Era l'8 novembre, si trovava nella cucina del suo reparto: ha preso la tazza con il tè, ma all'interno c'era liquido antigelo. Così M. R., infermiere, è stato avvelenato nell'Istituto Oncologico di Bari. Un modo per punirlo in quanto giudicato «infame», forse perché aveva scoperto le irregolarità all'interno dell'ospedale e avrebbe potuto rappresentare una minaccia in qaunto noto lavoratore integerrimo.
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«È stata fatta una cosa come Totò Riina e hanno spettacolarizzato il tutto». Commentavano così alcuni infermieri dell’Istituto tumori le perquisizioni, subite a giugno 2021, nelle quali alcuni di loro furono trovati in possesso (a casa e nelle auto) di centinaia di farmaci e strumenti sanitari sottratti all’ospedale. Nei prossimi giorni gli indagati (dieci, sei dei quali raggiunti da misure cautelari per peculato e autoriciclaggio) avvieranno una interlocuzione con l’azienda per…
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Un vero e proprio “clima intimidatorio” quello che si respirava nel reparto di Oncologia medica dell’istituto Giovanni Paolo II di Bari, secondo le indagini del pm Ignazio Abbadessa che ha portato a sei misure cautelari per un traffico di farmaci.
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L’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari più che una struttura ospedaliera sembra essere l’anticamera dell’inferno. Le indagini giudiziarie avviate qualche tempo fa stanno facendo emergere episodi raccapriccianti che coinvolgono più dipendenti dell’Asl pugliese. Addirittura un infermiere considerato una “spia” dei giudici da parte di alcuni colleghi sarebbe stato avvelenato in reparto riportando una grave disabilità.
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Un infermiere che ha fatto la “fine che fanno tutti gli infami”, come riferito da un collega. Dopo aver bevuto un tè caldo avvelenato in ospedale, avrebbe avuto un’insufficienza renale e un’emorragia cerebrale, causa di una grave disabilità che non gli consente più di andare a lavoro. C’è anche questo episodio nelle carte sull’inchiesta sul furto di farmaci e dispositivi medici nel…
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BARI – Scandalo all’Oncologico di Bari. Infermiere avvelenato a Bari. Forse un collega il colpevole. Oggi ha una emiparesi e patologie invalidanti. Lo scandalo che ha coinvolto l’Oncologico di Bari è di una gravità inaudita. L’avvelenamento di un infermiere solo perché ritenuto “infame” è un atto di violenza inaccettabile, che ha avuto conseguenze drammatiche sulla vita della vittima. La sostanza tossica versata nel suo thé lo ha ridotto alla disabilità, impedendogli di continuare a…
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L’istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari è oggetto di un’indagine per traffico di materiale. L’accusa coinvolge infermieri e operatori socio-sanitari che usavano farmaci e dispositivi dell’istituto per alcune visite private in nero. Sei sono sottoposti a misure cautelari. Tutto accadeva nel reparto di oncologia medica, retto da Vito Lo Russo. A sua volta arrestato in estate per aver chiesto soldi ai pazienti per le visite gratuite.
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Pubblicità Scandalo all’Oncologico di Bari. Infermiere avvelenato a Bari. Forse un collega il colpevole. Oggi ha una emiparesi e patologie invalidanti. Lo scandalo che ha coinvolto l’Oncologico di Bari è di una gravità inaudita. L’avvelenamento di un infermiere solo perché ritenuto “infame” è un atto di violenza inaccettabile, che ha avuto conseguenze drammatiche sulla vita della vittima. La sostanza tossica versata nel suo thé lo ha…
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All' Oncologico di Bari è esploso uno scandalo: un infermiere è stato avvelenato tramite una tazza di thé, causandogli gravi condizioni di salute, tra cui insufficienza renale e respiratoria acuta, emorragia cerebrale e paralisi parziale, solo perché era considerato "infame" da un collega. Lo riferisce il Corriere della Sera. Nel novembre 2017, secondo quanto emerso, un uomo ha consumato un thé preconfezionato…
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Uno scandalo coinvolge l'Oncologico di Bari: un infermiere avvelenato solo perché ritenuto «infame». La sostanza tossica versata nel thé lo ha ridotto alla disabilità e quindi impossibilitato a lavorare. E' quanto emerso dall’indagine che ha coinvolto il nosocomio barese portando alla luce un vero e proprio "traffico" di farmaci dai locali dell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari alle abitazioni di…
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Un evento scioccante, che ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora presso l'istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari: un infermiere, dopo aver ingerito un thè avvelenato, ha sviluppato una grave disabilità, che gli impedirà di continuare a lavorare. La vittima dell'avvelenamento, definita "infame" da un collega, è attualmente in condizioni gravissime, e ha bisogno di assistenza continua.
