Il bilancio della campagna di Legambiente si concentra sugli impatti della crisi climatica. Greenpeace 'fotografa' l'arretramento del Lys “Il 2024 è stato un anno difficile e dal segno meno per le Alpi, i ghiacciai alpini e la biodiversità“. Lo dice Legambiente che ha presentato all’università degli studi di Milano Bicocca il rapporto finale di ‘Carovana dei ghiacciai’ (la campagna dell’associazione in collaborazione con il Comitato glaciologico italiano e Cipra Italia).
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Dal 1860 ad oggi il ghiacciaio del Lys, uno dei più grandi e significativi della Valle d'Aosta, ha perso il 33% della sua superficie, con una riduzione complessiva di 3,4 km . L'allarme arriva... Leggi tutta la notizia
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Dal 1860 ad oggi il ghiacciaio del Lys, uno dei più grandi e significativi della Valle d’Aosta, ha perso il 33% della sua superficie, con una riduzione complessiva di 3,4 km. L’allarme arriva dall’ultimo rapporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI), realizzato in collaborazione con Greenpeace Italia, che ha documentato il rapido ritiro del “gigante bianco” attraverso una spedizione sul massiccio del Monte Rosa
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Che negli ultimi decenni la neve stia imbiancando in misura sempre minore le vette alpine è un'evidenza sotto gli occhi di chiunque abbia la fortuna di godere del loro paesaggio. Tuttavia ora a ricostruire l'entità del fenomeno ci ha pensato uno studio pubblicato sul primo numero di novembre dell'International Journal of Climatology. Frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori italiani coordinati dal meteorologo ambientale di Eurac Research Michele…
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Il Ghiacciaio del Lys, uno dei più importanti della Valle d’Aosta, continua a ritirarsi a ritmi allarmanti: nel 2024 ha registrato una riduzione del 33% della sua superficie, con un arretramento di 3,4 chilometri, rispetto al 1860. È quanto emerge dall’ultimo rapporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) realizzato in collaborazione con Greenpeace Italia, a seguito di una spedizione sul massiccio montuoso del Monte Rosa per documentare…
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Nel 2023, sulle Alpi francesi e svizzere l’inverno fu talmente mite e avaro di neve che lo scorso settembre Italia e Svizzera dovettero rettificare un confine per l’ulteriore fusione di un ghiacciaio. Ora lo studio pubblicato a inizio dicembre sull’International Journal of Climatology, con la collaborazione dell’università di Trento e di Eurac Research (centro di ricerca privato di Bolzano), ha quantificato la riduzione delle precipitazioni nevose…
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Dati migliori della media storica dell’ultimo ventennio, ma pur sempre negativi. Il 2024 è stato un altro anno difficile per i ghiacciai valdostani, sentinelle dei cambiamenti climatici. Oltre all’innalzamento delle temperature, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, si ipotizza che a incidere sul loro arretramento siano stati anche i numerosi episodi di sabbia trasportata dal Sahara che si sono verificati durante l’anno.
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Durante il convegno sono stati presentati i risultati delle ricerche condotte nel 2024, con particolare attenzione al programma Ice Memory, dedicato alla conservazione della memoria climatica attraverso la raccolta delle carote di ghiaccio. Mauro Sclavo, direttore dell'Istituto di Scienze Polari del CNR, ha introdotto il progetto, che ha visto attività di perforazione profonda sul Colle del Lys, nel comune di Gressoney-La-Trinité, con l’obiettivo di raccogliere dati utili per analizzare le variazioni climatiche nel corso dei secoli.
