Dall’urbanistica “per soli ricchi” alle regole contro le auto, la metropoli lombarda fa di tutto per cacciare le persone e liberare spazio per la speculazione. Comunque finiscano le indagini sull’edilizia, come può non scoppiare questa bolla? Sono totalmente d’accordo con Francesco Cancellato: al di là delle inchieste giudiziarie e dell’esito che daranno, il problema di Milano è che non è più una città, e che le case non sono più case.
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Questo articolo, apparso nel numero di luglio del mensile Tempi, è stato scritto prima dell’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Beppe Sala e di altre 73 persone. Avevo poco più di 20 anni quando varcai per la volta la soglia di Palazzo Marino, appena eletto consigliere comunale di Milano. Era la Milano che si era scrollata di dosso la polvere della fine della Prima Repubblica e aveva ricominciato a correre con Gabriele Albertini, la Milano dei grandi progetti di riqualificazione…
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«Le famose rigenerazioni urbane di Milano sono solo greenwashing. È un termine per chiamare la speculazione edilizia in un altro modo. Quello che è accaduto è che il capitalismo internazionale ha puntato il suo denaro su Milano. Le amministrazioni comunali hanno accettato lo stato di minorità davanti al potere economico pur di riuscire a ottenere i soldi per garantire i servizi e far muovere la grande macchina urbana».
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Negli ultimi giorni la città di Milano è finita sotto l’occhio dei riflettori per gli scandali di corruzione che hanno visto invischiate l’amministrazione comunale e i principali fondi di investimento attivi nell’urbanistica della città. Se si mettono da parte i toni da soap opera utilizzati da una parte della stampa nostrana, ciò che resta è un avvenimento che sottolinea l’ingordigia del cosiddetto “modello Milano”, un approccio all’edilizia che inserisce la…
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Pier Luigi Bersani interviene al Caffè della Versiliana, intervistato dal direttore del Giornale Alessandro Sallusti, e riflette sull’inchiesta giudiziaria che riporta al centro il dibattito sul cosiddetto “modello Milano”. L’ex segretario del Pd lega la vicenda a una critica più ampia sul ruolo dell’urbanistica nel dibattito pubblico: “La magistratura fa il suo lavoro. Io non credo che uno che abbia un avviso di garanzia debba dimettersi.
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«Milano è vittima della sua ansia di crescere. Peccato non ci siano più competenza e controlli» Questa sera il Sindaco Giuseppe Sala interverrà in Consiglio comunale in merito all'inchiesta urbanistica che lo vede coinvolto. Come si è arrivati a questa situazione? Luca Beltrami Gadola, Direttore editoriale di Arcipelago Milano: «Quando la coscienza civica si abbassa sotto certi limiti, tutto diventa possibile»
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Milano è considerata la città più “d’avanguardia” in Italia. Da là transitano tutte le mode e le tendenze. È la porta attraverso la quale penetrano i capitali ma anche i modelli culturali, non sempre meritevoli di imitazione. È la città, non a caso, della televisione privata, cioè del consumo e del trash. È anche il terreno di una profonda trasformazione urbana che segue le tendenze della globalizzazione
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La nuova Milano cresce in modo ostile ai cittadini: pur di fare profitto, si scivola nell’illegalità
I ricchi vivono bene ovunque: in campagna, in città, in province sonnacchiose o metropoli scintillanti, su isole sperdute o in gated communities a due passi dagli slum più pericolosi, a Lagos, a Kyoto o in un ranch in Texas. I loro mezzi gli consentono di costruirsi bellezza e sicurezza in qualsiasi luogo. Non c’è quindi alcun bisogno di costruire le città a misura dei loro gusti, perché sono così bravi a realizzare i loro paradisi separati dalla…
