Silenzio. Del resto le istituzioni europee ci hanno da tempo abituato a questa strategia comunicativa: evitare di inseguire tutte le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump sui dazi e la guerra in Ucraina o le conferenze stampa fatte singolarmente o in presenza di un leader europeo. Così è stato per la visita in Florida del presidente finlandese Alexander Stubb. E non ha fatto eccezione l’incontro tra il presidente Trump e la premier Meloni.
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BRUXELLES. Stati Uniti e Unione europea «troveranno un accordo commerciale al 100%» come dice Donald Trump? «Se lo dice lui...» abbozza con un velo d’ironia un diplomatico europeo mentre da Washington arrivano le prime dichiarazioni dall’incontro alla Casa Bianca con Giorgia Meloni. «Noi di certo ci speriamo». Da Palazzo Berlaymont non filtrano commenti, in attesa di ricevere un resoconto diretto…
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IL CASO ROMA A Bruxelles il rischio di uno scenario «no deal» è palpabile dopo che il viaggio del commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, è finito con un sostanziale nulla di fatto. Per questo le speranze di trovare un accordo con gli Usa sui dazi sono state riposte sul rapporto personale tra Donald Trump e Giorgia Meloni, l’unica leader europea che aveva partecipato alla cerimonia d’insediamento del presidente statunitense.
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La prima proposta della Commissione europea nel negoziato con gli Stati Uniti è stata di azzerare da entrambe le parti i dazi sui prodotti industriali, incluse le auto: sui prodotti chimici, plastica, macchinari e il resto dei beni industriali. Questa opzione è stata presentata dal commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic già il 19 febbraio scorso nella sua missione a Washington in cui incontrò il segretario di Stato al Commercio Usa Howard Lutnick.
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ROMA – No deal: nessun accordo con gli Stati Uniti. Dopo la fumata nerissima della visita del commissario Sefcovic negli Stati Uniti, dove la proposta europea di “dazi zero” è stata liquidata e in due ore di dialogo non si è neppure capito cosa Trump voglia, a Bruxelles ci si sta preparando per lo scenario peggiore. «Faremo tutto il possibile per un esito positivo dei negoziati con gli Usa, ma in…
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L’orizzonte temporale è quello dei 90 giorni concesso da Trump per trovare un accordo. La finestra è ampia, anche se le trattative partono in salita, come si è visto dal nulla di fatto della missione Usa del commissario al commercio Sefcovic. Però alla vigilia del viaggio di Meloni a Washington, i vertici Ue ostentano sicurezza. Lo fanno per tattica, prima ancora che per avere buone carte in mano. Consapevole di aver a che fare con un giocatore d’azzardo come Trump, l’Unione deve mostrarsi pronta a tutto.
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«A Washington abbiamo notato sconcerto e incertezza sulle prossime mosse di Trump. Sia i repubblicani sia i democratici, oltre agli imprenditori, credono che una strategia aggressiva sui dazi funzioni solo nel breve periodo per avviare un negoziato. Nessuno è a favore di un’escalation commerciale con l’Europa perché avrebbe conseguenze devastanti per gli Stati Uniti». Brando Benifei descrive l’umore degli…
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Siamo di fronte ad "una partita molto più ampia tra Stati Uniti ed Europa che non riguarda solo i dazi. Le misure adottate dal presidente Trump fanno seguito non solo ai dazi applicati dall'Europa su prodotti di derivazione americana, ma anche a pratiche ritenute discriminatorie. Ad esempio l'imposta sui servizi digitali, tema prettamente italiano e di pochi altri paesi dell'Unione Europea, e all'imposta globale minima, quest'ultima ritenuta dagli Stati Uniti largamente discriminatoria nei…
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"Faremo tutto il possibile per giungere a un esito positivo" nei negoziati con gli Usa sui dazi, ma "in parallelo dobbiamo prepararci allo scenario potenziale di un mancato accordo". Così il commissario Ue per la Giustizia, McGrath. I dazi "sono la strada sbagliata perché danneggiano imprese e consumatori, possono mettere a rischio anche posti di lavoro", aggiunge. E ribadisce che l'Ue punta a una "soluzione negoziata".
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La prima trattativa sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti è fallita. Nessun accordo sulle tariffe doganali, con i due fronti che sembrano ancora molto lontani. Donald Trump avrebbe chiesto all'Europa di sedersi al tavolo delle trattative, con i funzionari Ue che, in risposta, avrebbero fatto notare di trovarsi a Washington esattamente per quel motivo. Nella giornata del 17 aprile la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà in visita negli Usa proprio per parlare di dazi.
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"Azzerare i dazi reciproci sui beni industriali? Non siamo interessati". La Casa Bianca respinge la proposta europea nella trattativa aperta sulle tariffe doganali, gelando l'ottimismo per una accelerazione nei negoziati. Il segretario al commercio Usa Howard Lutnick lo ha spiegato al commissario Ue Sefcovic in visita a Washington. Il muro contro muro insomma continua. "Non capiamo cosa vogliono", ammette Ursula von der Leyen in una intervista al quotidiano tedesco Zeit.
