Nonostante il diktat di colossi come Amazon, che richiama i dipendenti in ufficio, o le resistenze normative a una maggiore diffusione, il lavoro agile, o smart working, continua a mantenere una posizione stabile nel panorama lavorativo italiano, per quanto siano ormai finite le misure straordinarie adottate durante la pandemia e si manifesti, piuttosto, la necessità di normare e sfruttare meglio questa possibilità.
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– L’aumentare dei giorni trascorsi in smart working migliora anche l’esperienza lavorativa vissuta dai collaboratori di un’organizzazione. Con una singolare eccezione, in negativo, per le realtà che adottano un modello di quasi full remote, concedendo ai dipendenti la possibilità di lavorare per 4 giorni alla settimana lontano dall’ufficio. È questo uno dei trend principali che emergono dal ‘Report Smartworking 2024’, la ricerca realizzata da Great Place to Work Italia con l’obiettivo d’indagare…
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L’Osservatorio Smart Working, che fa parte degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, ha diffuso i dati relativi al “lavoro agile” in Italia nel 2024, da cui si rileva che questa modalità di lavoro ha ormai preso piede nel nostro Paese. Sono infatti 3,55 milioni i lavoratori che svolgono la propria attività da remoto, rispetto ai 3,58 milioni del 2023 (-0,8%). Il 73% di essi si opporrebbe se richiamato in ufficio a meno di ottenere una maggiore flessibilità oraria o un aumento…
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Una ricerca del Politecnico di Milano evidenzia come lavorare in smart working abbia fatto breccia nel cuore degli italiani: il 73% degli occupati attualmente in smart working non vorrebbe rinunciarvi e il 27% sarebbe pronto a cambiare lavoro in caso l'opportunità gli venisse revocata; il 46% tenterebbe di convincere il capo a mantenere la flessibilità del lavoro agile. Lo studio dimostra come il lavoro agile sia tuttora molto apprezzato, soprattutto dopo…
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Visite Articolo: 114 Lo smart working rimane il sogno dei lavoratori italiani, specie dopo averlo assaggiato durante il lungo periodo di pandemia e costretto ad abbandonarlo con il ritorno alla normalità. Nonostante lo stop a tutte le misure di lavoro agile il numero di occupati da remoto è sostanzialmente stabile: 3,55 milioni rispetto ai 3,58 milioni del 2023 (-0,8%). Lo smart working cresce nelle grandi imprese, dove coinvolge quasi 2 milioni di lavoratori (1,91…
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Ambito e desiderato da chi non può averlo e tenuto ben stretto da chi, invece, ne può usufruire: lo smart working rimane il sogno dei lavoratori italiani, specie dopo averlo assaggiato durante il lungo periodo di pandemia e costretto ad abbandonarlo con il ritorno alla normalità, anche se, a ben guardare, non è più come quella prima del covid. Nonostante lo stop a tutte le misure di lavoro agile il numero di occupati da remoto è sostanzialmente stabile: 3,55 milioni…
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Sette italiani su dieci contesterebbero la decisione della propria azienda, se questa decidesse di far rientrare tutti al lavoro in presenza in ufficio, e il 27% penserebbe seriamente anche di cambiare lavoro. Ma, se proprio fosse, chiederebbe almeno il 20% di stipendio in più, oltre che una maggiore flessibilità. Gli italiani apprezzano lo smart working e non vogliono tornare indietro, come emerge da diverse ricerche, tra cui quella condotta dall’Osservatorio Smart Working del…
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Introduzione Il periodo della pandemia da coronavirus diventa sempre più un ricordo e molte abitudini nate in risposta all’emergenza sanitaria sbiadiscono. Così è per lo smart working come regola e non come eccezione: sono sempre di più le imprese che hanno deciso di fare marcia indietro e di tornare alla tradizionale vita da lavoro in ufficio. Ma agli italiani questo non piace, come emerge da una recente analisi condotta dalla società di recruiting HAYS Italia, insieme…
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Se in Italia molte aziende hanno iniziato a sperimentare nuovi modelli di lavoro agile come i quattro giorni lavorativi, nelle ultime settimane alcune imprese stanno facendo marcia indietro sullo smart working. Una strada che potrebbe avere un impatto sensibile sui lavoratori. Infatti, come reagirebbero i dipendenti se altre imprese dovessero eliminare definitivamente il lavoro da remoto…