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L’orologio alla parete segna mezzogiorno, le tapparelle sono tutte alzate ma nel tinello della signora Giovanna di luce non ce n’è, le tenebre calano implacabili alle undici del mattino. La latitudine non c’entra: non siamo ai poli ma al numero uno di via Alessandro Paoli, ultimo angolo di Porta Nuova sopravvissuto a quella «rigenerazione urbana» al centro dell’ultima tornata di indagini della…
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“Non esiste avere troppi libri, esiste solo non avere abbastanza scaffali”, dice la didascalia della bella foto d’una colonna di volumi, ricorrente su Facebook (sarà merito di un algoritmo amante della letteratura e dei lettori). E in questi giorni così densi di incertezze, sulle caratteristiche e sul futuro di Milano, nel cuore di una nuova tempesta giudiziaria e mediatica, politica e amministrativa, vale proprio la pena uscire per un momento dai percorsi delle cronache, ricorrere piuttosto…
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Come in Italia succede quasi sempre, ci vuole un’indagine della magistratura (o una sentenza) per svegliare la politica dal suo torpore e portare alla ribalta dell’opinione pubblica un problema sociale o etico di cui noi tutti conosciamo l’esistenza, ma col quale per mille ragioni non abbiamo il coraggio di fare i conti. L’esempio più positivo è rappresentato dalle sentenze della Corte costituzionale sul tema del fine vita, o, per meglio dire, sul suicidio assistito, ma anche su tanti altri temi…
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L’inchiesta milanese su urbanistica e appalti che coinvolge il sindaco Giuseppe Sala trascende la dimensione giudiziaria per aprire una riflessione più ampia sui limiti strutturali della gestione pubblica e politica nelle democrazie liberali contemporanee. Come osserva acutamente Serena Sileoni nel suo articolo su La Stampa “Giustizia, sviluppo e troppa burocrazia”, l’Italia è un Paese ingessato dalla moltitudine di norme e dalla complessità burocratica che paralizza l’azione pubblica e privata.
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Fa male vedere Milano vacillare sull’etica e mostrare l’affarismo camuffato da efficientismo proprio nel sancta santorum dove nel Dopoguerra il sindaco Greppi con tre semplici parole, cultura, competitività e solidarietà (mai disgiunte dalla parola onestà), scandiva il tempo della rinascita creando una seconda capitale per opportunità e innovazione, distante anni luce dalla Roma bollata anni dopo da un memorabile titolo…
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Giammaria Giuliani è l'erede della famiglia che partendo nei primi anni del secolo scorso da una piccola farmacia a Milano, vicina al vecchio Lazzaretto, costruì un impero, il cui pilastro principale, negli anni Sessanta, fu il celeberrimo «amaro medicinale Giuliani». Ora Giammaria è un imprenditore di gran successo e detiene il 5% della banca Rothschild. Parliamo con lui di Milano. Se la ricorda Milano di quando lei era bambino? Jannacci, Vecchioni, Strehler?…
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Questo articolo, apparso sul numero di luglio del mensile Tempi, è stato scritto prima dell'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Beppe Sala e di altre 73 persone. L'articolo fa parte di una serie di dialoghi sulla crisi di Milano con figure del mondo della cultura, delle istituzioni, dell’università e dell’imprenditoria per riflettere sui problemi e sulle risorse della città, in una parola sulla sua “identità”.