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Intimidazioni in stile quasi mafioso, con minacce a genitori, compagni e bambini. Un infermiere, definito «infame» da un collega, avvelenato dopo aver bevuto un thè in reparto e da allora impossibilitato a lavorare per una grave disabilità. Un altro infermiere con precedenti (per contrabbando e ricettazione) regolarmente in servizio nonostante fosse ai domiciliari. E un reparto da cui i dipendenti non rubavano solamente farmaci e dispositivi…
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«Sono dispiaciuta per quanto successo e intendo risarcire l’azienda del danno procurato con la mia condotta». A parlare, davanti alla gip Paola Angela De Santis, è Maria Elizabeth Pompilio, infermiera dell’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari e indagata, insieme a cinque tra colleghi ed ex colleghi, per diversi episodi di peculato – e in alcuni casi di autoriciclaggio – avvenuti nella struttura nel corso degli…
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Si è detta «dispiaciuta» di quanto avvenuto e disponibile a risarcire l’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari Maria Elizabeth Pompilio, una delle dipendenti della struttura sottoposta a misura cautelare la scorsa settimana (nel suo caso l’interdizione di un anno) insieme ad altri cinque con l’accusa di peculato e, in alcuni casi, anche di autoriciclaggio. La donna, l’operatore socio sanitario Onofrio Costanzo e gli infermieri in quiescenza Maria…
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C’era anche un servizio extra tra quelli forniti a nero, e con farmaci e strumenti rubati dall’infermeria dell’istituto tumori «Giovanni Paolo II» di Bari, dall’infermiere in pensione Carlo Romito, tra i sei attuali dipendenti (due) ed ex dipendenti della struttura oncologica recentemente sottoposti a misura cautelare con l’accusa di peculato. Il 70enne – come emerge dagli atti – avrebbe infatti fornito a domicilio…
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Un pacco di polvere bianca avvolta nel cellophane nascosto nel deposito di Oncologia medica dell’Istituto Giovanni Paolo II di Bari. Lo ha scoperto un’infermiera nel marzo 2019 e, mentre cercava di capire cosa fosse, è stata aggredita da un operatore sociosanitario che le ha detto «Fatti i ca... tuoi». Pochi giorni dopo la donna ha assistito allo scambio di un…
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«Un singolare magazzino di rifornimento gratuito». Da lì alcuni dipendenti ed ex dipendenti dell'ospedale Giovanni Paolo II di Bari avrebbero preso farmaci e presidi medici destinati a malati oncologici (siringhe, flebo, cateteri, port-a-cath, garze, pannoloni, traverse ecc) allo scopo - è emerso da accertamenti investigativi della polizia della sezione di polizia giudiziaria della procura barese - di «incrementare il lavoro in nero».
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Avrebbero rubato per nove anni farmaci e dispositivi medico-chirurgici destinati ai malati di cancro in cura all’Irccs Giovanni Paolo II di Bari. La polizia ha eseguito ieri, per ordine della Procura barese, sei misure cautelari nei confronti di dipendenti ed ex dipendenti dell’Ospedale oncologico. Le misure, un’interdizione dai pubblici uffici, un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, 4 divieti di dimora nel…
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