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MILANO – In Italia, lo smart working non sembra diminuire, almeno nelle grandi aziende. È ciò che emerge dal nuovo Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. Questa modalità di lavoro – spiega Fiorella Crespi, direttrice dell’Osservatorio – è apprezzata dai lavoratori, in quanto offre loro maggiore flessibilità e autonomia. Inoltre, lo studio rileva che lo smart working ha un impatto p…
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Lo smart working è percepito non solo come una modalità organizzativa, ma anche come un benefit. Non a caso le strette o le richieste di rientrare in ufficio generano sempre un certo malessere e non sono quasi mai volontarie. Da una ricerca che è stata fatta dalla società di recruiting Hays Italia, in collaborazione con lo Studio legale Daverio&Florio, coinvolgendo oltre 700 lavoratori che stanno usufruendo dello smart working, emerge che solo per il 14% dei lavoratori il…
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Lo Smart Working in Italia si dimostra resiliente e consolidato, con 3,55 milioni di lavoratori da remoto nel 2024, quasi stabile rispetto al 2023 (-0,8%). Se da una parte aumenta il numero di smart worker nelle grandi aziende, che raggiungono i 2 milioni, dall'altra il trend è in calo nelle PMI, mentre rimane stabile nella Pubblica Amministrazione. Per il 2025 si prevede un ulteriore incremento del +5%, soprattutto nelle grandi imprese e nella PA, che puntano a espandere le iniziative di lavoro…
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Dimmi in che azienda lavori e ti dirò se puoi farlo da casa. Lo smart working italiano resiste, ma il merito è principalmente delle grandi aziende, secondo i numeri pubblicati dall’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano. Cifre che certificano allo stesso tempo che lo smart working non è ancora arrivato a fine corsa. “Negli ultimi mesi, a causa dell’eliminazione degli ultimi obblighi normativi sullo smart working e della scelta di alcune grandi multinazionali di far tornare i…
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Lo smart working in Italia è tutt'altro che in declino. Nonostante lo stop a tutte le misure di smart working semplificato che obbligavano i datori di lavoro a consentire il lavoro da casa per specifiche categorie, il numero di lavoratori da remoto nel 2024 è sostanzialmente stabile: 3,55 milioni rispetto ai 3,58 milioni del 2023 (-0,8%). Lo smart working cresce nelle grandi imprese, dove coinvolge quasi 2 milioni di lavoratori (1,91 milioni, +1,6% sul 2023), vicino al picco della pandemia, con il 96%…
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Luci e ombre sullo Smart Working italiano. Nonostante lo stop a tutte le misure che obbligavano i datori di lavoro a consentire il lavoro agile per specifiche categorie, il numero di lavoratori da remoto nel 2024 è sostanzialmente stabile: 3,55 milioni rispetto ai 3,58 milioni del 2023 (-0,8%). Lo Smart Working cresce nelle grandi imprese, dove coinvolge quasi 2 milioni di lavoratori (1,91 milioni, +1,6% sul 2023), vicino al picco della pandemia, con il 96% delle…
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Il trend è oltre tutto in crescita: per il 2025 si prevede un +5%, che porterebbe a toccare 3,75 milioni di persone. A far evolvere le iniziative, in termini di persone coinvolte o di policy, saranno soprattutto le grandi imprese (35%) seguite dalle pubbliche amministrazioni (23%) e dal 9% delle Pmi. Praticamente tutte le grandi imprese prevedono di mantenere lo smart working anche in futuro. Il 35% delle grandi imprese e il 43% delle Pa prevede un incremento dei lavoratori…
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Diverse grandi aziende stanno riducendo lo Smart Working. Alcune, lo hanno addirittura eliminato. Vediamo insieme quali sono le ragioni e qual è il futuro di questa modalità di lavoro. Smart Working: qual è il suo futuro e perché molte aziende lo stanno eliminando Molti italiani hanno provato lo smart working per la prima volta proprio a causa della pandemia, nel 2020. Però, in realtà, questa modalità di lavoro era regolamentata in Italia già dal 2017.
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Smart working: vantaggi, rischi e strategie di gestione Con l’evoluzione tecnologica e la pandemia che ha accelerato i cambiamenti, lo smart working e il lavoro ibrido – una combinazione di lavoro in ufficio e da remoto – sono diventati sempre più diffuso. In questo contesto, la sicurezza e il benessere dei lavoratori assumono una nuova dimensione, poiché il luogo di lavoro può ora essere un salotto, uno spazio di co-working o un ufficio aziendale.
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