A seguito di un decreto presidenziale del 14 marzo 2025, ratificato dal governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio dello stesso anno, l'inno nazionale italiano, "Il Canto degli italiani" di Goffredo Mameli, non potrà più concludersi con il tradizionale "sì!" finale. La nuova disposizione, firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, risponde all'esigenza di uniformare l'esecuzione al testo originario di Mameli.
Leggi
Altre notizie:
Svolta filologica grazie a un decreto del Colle: chiesta diligente osservanza all’esercito.«Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò». Punto, fine. Pausa con corona. Rompete le righe, ma soprattutto mordetevi la lingua se siete tra quelli - quasi tutti - abituati a urlare «sì!» al termine del Canto...
Leggi
L’Italia chiamò: “Sì!”. Lo esprimeva, forte urlato, l’inno di Mameli, in chiusura d’entusiastico assenso. Non sarà più a ‘sto modo. Il “Sì!” sparisce, a causa di ragioni autoriali-filologiche-burosaureggianti, che qui sarebbe complicato riepilogare. Ce ne dispiacciamo? Certo: vale per ogni abitudine, uso, costume che vengono meno, pur se entrati nel mood collettivo e individuale. Però. Però, a scavare con la paletta nella sabbia dell’immaginifico, quel “Sì!” a una specifica allerta -la mobilitazione nazionale- pareva e pare in effetti una forzatura alla…
Leggi
La scena avvenuta nel cortile di Palazzo Chigi durante la cerimonia degli auguri natalizi non è una semplice curiosità di protocollo. È, piuttosto, la fotografia di una contraddizione politica e simbolica che chiama in causa direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.Mentre l’Associazione nazionale alpini di Roma conclude l’Inno di Mameli senza il “sì” finale, in ossequio alle nuove disposizioni dello Stato maggiore della Difesa, sono proprio i…
Leggi
L'inno italiano torna ancora una volta sotto i riflettori. Questa volta però non lo fa per il suo testo, né per il suo significato politico, a volte messo in discussione. Stavolta, torna al centro del dibattito mediatico per una modifica nella sua esecuzione ufficiale: il “sì” finale, storicamente inserito da Novaro, non dovrà più essere pronunciato nelle cerimonie militari. L'ordine del Ministero Nei corridoi del…
Leggi
L’inno nazionale è risuonato a Palazzo Chigi, ieri, all’inizio della cerimonia di auguri della premier Giorgia Meloni ai dipendenti della Presidenza del Consiglio, cantato dall’Associazione nazionale alpini di Roma, che ha concluso l’esibizione con il “sì” finale. Una appendice che non dovrà essere pronunciata, come rivelato da il Fatto Quotidiano, “in occasione di eventi e cerimonie militari di rilevanza istituzionale ogni qual volta…
Leggi
Forse Il Fatto Quotidiano ha confuso il "Sì" finale dell'inno di Mameli col "Si" finale del referendum sulla giustizia, e ieri mattina ha sparato la presunta notizia in prima pagina: "Il Colle taglia l'urlo all'Inno". Significava, semplicemente, che una circolare militare aveva stabilito che il "Sì!" finale (un'aggiunta che nell'originale non c'era) andava escluso perlomeno nelle cerimonie ufficiali.
Leggi
IL CASO Contrordine italiani, nella Patria della lingua “dove il sì suona”, il “sì” non suonerà più. Era l’affermazione finale che cantavamo in risposta alle ultime e profonde parole del nostro inno (“l’Italia chiamò”) e noi, in coro, “sì”. Quella così bella e positiva espressione che rispecchia l’animo italiano e accompagna la nostra Storia antica e recente meglio di un qualsivoglia trattato sull’italianità, è stata messa in fuorigioco dalla Gazzetta Ufficiale, addirittura.
Leggi
Mameli sì, Mameli no, la terra dei cachi. L’Italia è, credo, l’unico Paese al mondo che ha avuto un Inno nazionale provvisorio per settantun anni: dal 1946 quando Il canto degli Italiani fu adottato, appunto, in via provvisoria, al 2017 quando la legge numero 181 l’ha reso definitivo. Adesso si discute se vada eseguito il “Sì!” dopo “L’Italia chiamò” (con il punto fermo, attenzione, non di domand…
Leggi
Caro Merlo, alla fine chi deve giustificarsi delle baby squillo (o peggio) è Clinton e non Trump. Curioso, no? Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia) Si devono giustificare entrambi e alla lunga Trump non riuscirà a nascondere le sue porcherie dietro le porcherie di Clinton. Caro Francesco, ma perché hanno cambiato l’Inno di Mameli eliminando il «sì» finale? Non crede che gli inni non si debba…
Leggi
L’esecuzione degli Alpini è impeccabile. O forse no, stando almeno alle nuove disposizioni uscite direttamente dal Quirinale. Fatto sta che, nella cerimonia per lo scambio degli auguri tra la premier Giorgia Meloni e i dipendenti di Palazzo Chigi, alla fine dell’inno nazionale si crea un’inusuale attesa per come sarà la chiusa. E dopo il celebre …
Leggi
Palazzo Chigi: un "Sì!" di troppo alla fine dell'inno d'Italia. Lo grida anche Giorgia Meloni Durante lo scambio di auguri con i dipendenti di Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni canta l'inno d'Italia con il coro degli alpini. La conclusione è con il grido finale "L'Italia chiamò! Sì!!" anche se l'affermazione finale, per decreto presidenziale, dovrebbe essere eliminata nelle cerimonie ufficiali e militari LEGGI L'ARTICOLO Video…
Leggi
Durante lo scambio di auguri con i dipendenti di Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni canta l'inno d'Italia con il coro degli alpini. La conclusione è con il grido finale "L'Italia chiamò! Sì!!" anche se l'affermazione finale, per decreto presidenziale, dovrebbe essere eliminata nelle cerimonie ufficiali e militari LEGGI L'ARTICOLO
Leggi
La norma risale al marzo 2025 ma è stata diramata dallo Stato Maggiore all'inizio di dicembre L'Inno di Mameli rivisto ed aggiornato sta già creando polemiche e dissenso. Secondo un documento diramato dallo Stato maggiore della Difesa, a partire dallo scorso 2 dicembre nella versione cantata non dovrà più essere pronunciato il "Sì" finale. Perché è stato cambiato l'Inno di Mameli In base al decreto del Presidente della Repubblica del 14…
Leggi
Roma, 23 dic – Non c’è pace per Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Quelle cinque strofe, con aggiunta della sesta proprio per celebrare l’Unità d’Italia, suggellate da quel “Sì” finale diventato “mamelico”, aggiunto dal maestro Michele Novaro che lo vide come un rafforzativo e un’aggiunta di enfasi allo già splendido testo. I travagli dell’Inno di Mameli Triste storia quello del nostro inno che non ci accompagnò nemmeno tra le due guerre mondiali; così atavico da…
Leggi
