L’intelligenza artificiale sta entrando in corsia con modalità diverse nei vari sistemi sanitari, ma con un obiettivo comune: supportare i professionisti nelle decisioni cliniche e rendere più efficiente l’organizzazione delle cure. In questo scenario, l’Italia sta sperimentando modelli innovativi attraverso la piattaforma MIA, mentre all’estero sono già consolidati modelli applicativi focalizzati soprattutto sull’emergenza, sull’imaging e sull’analisi predittiva.
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Puntando a superare la frammentazione esistente nei dati di natura sanitaria, tra portali, app, dispositivi indossabili e note mediche, che «rende difficile avere una visione completa e costringe le persone a orientarsi da sole in un sistema sanitario complesso», OpenAI ha annunciato il lancio di ChatGPT Salute. Sono oltre 230 milioni di persone nel mondo che pongono ogni settimana domande su salute e benessere su ChatGPT.
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E se un domani potessimo avere un medico online? No, non il dottor Google come in troppi fanno oggi superficialmente, illudendosi di poter sostituire un consulto medico con una ricerca in rete al primo sintomo di malessere. Ascolta: Milano-Cortina 2026, Olimpiadi invernali con l'IA. E gli spettatori si divertiranno ancora di più Qui il tema è molto più serio perché in futuro l’intelligenza artificiale, da semplice strumento di domande e risposte online, potrebbe diventare un vero e proprio supporto alla diagnostica.
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Attenzione alle domande che si fanno all’AI sulla salute. Ecco che cosa potrebbe accadere, nello specifico L’Intelligenza Artificiale è senza ombra di dubbio una delle innovazioni più importanti del nostro secolo, che ha cambiato tutta una serie di paradigmi tecnologici e di comunicazione. L’AI è riuscita a trovare spazio un po’ in tutti i settori, apportando una ventata di efficienza e rapidità, nonostante sia tuttora soggetta a determinati limiti.
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