Nato e cresciuto a Lucca, laureato in Giurisprudenza a Pisa, sono riuscito a conciliare le due travolgenti passioni per auto e scrittura. Una grande fortuna. 123RF Come favorire la transizione in Italia: il Manifesto della Ricarica Nel grande mosaico della transizione energetica, l’Italia si muove con passo incerto. Le intenzioni sono nobili, la direzione chiara, ma la strada — per restare in tema — è ancora disseminata di ostacoli.
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Più colonnine e a prezzi più bassi: l’Associazione Motus-E indica in cinque mosse la strada per migliorare l’esperienza di ricarica dalla rete pubblica. E colmare il divario con il resto d’Europa sulla diffusione dei veicoli elettrici. Dopo il boom incentivi, una rete densa e competitiva La recente corsa agli incentivi, argomenta Motus-E, «ha dimostrato in modo molto chiaro l’interesse degli italiani per la mobilità elettrica» che va però supportata da «una rete di ricarica estremamente densa e competitiva, che…
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L’auto elettrica in Italia continua a scontrarsi con un ostacolo concreto: il costo della ricarica alle colonnine pubbliche. Dopo anni di tariffe competitive e abbonamenti vantaggiosi, oggi fare il pieno di energia costa sempre di più. Un problema strutturale, che rischia di rallentare la crescita del mercato elettrico e di rendere la transizione ecologica un privilegio per pochi. Le tariffe italiane più alte d’Europa Secondo gli ultimi rilevamenti, i…
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L’Italia si trova a un bivio cruciale nella rivoluzione della mobilità elettrica, rischiando di perdere terreno rispetto ai principali Paesi europei. Nonostante le ambizioni di decarbonizzazione e le potenzialità del settore automotive nazionale, il Belpaese fatica a tenere il passo: mentre nel resto d’Europa quasi un’auto nuova su cinque è a zero emissioni, la quota italiana si ferma al 5,2% nei primi nove mesi del 2025, ben lontana dalla media continentale del 18,1%.
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Motus-E ha stilato un dossier in 5 punti per accelerare la transizione all'elettrico delle auto in Italia Immagine creata con IA Dopo l’assegnazione dell’incentivo all’acquisto di auto elettriche in Italia, si pone un altro problema per lo sviluppo della mobilità elettrica: le infrastrutture. Cioè le colonnine dove poter ricaricare le BEV. D’altronde i circa 600 milioni di euro del PNRR andati esauriti in poco più di 24 ore, erano stati stanziati inizialmente per questa…
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L'Italia si è confermata il fanalino di coda tra i major market del Vecchio Continente nella filiera delle auto elettriche. La quota è risultata pari al 5,2% nei primi 9 mesi del 2025, contro il 18,1% della media europea. Il confronto con le altre nazioni è allarmante, considerando l'8,4% della Spagna, il 18,1% della Germania il 18,2% della Francia, il 21,4% del Portogallo e addirittura il 22,1% del Regno Unito
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In Italia, lo sappiamo bene, il mercato delle auto elettriche non sta crescendo come in altri grandi Paesi europei. Secondo i dati di Motus-E, il market share delle BEV nel nostro Paese nei primi 9 mesi dell’anno si è attestato a quota 5,2%, contro il 18,1% della media europea, il 16,1% medio UE, il 18,1% della Germania, il 18,2% della Francia, l’8,4% della Spagna e il 22,1% del Regno Unito. Ma non basta perché il nostro Paese è dietro pure ad altri stati…
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Fanalino di coda in Europa, l’Italia dell’auto elettrica può ancora recuperare il gap con gli altri grandi mercati del continente. Ma solo seguendo una ricetta molto precisa. A dettarla è Motus-E, l’associazione che riunisce le imprese italiane del settore, durante un incontro con Istituzioni e addetti ai lavori. Riassunte in un Manifesto intitolato “Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese”, le proposte sono cinque: ridurre i costi dell’energia in capo agli…
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