I familiari di Alberto Trentini, il cooperante italiano fermato il 15 novembre dall'autorità del Venezuela e di cui non si hanno più notizie, lanciano un appello "al Governo italiano" per "porre in essere tutti gli sforzi diplomatici, aprendo un dialogo costruttivo con le istituzioni Venezuelane, per riportarlo a casa e garantirne l'incolumità". Alberto è stato fermato mentre svolgeva il suo lavoro per una ONG internazionale portando aiuti alle popolazioni in difficoltà.
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Prigioniero in un carcere venezuelano. Senza possibilità di difendersi, di contattare la nostra ambasciata. O di chiamare casa. Da due mesi un cittadino italiano, Alberto Trentini, 45 anni di Venezia, cooperante esperto, è stato arrestato in Venezuela. E da quel momento non ha dato più sue notizie. Lo hanno denunciato ieri i familiari dopo sessanta giorni di comunicazioni con il ministero che si …
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La signora Armanda da due mesi guarda un telefono che non squilla. «Il 15 novembre mi ha inviato l’ultimo messaggio su Whatsapp, era arrivato appena in aeroporto. Da allora più niente». Alberto è sparito nel nulla. Inghiottito in una prigione venezuelana, senza poter dare notizie sulle sue condizioni di salute. «Ho così paura a pensare cosa gli possa essere accaduto, che non lo faccio. Chiamava o…
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La voce è rotta dall’emozione e dall’ansia. «Proprio domani (oggi per chi legge, ndr) saranno due mesi che mio figlio è stato arrestato. E non siamo più riusciti neppure a sentirlo al telefono». Armanda Trentini è la mamma di Alberto, che dal 15 novembre è in carcere in Venezuela. «Non sappiamo neppure perché è stato arrestato, non sappiamo nulla. Da due mesi è buio totale di informazioni». Quand…
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