Ha preso il via a Milano il consiglio di amministrazione di Banco Bpm. Benché in agenda da tempo il consiglio, inizialmente in programma a Verona, dovrebbe avviare una prima valutazione dell’offerta pubblica di scambio non concordata lanciata da Unicredit. All’ingresso il consigliere Mauro Paoloni, già vicepresidente della banca, ha confermato con un perentorio «sì» la natura ostile dell’offerta confezionata dal ceo di Unicredit, Andrea Orcel
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L’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit nei confronti di Banco-Bpm provoca un piccolo terremoto, più politico che economico-finanziario. La mossa del ceo di Unicredit, Andrea Orcel, risulta infatti subito indigesta alla Lega, che attraverso le recenti cessioni da parte del Mef di quote azionarie del Monte dei Paschi, acquisite in parte (5%) proprio da Banco Bpm, lavorava nemmeno troppo sottotraccia alla creazione di un terzo polo bancario italiano guidato dall’istituto milanese (Banco Bpm appunto), maggiore…
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Da un lato i prezzi arrivati a un livello adeguato per Andrea Orcel, dall’altro i timori di una scalata dei francesi al polo milanese con Anima sostenuto da Caltagirone e appoggiato da Delfin in Mps. Così Unicredit ha rotto gli indugi. Ma deve superare l’opposizione politica del governo. Che ha minacciato il golden power. Con quali effetti?
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