Se al San Raffaele dovessero ripetersi episodi come quelli del 5 e 6 dicembre scorsi, “sono pronto a ritirare l’accreditamento con il Ssn”. Lo ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia, intervenendo a “Check-Up”, programma in onda sulla FM di Giornale Radio. La Regione, ha spiegato Bertolaso, “non può interferire sulle modalità di bando di concorso e di reclutamento di personale di una struttura privata, per quanto accreditata.
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Condividi contenuto Si chiude con una sanzione amministrativa e una diffida formale il caso che ha scosso la sanità lombarda nelle ultime settimane. L’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha annunciato i provvedimenti contro l’ospedale San Raffaele dopo la crisi di personale in Medicina Generale, chiarendo però i limiti del potere regionale sul settore privato. La vicenda, che aveva…
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“Bisogna usare il personale delle cooperative solo con competenze certificate, e mai nei reparti ad alta intensità e rivedere il sistema di accreditamento”. Carmela Rozza e Carlo Borghetti, consiglieri del Pd in Regione Lombardia, sono intervenuti così, in aula, a seguito dell’informativa dell’assessore regionale alla…
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La Regione Lombardia sembra sempre più una delle famose tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Fino a quando i disastri si materializzano Non è vero che quanto accaduto al San Raffaele di Milano tra il 5/7 dicembre – infermieri del tutto disorientati che non sanno dove si trovino i farmaci, privi delle competenze indispensabili per lavorare nei reparti più delicati, un farmaco che sarebbe stato somministrato con una dose dieci volte maggiore di quella prescritta… –…
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L'assessore Bertolaso tenta di derubricare in episodio isolato la notte da incubo per i pazienti del San Raffaele. Ma le opposizioni unite insorgono Non è colpa nostra. Un piccolo incidente di percorso. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare. Così ieri l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, nella sua informativa in Consiglio regionale sui gravissimi…
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Per l’assessore al Welfare Guido Bertolaso «non vi è stata alcuna sottovalutazione, inerzia o ritardo da parte delle istituzioni regionali» nel gestire il caso San Raffaele, dove nel weekend di Sant’Ambrogio il terzo piano del padiglione Iceberg è andato in tilt. Per le opposizioni al Pirellone, invece, l’episodio è il segnale di problemi più ampi, che richiedono una revisione del sistema di accreditamento delle…
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Una diffida fatta venerdì scorso, il 12 dicembre. E sanzioni che ancora non sono state fatte, e che se mai arriveranno comunque è difficile (salvo non vengano trovate altre irregolarità inerenti alla cooperativa esterna) che superino i 60 mila euro — una cifra molto bassa se comparata con i bilanci dell’ospedale — in base a quanto stabilito dalla legge che regola la sanità regionale e l’accredita…
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Sul caso dei disservizi all'ospedale San Raffaele di Milano «non vi è stata alcuna sottovalutazione, non c'è stata inerzia» e «non c'è stato nessun ritardo da parte delle istituzioni regionali. Al contrario, abbiamo adottato un'azione tempestiva, coerente e rigorosa, esercitata nel pieno rispetto delle competenze e a tutela dell'interesse pubblico». Lo ha affermato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido…
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I dolori, la paura, il racconto. «È arrivato un infermiere con una pastiglia di tachipirina tra le mani nude, senza guanti. Me l’ha messa sul petto e l’ha spezzata in due. In quel momento stavo molto male, poi ho messo a fuoco i rischi per un paziente immunosoppresso come me». D.U., 45 anni, è stato al pronto soccorso del San Raffaele il 7 e l’8 dicembre e poi ricoverato nel reparto di…
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Quanto accaduto al San Raffaele di Milano è presente in molte realtà lavorative, dove per abbattere i costi, si preferisce l’inesperienza alla professionalità. Solo che in ballo, in questo caso, c’è la vita delle persone bisognose di cure. Quello che fa pensare ulteriormente è che il caso coinvolge l’Irccs San Raffaele, un ospedale privato accreditato con il Servizio Sanitario…
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“Un infermiere è arrivato con una tachipirina in mano, senza guanti, me l’ha appoggiata sul petto e l’ha spezzata in due”. D.U., 45 anni, racconta al telefono da casa i momenti vissuti tra il 7 e l’11 dicembre al pronto soccorso e nel reparto di medicina ad alta intensità del San Raffaele, mentre era alle prese con una grave mononucleosi. Solo dopo, spiega, ha realizzato i rischi corsi da paziente immunodepresso.
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Un medico scrive alla Direzione per denunciare “una notte di fuoco” passata con infermieri stranieri incapaci di gestire i pazienti del reparto. La lettera finisce in mano ai giornalisti, esplode il caso. L’amministratore delegato si dimette (o meglio gli chiedono di licenziarsi) colpevole di aver scelto di appaltare il reparto di medicina ad alta intensità di cura, alla cooperativa X. Nei primi giorni tutto tace attorno al nome e alle azioni della cooperativa.
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