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Anche il 2024 è stato un anno negativo per i ghiacciai valdostani, che ormai da decenni non godono di buona salute. Tanto, che in Valle d'Aosta negli ultimi 22 anni sono «scomparsi» 32 ghiacciai, pari al 22 per cento della superficie glaciale. E per capire quale sia effettivamente lo stato di salute dei ghiacciai, questo pomeriggio si è tenuto al Forte di Bard, in occasione della Giornata Interna…
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Il Global Warming, ovvero l'aumento delle temperature medie planetarie, sta causando notevoli cambiamenti in tanti aspetti del clima e dell'ambiente tra cui, inevitabilmente, anche una diminuzione della frequenza e dell'abbondanza delle nevicate. Un processo evidente, oltre che in pianura, anche in montagna, e in particolare sull'Arco Alpino, come descritto anche da una recente ricerca ("Long-term snowfall trend and variabilità in the Alps") condotta da un team di studiosi…
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Le nevicate sulle Alpi sono diminuite del 34% nell’arco dell’ultimo secolo, secondo un importante studio coordinato da Eurac Research e pubblicato sull’International Journal of Climatology. Questa analisi ha messo in evidenza come il fenomeno abbia subito un’accelerazione significativa negli ultimi decenni, soprattutto dopo il 1980, in concomitanza con un marcato aumento delle temperature globali. Lo studio, il più ampio e dettagliato mai realizzato sull’argomento, si è basato sull’analisi…
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Accumuli sopra la media nelle Alpi, ma i ghiacciai soffrono il caldo record e le polveri sahariane. I rapporti di SNPA e Legambiente sottolineano il delicato equilibrio tra il ritorno della neve e le conseguenze della crisi climatica. Tra cui aumento del rischio valanghe e continua fusione dei ghiacciai Foto di Markus Spiske su Unsplash Nell’ultima stagione invernale, le Alpi sono uscite dalla lunga fase di siccità e assenza di precipitazioni e accumuli nevosi consistenti.
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ANSA Ghiacciai alpini “in ritirata” nel 2024 nonostante le nevicate tardive della scorsa primavera. Lo segnala il rapporto “Gli effetti della crisi climatica su ghiacciai, ambiente alpino e biodiversità” realizzato da "Carovana dei ghiacciai", la campagna internazionale di Legambiente, in collaborazione con il Comitato glaciologico italiano e Cipra Italia, rappresentanza nazionale dell’organizzazione non governativa internazionale (con sede principale nel Liechtenstein)…
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Nonostante le copiose nevicate tardive della scorsa primavera, anche il 2024 si è chiuso con un bilancio fortemente negativo per i ghiacciai alpini, sempre più sottili e quasi tutti in forte arretramento su tutto l’arco alpino e con impatti su ecosistemi e biodiversità. A stilare questo bilancio, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, è Legambiente con i dati del quinto report di…
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Condividi questo articolo Pubblicità Il 2024 si chiude con un bilancio allarmante per i ghiacciai alpini, sempre più sottili e in arretramento a causa delle temperature record estive, che hanno vanificato i benefici delle nevicate tardive di primavera. Simbolo di questa crisi è il ghiacciaio dell’Adamello, che ha perso 3 metri di spessore nella parte frontale, con effetti della fusione osservati fino a 3100 metri di quota.
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Un 2024 difficile e dal segno meno nonostante le nevicate tardive della scorsa primavera. È questo il bilancio di fine anno che si prospetta per Alpi e ghiacciai alpini, quest'ultimi sempre più sottili e quasi tutti in forte arretramento su tutto l'arco alpino e con impatti su ecosistemi e biodiversità. A stilare questo bilancio, in occasione della giornata internazionale della montagna, è Legambiente, con i dati del quinto report di Carovana dei ghiacciai dal titolo "Gli effetti della crisi climatica…
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Un 2024 difficile e dal segno meno nonostante le nevicate tardive della scorsa primavera. È questo il bilancio di fine anno che si prospetta per Alpi e ghiacciai alpini, quest'ultimi sempre più sottili e quasi tutti in forte arretramento su tutto l'arco alpino e con impatti su ecosistemi e biodiversità. A stilare questo bilancio, in occasione della giornata internazionale della montagna, è Legambiente, con i dati del quinto report di Carovana dei ghiacciai dal…
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In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, che si celebra ogni 11 dicembre a partire dall’anno della sua istituzione nel 2003, è fondamentale riflettere sul ruolo cruciale delle Alpi, e in generale delle montagne che caratterizzano il 35% del territorio italiano. Le Alpi sono definite “sentinelle del cambiamento climatico”, perché rappresentano un…
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