula von del LeyenIMAGOECONOMICA…
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Per Giorgia Meloni non è il momento dei ripensamenti. Anzi. La premier, intervistata da Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, difende la decisione del suo partito, Fratelli d'Italia, di votare contro il bis di Ursula von der Leyen alla Commissione europea, perché l'Ue come è oggi non le piace, vuole cambiarla. Respinge quindi le accuse di aver isolato l'Italia: "Voglio chiarire che io ho schierato l’Italia nel Consiglio…
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Licheri (M5s): "Meloni bugiarda patologica, sul voto a Von der Leyen non poteva fare peggio di così"
In un'intervista a Fanpage.it, il senatore M5s Ettore Licheri ha commentato il risultato del voto al Parlamento europeo sul bis di Ursula von der Leyen. Pd e Movimento si sono divisi, ma questa è "una ricchezza", fin quando si sta all'opposizione. Invece Meloni e FdI hanno sbagliato tutto il possibile, secondo Licheri: un errore che avrà conseguenze pesanti.
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«Penso di avere fatto una scelta di coerenza, non sulle mie posizioni, ma rispetto alle elezioni europee». Dopo la fuga e le paure del voto all’Europarlamento Giorgia Meloni rilascia un’intervista al Corriere della Sera per spiegare il no di Fratelli d’Italia a Ursula von der Leyen. Come suo costume, la premier si difende attaccando: «Mi fa sorridere come alcuni osservatori non tengano minimamente in considerazione che cosa i cittadini hanno chiesto…
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Il 18 luglio il Parlamento europeo ha rieletto per un secondo mandato alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen, esponente del Partito Popolare Europeo. Già presidente negli scorsi cinque anni, von der Leyen è stata rieletta con 401 voti favorevoli, 284 contrari e 22 tra schede bianche o nulle. Per essere eletta von der Leyen doveva ottenere almeno 360 voti, ossia la maggioranza assoluta dell’assemblea.
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“Il no a Ursula von dei Leyen non cambia la prospettiva. Oggi è così, ma il processo di un’alleanza tra conservatori e popolari, alternativi a socialisti e verdi è irreversibile, come irreversibile è il percorso che porterà nel tempo in Europa il modello bipolare italiano”. Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, tra i fondatori di FdI, si è sempre mostrato severo con chi, a destra, insegue nostalgie neofasciste.
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Il romanzo che racconterà la storia dell’Italia in Europa nei prossimi mesi è destinato a intitolarsi Le conseguenze dello strappo: un dramma che si spera a lieto fine, sebbene non appaia scevro da prospettive tragicomiche. Il “no” di FdI e Lega alla rielezione di Ursula von der Leyen alla Commissione Ue è una mossa quasi priva di precedenti nell’alleanza a dodici stell…
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Un po’ tutti i commentate davano per scontato il voto palese o segreto di Meloni per Ursula von der Leyen. Insomma, alla fine von der Leyen avrebbe avuto anche l’appoggio di FdI. Non è stato così. Meloni, certo, ha alimentato quella illusione nella speranza di ottenere qualcosa in cambio di rilevante per il nostro paese. Ha dimostrato scaltrezza, la politica realisticamente è fatta di queste cose. Al consiglio europeo però si è astenuta.
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La maggioranza che ha sostenuto la riconferma di Ursula von der Leyen, che si è fondata sull'appoggio dei Verdi "è artefatta e non reggerà", con i popolari che prima hanno criticato il Green Deal, poi hanno permesso agli ecologisti di diventare "ago della bilancia". E invece il Ppe dovrebbe capire che se vuole creare un centrodestra europeo "deve cercare sponde" alla destra dell'emiciclo e abbandonare l'attuale alleanza con la sinistra per creare un vero "centrodestra europeo".
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