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Il Modello Milano sembra prossimo al collasso. Lo si può leggere nell’immagine, così allegorica da non sembrare vera, del gigantesco logo in bilico sul grattacielo di CityLife come una minacciosa ghigliottina. Sulla vicenda giudiziaria dovrà esprimersi la giustizia dei tribunali, non quella sommaria dell’opinione pubblica. Lasciamo dunque alla procura il tempo di proseguire l’inchiesta e tentiam…
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Due giorni fa, quando Milano era già nel pieno della tempesta, sui social ha postato una foto che dice tutto. C’è la Galleria che si affaccia su piazza Duomo piena di gente. E sullo sfondo, i grattacieli specchiati di piazza Gae Aulenti che riflettono il cielo. «Milano è esattamente questa contraddizione, ma deve approfittare di questo momento per fermarsi e rifl…
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C’è una signora che ha comprato casa in via Belgirate, zona Maggiolina, nel 2018. Un anno dopo, proprio di fianco, è partito il cantiere per un grattacielo di 24 piani, la Torre Milano. Lei ha provato a dare battaglia anche al Tar. Con altri residenti ha sporto denuncia, la procura ha aperto un’inchiesta, ora c’è un processo in corso in cui lei è stata ammessa come parte civile. Perché la torre i…
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L’inchiesta sui cantieri milanesi è stata un duro colpo per l’establishment in generale, figurarsi per quello milanese, ben rappresentato sui grandi giornali. Lo dimostra il fatto che, dopo diversi giorni, siamo ancora nella fase tre dell’elaborazione del lutto: il patteggiamento. Non quello giudiziario, ma quello in cui l’individuo – dopo il rifiuto e la rabbia …
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Attorno all’inchiesta di Milano, battezzata da qualche giornale Grattacielopoli, con approccio semantico testimone della nostra apertura mentale, non sembra essersi riaperta la classica sfida fra garantisti e giustizialisti - per quanto abbia mai avuto senso la sfida, se il garantista è chi si appella alla norma costituzionale, mentre il giustizialista alla deroga in nome dell’…
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L’inchiesta in corso a Milano può essere anche un pretesto costruttivo rispetto a un’usura culturale che pervade la sinistra: non saper più immaginare la città. Pasolini avrebbe detto che a Milano «non si è avuto nessun progresso, ma solo un enorme sviluppo». Non è dunque solo un problema giudiziario o politico. È molto di più: Milano è una città bellissima, ma disperata. Dove tutto è organizzato per ospitare una sola forma di vita: produci, consuma, crepa.
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Un modello di sviluppo urbano come quello di Milano che espelle (con gli alti costi che impone) la classe media e attira i miliardari non mi piace. Ma poiché so che oggi è vincente a Londra o a Berlino, credo che quello milanese vada bocciato sulla base di una proposta politica alternativa, magari anche consapevole dei limiti o dei difetti che essa avrà a sua volta. Non per v…
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Lo scandalo giudiziario che sta mettendo a soqquadro Milano rivelando quelli che sembrerebbero essere elementi problematici del rapporto tra costruttori, amministrazione pubblica e stakeholder del real estate, avente al centro il titolare di Coima Manfredi Catella e l'Assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi, è solo l'ultimo di una serie di sismi che stanno negli ultimi mesi terremotando il capoluogo ambrosiano.
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I fatti di Milano ci riguardano. Non ci toccano direttamente, è vero, ma in un certo senso ci interrogano. Chiedono a Brescia, alla sua politica, all’economia e anche alla scena culturale locale chi siamo e cosa vogliamo diventare. Per anni, sicuramente dal 2015 in avanti, la città di provincia ha osservato con stupore e invidia la capacità della metropoli di rinnovarsi, cambiando faccia e proposta, soprattutto tornando a…
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Le riflessioni sul modello Milano, che hanno fatto seguito al blitz estivo della magistratura, hanno quasi sempre il difetto di essere manichee. In realtà nel periodo di tempo di cui parliamo si sono avvicendate più fasi, tra di loro anche in stridente contraddizione. Expo ha sicuramente messo in moto energie e dinamiche che non si erano ancora palesate, pur nella ricca storia della città. E al di là del suo vero valore la manifestazione ha globalizzato la città, l’ha inserita nei grandi circuiti internazionali, ne ha mostrato le indubbie capacità…
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La Cassazione con una nuova sentenza supera tutti gli orientamenti precedenti. Per la Suprema Corte il licenziamento, in questi casi, è illegittimo. In ambito lavoristico, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per essere considerato legittimo, deve essere conforme ai requisiti dettati dalla disciplina, i quali sono particolarmente stringenti, specie quando si tratta della sostituzione di un lavoratore con un…
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Quando politica, cultura e religione si pongono in proficuo dialogo (Inviato Cittadino) (Brufa) La comunità brufana ha trovato in don Calogero di Leo un instancabile animatore. Già parroco di Santa Maria Nuova, attualmente parroco della chiesa di Sant’Ermete a Brufa e della chiesa di San Lorenzo a Pontenuovo, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, dove coordina le attività di formazione religiosa e catechesi, referente diocesano per il Cammino Sinodale, un percorso di ascolto e confronto…
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