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Dazi, tariffe, controdazi … Sono passati due secoli e mezzo dal Boston Tea Party, ma i dazi sono sempre al centro dei rapporti tra Usa e Vecchio Continente; nel 1773 diedero avvio alla Guerra d’Indipendenza (dalla Gran Bretagna), oggi la “guerra” è con l’Unione Europea intera – e non solo. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata, e le conseguenze a livello globale sono drammatiche, al di là dei parziali ripensamenti – e in attesa del prossimo annuncio imprevedibile ...
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«Liberation day» è come Trump ha voluto definire la sua «dichiarazione di guerra commerciale» al mondo, basata su presupposti infondati e su politiche pericolose e controproducenti che hanno sortito come effetto il peggiore crollo della borsa americana dopo quello del 2020. Non ci sorprende dunque che di fronte al pericolo concreto di recessione l’entrata in vigore dei dazi sia stata sospesa di 90 giorni, anche se solo per i Paesi che non avevano adottato contromisure e solo per la parte eccedente il 10%.
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Non è stato un «dialogo tra sordi», ma nemmeno tra alleati che parlano la stessa lingua. Il messaggio che arriva da Bruxelles, nel giorno del rientro del commissario Ue Maros Sefcovic, non cambia: l'offerta a Donald Trump - dazi zero su auto e industria, più gnl e armi americani, oltre a un fronte comune per tenere a bada la sovraccapacità spinta da Pechino - è sul tavolo. Ma la risposta dall'altra sponda dell'Atlantico gela l'Europa: la proposta di azzerare le sovrattasse è irricevibile, meglio parlare di…
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Bruxelles – Nessun accordo commerciale con gli Stati Uniti, non ancora almeno, e neppure un accordo su un regime di dazi zero per l’industria. Il commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, non riesce nell’impresa di eliminare definitivamente lo spettro di una guerra dei dazi con la controparte americana. La sua missione a Washington serve per ribadire la disponibilità a dodici stelle a negoziare e trovare un accordo condiviso, amichevole, tale da…
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Trump respinge l’offerta dell’UE Gli Stati Uniti hanno respinto la proposta dell’Unione Europea di eliminare le tariffe sull’industria. “Non possiamo accettare un accordo che non sia vantaggioso per gli Stati Uniti”, ha dichiarato il presidente Donald Trump. La proposta dell’UE mirava a ridurre le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico, ma secondo alcune fonti, l’amministrazione Trump ritiene che l’offerta non sia sufficientemente bilanciata.
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A che punto sono le trattative fra Usa e Ue (che guarda al Pacifico…) Mentre proseguono i negoziati con gli Stati Uniti, la Commissione von der Leyen insegue la cooperazione commerciale tra l'Ue e i paesi del Pacifico. Estratto dal Mattinale europeo. La Commissione Ue ieri ha annunciato che i negoziati con l’Amministrazione Trump per disinnescare una guerra commerciale proseguiranno a livello tecnico, dopo che il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, ha offerto alle sue controparti un…
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Gli Stati Uniti propongono misure più basse a chi isola la Cina. Pechino risponde: "Smettano di lagnarsi". Borse asitiche in calo La proposta europea di azzerare tutte le tariffe sui beni industriali, comprese le automobili, aumentando investimenti ed esportazioni, è stata respinta al mittente da Donald Trump. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg. Mentre continuano lo scambio di accuse e le schermaglie con la Cina.
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È stata definita, da persone vicine al dossier, una riunione «interlocutoria». La missione a Washington lunedì scorso del commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic ha aperto il dialogo con il segretario di Stato e il Rappresentante per il Commercio Usa, Howard Lutnick e Jamieson Greer, ma non ha portato risultati. È stata però registrata una volontà a discutere e a lavorare per identificare le aree di un possibile negoziato e i punti di arrivo.
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Donald Trump sta valutando di esentare temporaneamente le case automobilistiche dai dazi per dare loro il tempo di adattare le proprie catene di approvvigionamento e "di trasferire le produzioni da Canada e Messico e altri Paesi negli Stati Uniti". Resta la minaccia su chip e farmaci, spunta quella ai pomodori messicani, tassati del 21%, mentre la Cina blocca per ritorsione l'export di terre rare. “L'Ue è pronta a un accordo giusto, inclusa la…
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A Donald Trump l’Europa non piace: troppe barriere e regolamenti ostacolano il commercio e gli investimenti americani. Messa in standby la turbolenza dei dazi, il Nuovo e Vecchio continente lavoreranno per trovare un accordo tariffario. Per capire su quali temi si negozierà, bisogna analizzare l’ultima edizione del «National Trade Estimate», documento dell'Ufficio esecutivo del Presidente dove sono elencate tutte le lamentele degli imprenditori ed esportatori americani contro le norme applicate dalla Ue che…
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