Nikol Pashinyan ha vinto le elezioni in Armenia e ha ottenuto dagli elettori il via libera per continuare la sua scommessa più difficile: portare il Paese più vicino all’Unione europea. È il tentativo di cambiare strada dopo una sconfitta che ha segnato profondamente il Paese: la perdita del Nagorno-Karabakh, un territorio del Caucaso meridionale abitato per decenni da una maggioranza armena ma riconosciuto dalla comunità internazionale come parte dell’Azerbaigian.
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Pashinyan, giunto al potere durante la Rivoluzione di Velluto del 2018, ha incentrato la campagna elettorale sulla prospettiva di un accordo di pace con l'Azerbaigian e sulla normalizzazione dei rapporti con la Turchia. Il voto si inserisce in un contesto segnato dalla perdita del Nagorno-Karabakh nel 2023 e dal progressivo deterioramento delle relazioni con Mosca, accentuato dalla sospensione della partecipazione armena all'Organizzazione del…
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Le elezioni in Armenia hanno emesso un verdetto chiaro, il Paese molla la Russia e si avvicina all’Ue. A trionfare è stato il partito centrista Contratto Civile e formerà il nuovo governo in autonomia, senza l’appoggio di altre forze politiche. Lo ha dichiarato il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, nel corso di una conferenza stampa tenutasi dopo l’annuncio dei primi risultati elettorali: “Il 7 giugno 2026 si sono tenute le elezioni ordinarie per l’Assemblea nazionale e, a seguito di…
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Era un voto che valeva più di una legislatura. Le elezioni parlamentari armene dell'8 giugno 2026 erano, nei fatti, un referendum su una scelta epocale: il distacco dall'orbita russa e l'apertura verso l'Europa. Nikol Pashinyan, premier uscente dal 2018 e uomo che in pochi anni ha cambiato radicalmente la bussola geopolitica di un piccolo paese caucasico di meno di tre milioni di abitanti, ha vinto.
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