La denuncia di giuristi e costituzionalisti Il 25 aprile è passato. Le polemiche si sono spente. Fascismo, antifascismo, Resistenza. Va bene: sobrietà. Però il rischio per la tenuta della democrazia è chiaramente aperto È una denuncia durissima quella di 258 giuristi e costituzionalisti, tra i quali alcuni ex presidenti e vicepresidenti della corte costituzionale, contro il decreto sicurezza del governo.
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Sono 237 i giuristi italiani, tra cui tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale, che hanno lanciato un appello pubblico contro il “Decreto Sicurezza”. Tra i firmatari ci sono anche i presidenti emeriti della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, Ugo De Siervo, Gaetano Silvestri, e i vicepresidenti Enzo Cheli e Paolo Maddalena. Questo provvedimento, secondo i firmatari, non solo viola la Costituzione italiana, ma rappresenta anche un attacco diretto ai diritti fondamentali dei cittadini.
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Le ACLI accolgono l’invito di Don Luigi Ciotti ed aderiscono al “digiuno a staffetta” promosso da Franco Corleone per chiedere al Parlamento di non convertire in Legge il Decreto Sicurezza approvato dal Governo l’11 aprile 2025. “Il decreto – dichiara Mariangela Perito, delegata della Presidenza Nazionale per i temi della Giustizia - mina le libertà, la democrazia, la convivenza civile. Esso si basa su una idea di sicurezza che introduce nuovi reati, punisce chi manifesta il proprio dissenso e protesta…
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Arrivano le prime adesioni all’appello dei 257 giuspubblicisti contro il dl sicurezza dove è stato definito come pericoloso e incostituzionale. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, scrive sui social: "Aderisco all'appello 'Per una sicurezza democratica', contro il decreto-legge sicurezza, promosso e sottoscritto da oltre 250 giuspubblicisti italiani, che conferma con la massima autorevolezza quanto il M5S aveva già denunciato quando venne…
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"Aderisco all'appello 'Per una sicurezza democratica', contro il 'decreto-legge sicurezza', promosso e sottoscritto da oltre 250 giuspubblicisti italiani, che conferma con la massima autorevolezza quanto il M5S aveva già denunciato quando venne affacciata la prima ipotesi di sostituire questo progetto di legge su cui il Parlamento stava discutendo da oltre un anno con un provvedimento urgente del Governo: è un atto di una gravità assoluta, un ulteriore scardinamento del principio di…
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Oggi ci si deve obbligatoriamente occupare della novità normativa portata dal D.L. 11/04/2025, n. 48 avente ad oggetto: Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario. Pubblicato nella Gazzetta Uff. 11 aprile 2025, n. 85. In particolare, ci occuperemo di un aspetto poco pubblicizzato e quindi sottovalutato che potrà anche modificare le abitudini degli appassionati d’armi ossia i…
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Avellino . di Paola Iandolo Le ACLI accolgono l'invito di Don Luigi Ciotti: anche Avellino aderisce al 'digiuno a staffet ta' promosso da Franco Corleone per chiedere al Parlamento di non convertire...
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Dopo avvocati, movimenti e istituzioni internazionali, anche i giuspubblicisti si mobilitano contro il DL Sicurezza. In una lettera aperta, 257 esperti di diritto pubblico provenienti da tutte le Università italiane — tra cui presidenti vice-presidenti emeriti della Corte Costituzionale — hanno firmato un appello contro il decreto. Il provvedimento, spiegano i giuristi, «presenta una serie di gravissimi profili di incostituzionalità», in primis «l’ennesima» trasformazione di un…
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È compito dei giuspubblicisti nei periodi normali della vita del paese interpretare ed insegnare la nostra Costituzione. È anche compito dei singoli giuspubblicisti assumere delle posizioni individuali all’esterno dell’Università. Ci sono momenti però nei quali accadono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è più possibile tacere ed è anzi doveroso assumere insieme delle pubbliche posizioni.
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ROMA – «Non possiamo tacere». Di nuovo in campo i costituzionalisti. Stavolta contro il decreto Sicurezza, con 260 firme che pesano. Contro un altro «degli attacchi» della destra «volti a comprimere diritti e accentrare il potere». Un duro appello, dallo stesso autorevole gruppo che un anno fa si schierò al fianco della senatrice Liliana Segre, dopo il suo j’accuse in Senato sul premierato. «Do…
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Appello per una sicurezza democratica È compito dei giuspubblicisti nei periodi normali della vita del paese interpretare ed insegnare la nostra Costituzione. È anche compito dei singoli giuspubblicisti assumere delle posizioni individuali all’esterno dell’Università. Ci sono momenti però nei quali accadono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è più possibile tacere ed è anzi doveroso assumere insieme…
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"Meloni ha detto che il 25 Aprile riafferma i valori democratici che il regime fascista aveva negato. Ma con questo decreto comprime proprio le libertà fondamentali", dice il costituzionalista Roberto Zaccaria
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Il decreto sicurezza viola le prerogative costituzionali garantite al Parlamento e, nel merito, punta a reprimere il dissenso e comprime alcuni diritti fondamentali , tassello fondamentale in qualunque democrazia. Per questo ben 257 giuspubblicisti di tutte le Università italiane lanciano un appello pubblico in cui elencano la macroscopica incostituzionalità del decreto e invitano gli…
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È compito dei giuspubblicisti nei periodi normali della vita del paese interpretare ed insegnare la nostra Costituzione. È anche compito dei singoli giuspubblicisti assumere delle posizioni individuali all’esterno dell’Università. Ci sono momenti però nei quali accadono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è più possibile tacere ed è anzi doveroso assumere insieme delle pubbliche posizioni.
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ROMA Il decreto sicurezza "viola le prerogative costituzionali garantite al Parlamento, punta a reprimere il dissenso e comprime alcuni diritti fondamentali , tassello fondamentale in qualunque democrazia". E' quanto sostengono 257 giuspubblicisti di tutte le Università italiane che lanciano un appello pubblico in cui evidenziano l'incostituzionalità del decreto, invitando gli organi di garanzia a tenere alta l'attenzione.
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Non sono più soltanto gli avvocati di persone alla sbarra a esprimere dubbi in merito alla costituzionalità del Decreto Sicurezza approvato dal governo Meloni. Per la prima volta, infatti, anche un organo dello Stato – nello specifico la Procura di Foggia – ha deciso di sollevare davanti al Tribunale della città pugliese una questione di legittimità costituzionale concernente due nuove aggravanti introdotte dal testo.
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Cominciano ad arrivare dalle Procure le prime contestazioni giuridiche al decreto legge sicurezza . Mentre pochi giorni fa in audizione in Parlamento sia i magistrati (Anm) sia gli avvocati (Camere penali) hanno sottolineato tutte le criticità delle nuove norme da pochi giorni in vigore, dal 12 aprile , la Procura di Foggia chiede di sollevare questione di legittimità costituzionale per ragioni sia di metodo sia di merito.
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Minuti per la lettura Dl Sicurezza sotto la lente della giustizia: pubblico ministero di Foggia contesta formalmente le nuove aggravanti. Il tribunale deciderà il 17 giugno. FOGGIA – Il decreto-sicurezza del Governo, entrato in vigore lo scorso aprile, finisce sotto la lente della magistratura. La Procura della Repubblica di Foggia ha sollevato davanti al Tribunale una questione di legittimità costituzionale riguardante due nuove aggravanti introdotte dal…
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