«Il panico era alle stelle – racconta Elia Manzato, di Torre di Mosto – c’erano ragazzi che gridavano, chi piangeva, chi era terrorizzato. Appena è successo, per prima cosa ho controllato di essere tutto intero, se avevo botte o ferite. Constatato che stavo bene, mi sono subito attivato per dare una mano». Così ha fatto anche l’altro suo compagno di classe, Enrico Gobbo, anche lui di Torre di Mosto.
Leggi
Altre notizie:
