La dichiarazione lunedì 15 Gennaio 2024 “Non intendiamo rievocare un personaggio che tanto male ha fatto a questo territorio, ma solo investire in percorsi culturali di rinascita”. Lo dice il sindaco di Castelvetrano (TP), Enzo Alfano, a un anno dall’arresto di Matteo Messina Denaro. Il boss, latitante per 30 anni e arrestato il 16 gennaio 2023, era originario di Castelvetrano e in città vivono i suoi familiari.
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A un anno dall’arresto e quasi quattro mesi dalla morte, la caccia al tesoro nascosto e ai complici di Matteo Messina Denaro non è finita. L’indagine per ricostruire le mosse del capomafia in trent’anni di latitanza, le coperture su cui ha potuto contare e i prestanome che gli hanno gestito la cassa milionaria dalla quale ha attinto fino all’ultimo giorno di libertà, è ancora in corso. E passi avanti se ne…
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In un diario destinato alla figlia naturale Lorenza, riconosciuta solo poco prima di morire, ci sono tanti appunti di Matteo Messina Denaro che, messi uno dietro l’altro, sono come un racconto della sua vita. Intanto viene fuori un dettaglio inquietante: ricercato dal 1993, fin dal 1996 il boss avrebbe avuto come base Campobello di Mazara, il paese in cui è stato trovato l’ultimo suo covo. Da lì si spostava in mezza Italia
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Era il 16 gennaio 2023 quando Matteo Messina Denaro, l’ultimo mafioso stragista ancora in libertà, uno dei criminali più ricercati al mondo, veniva arrestato. Domani, a un anno esatto da quando il boss finì in manette, il giornalista Salvo Palazzolo verrà a Reggio per presentare il suo libro ‘La cattura’. I misteri di Matteo Messina Denaro e la mafia che cambia’ (Feltrinelli), scritto insieme a Maurizio De Lucia, procuratore capo di Palermo
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Il boss Matteo Messina Denaro parla di omicidi efferati, di attentati e stragi secondo un suo punto di vista e analizza le azioni di Cosa nostra. E questi punti si possono adesso ascoltare attraverso la voce del capomafia in un documento importante, un lungo audio riportato in esclusiva in un podcast di Repubblica dal titolo Questo è Messina Denaro, prodotto da OnePodcast, scritto e narrato con A…
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Un anno dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro si cerca di cogliere i nuovi caratteri della mafia. E già affiorano due tendenze, segnalate da esperti e investigatori. La prima è un progressivo allentamento della stretta di violenza che, con gli attacchi allo Stato, aveva stimolato una devastante risposta repressiva. L’altra tendenza è quella che, attenuando i clamori, mira a spianare la strada verso l’inserimento di Cosa nostra nel sistema degli affari con nuovi metodi e nuove competenze.
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Un protocollo d’intesa tra il Comune di Campobello di Mazara e il Parlamento della Legalità Internazionale sarà siglato, all’interno del cine-teatro Olimpia, martedì 16 gennaio, alle ore 10, in occasione della ricorrenza del primo anno della cattura di Matteo Messina Denaro È questa l’iniziativa simbolica promossa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Castiglione per “non dimenticare” l’importanza che la cattura del boss ha avuto per la liberazione del…
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La cappella di famiglia rimane chiusa, vetri oscurati per non consentire a nessuno di spiare le lapidi all’interno, fuori una statua di marmo bianco che sfida il tempo. È al cimitero di Castelvetrano che riposa la salma del boss latitante Matteo Messina Denaro, arrestato il 16 gennaio 2023 e morto il 25 settembre scorso all’ospedale de L’Aquila. Inizia dalla fine il viaggio a ritroso nel feudo del boss che per 30 anni ha sfidato lo Stato, facendo la bella vita tra lusso e…
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Affari e protezioni: le indagini un anno dopo l'arresto PALERMO – I soldi e le protezioni: sono due i filoni caldi delle indagini ad un anno dall’arresto di Matteo Messina Denaro. Il capomafia è morto, ma il lavoro non è finito. Finora sono cadute le pedine della ristretta cerchia di fiancheggiatori. Autisti, vivandieri, medici, amanti: c’è gente che lo ha aiutato nella faccende quotidiane, a nascondersi (ad onore del vero senza particolari patemi, almeno nell’ultima fase, a…
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