"E' molto probabile che, alla luce della decisione di giugno" da parte della Bce "le rate dei vecchi mutui a tasso variabile possano iniziare una progressiva discesa, anche se è difficile, al momento, indicare una traiettoria precisa". Lo indica la Fabi in un'analisi in cui ricorda che "le rate dei vecchi mutui a tasso variabile sono cresciute fino al 78% in più e ciò vuol dire che chi pagava una rata di circa 500 euro al mese, oggi paga, al mese, 890 euro ovvero 390 euro in più.
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