Fonti della sicurezza israeliana hanno riferito che è possibile che i negoziatori finalizzino un accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi durante i colloqui di giovedì, al Cairo o a Doha, e che l'accordo possa essere messo in atto nei giorni successivi. Lo riporta Channel 12 aggiungendo che Hamas sarà rappresentato al vertice (da altri negoziatori) e quindi sarà possibile per i mediatori fare la spola tra le due parti.
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C'è un nome, che corrisponde a un volto e a un lungo curriculum che ne ha fatto uno dei nemici giurati di Israele, al centro delle trattative per il possibile cessate il fuoco in Medioriente. Dopo mesi di fughe in avanti ma soprattutto di frenate clamorose, il nome chiave per arrivare a una svolta sembra quello di Marwan Barghouti. È uno dei capi palestinesi dell'intifada anni '80, arrestato dalle forze israeliane nel 2002.
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La rinnovata offensiva terrestre contro Khan Younis, la seconda città più grande di Gaza ridotta in macerie dalle avanzate israeliane precedenti, si intreccia alla pressione sempre più affannosa per un accordo di tregua nella Striscia. Quasi un film distopico con appelli inviati dalle cancellerie di mezzo mondo, mentre la popolazione di Gaza – ormai interamente sfollata – continua a girare in circolo.
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Israele ha accettato di riprendere i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza il 15 agosto su richiesta di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, ha affermato l'ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Giovedì prossimo una delegazione israeliana si incontrerà con i mediatori statunitensi, qatarioti ed egizian per concordare i dettagli dell'accordo per il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi.
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