Il premier al-Sudani è in vantaggio: dovrà mediare tra etnie, confessioni e partiti anche per limitare l’influenza dell’Iran. La Repubblica islamica considera l’Iraq come il cortile di casa. Gli Usa sono ancora presenti con basi militari e quasi 2.500 soldati, inquadrati in missioni di antiterrorismo
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Dopo il voto delle politiche spetta a loro la guida del governo, ma la scelta del nome e le alleanze passano ancora da Teheran È un Iraq diviso quello che è uscito dalle urne. I risultati provvisori delle elezioni di martedì hanno sancito ancora una volta un Parlamento frammentato con difficili prospettive per la formazione di un nuovo governo. Se, infatti, è vero che la coalizione Ricostruzione e sviluppo, guidata dallo sciita Mohammed Shia al-Sudani, risulta la più votata a livello nazionale, rimane altrettanto vero che quei 46 seggi…
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Il boicottaggio del voto a cui aveva invitato la formazione politica che nel 2021 aveva ottenuto il maggior numero di voti e di seggi, il Movimento nazionale sciita di Moqtada Sadr, è fallito e il parlamento che esce dalle elezioni irachene dell’11 novembre (le settime dalla caduta del regime di Saddam Hussein) conferma e consolida il sistema che ha sostituito quello del partito Baath: non la democrazia alla occidentale, ma il muhasasa, un regime consociativo dove le élite confessionali e…
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L’Iraq è la terra delle bugie. Delle nostre menzogne. Perciò tendiamo a dimenticare quanto è accaduto: persino la rievocazione della strage dei militari italiani a Nassiriya qualche giorno fa è avvenuta fuori da ogni contesto, come provocata da un uragano o un terremoto. La prima bugia è che l’Iraq di Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa, la seconda è che il regime iracheno fosse legato ad Al Qaeda
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Iraq. Elezioni: vince al-Sudani, ma non ha la maggioranza. E serve un governo “gradito” a Washington
Nonostante la lista del primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani abbia ottenuto la maggioranza dei voti alle elezioni parlamentari, ciò non gli garantisce un secondo mandato. Non tutti coloro che ottengono la maggioranza dei voti possono raggiungere i vertici del potere, poiché la formazione di un governo richiede una maggioranza sostanziale di quasi due terzi dei 329 seggi in parlamento. Nessuna delle liste in competizione è riuscita a…
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Gli iracheni hanno votato l’11 novembre per eleggere il nuovo parlamento, il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio dei ministri. Secondo le stime della commissione elettorale (Ihec), si è registrata un’affluenza pari al 55% dei votanti, cui avrebbe contribuito la forte partecipazione nelle periferie urbane e nelle campagne. Passerà circa un mese prima che la Corte federale suprema possa validare il risultato di questo processo elettorale, il sesto dall’invasione americana (2003-2011).
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La coalizione che sostiene il primo ministro in carica, Mohammed Shia al-Sudani, ha vinto le elezioni parlamentari che si sono svolte in Iraq. La Commissione elettorale ha confermato che la coalizione per la Ricostruzione e il Cambiamento, guidata da al-Sudani, ha ottenuto 1,3 milioni di voti, 370mila in più rispetto al secondo gruppo di opposizione. Si tratta quindi di una maggioranza dav…
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La Commissione elettorale irachena ha annunciato oggi i risultati preliminari delle parlamentari 2025: la coalizione "Ricostruzione e Sviluppo" guidata dal premier Mohammed Shia al-Sudani si è affermata al primo posto nella maggior parte delle province, con un'affluenza superiore al 56%. Secondo posto per il partito "Taqaddum" di Mohammed al-Halbousi, soprattutto a Baghdad. Nel Kurdistan iracheno il Partito democratico curdo di Masoud Barzani ha dominato a Erbil…
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Gli iracheni sono tornati alle urne per eleggere un nuovo parlamento, in un momento che riflette più la resilienza del Paese che una reale fiducia nel sistema politico. Dopo vent’anni di transizione travagliata, il voto arriva in un contesto di stanchezza collettiva, in cui la promessa di sicurezza continua a scontrarsi con una corruzione diffusa, servizi inefficienti e instabilità. Dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003, preceduta dall’invasione statunitense e seguita da anni di guerra civile tra milizie sciite e sunnite, sfociate poi…
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Ci sono più di 7.740 candidati, di cui quasi un terzo donne, per conquistare i 329 seggi L’Iraq torna alle urne per eleggere un nuovo Parlamento, in un momento di relativa stabilità politica dopo decenni di conflitti. Il premier, Mohammed Shia al-Sudani, punta alla riconferma per un secondo mandato, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’indipendenza del Paese sia dagli Stati Uniti che dall’Iran.
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Si sono aperti ufficialmente alle 7 (le 5 in Italia) i seggi per le elezioni legislative in Iraq. L'obiettivo è eleggere 329 membri del Parlamento per un mandato di quattro anni, aprendo la strada alla nomina di un nuovo presidente - una carica in gran parte cerimoniale riservata a un curdo - e di un primo ministro - tradizionalmente sciita - scelto dopo lunghe trattative. Gli elettori dovranno scegliere tra oltre 7.700 candidati…
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In Iraq è iniziato il voto speciale per forze di sicurezza e sfollati, preludio alle elezioni parlamentari dell’11 novembre. Oltre 21 milioni di cittadini sono chiamati alle urne, ma l’affluenza si preannuncia bassa, segno del disincanto verso un sistema dominato dalle élite e segnato da corruzione e clientelismo. Il premier Mohammed Shia al-Sudani resta il favorito, ma la premiership sarà decisa dai negoziati post-voto.
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