Il duca e la duchessa del Sussex hanno esortato Mark Zuckerberg a revocare le modifiche apportate alle politiche di fact-checking di Meta, a causa delle quali Facebook e Instagram sostituiranno il programma di verifica dei contenuti in favore di un sistema di note della comunità simile a quello della piattaforma di social media X di Elon Musk. Il principe Harry e Meghan Markle hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla questione, affermando che dovrebbe…
Leggi
Altre notizie:
Meta fa sul serio. Dopo aver annunciato il taglio delle politiche DEI (diversità, uguaglianza, inclusione), la società di Mark Zuckerberg è passata ai fatti. Uno dei primi interventi, sicuramente il più simbolico, riguarda le toilette: via tamponi e assorbenti per il ciclo dai bagni degli uomini. Una bandierina che era stata piazzata dalla comunità Lgbt – per giustificare la necessità di tutelare i dipendenti non binari o in fase di transizione di genere – ma ostile al buonsenso (e alla…
Leggi
Ora che Donald Trump sta per tornare alla Casa Bianca, Mark Zuckerberg si è messo la «musk-era», sospendendo i programmi creati per includere le minoranze sessuali ed etniche, abolendo i fact-checker (spesso usati in modo ideologico e di parte per censurare opinioni diverse rispetto a quelle dei democratici americani) e garantendo, almeno sulla carta, una maggior libertà di pensiero e di parola a tutti gli utenti.
Leggi
Meta cambia rotta: addio a fact-checker e focus su Community Notes, utenti migrano verso alternative
Zuckerberg ha annunciato importanti cambiamenti nelle politiche di moderazione dei contenuti, eliminando i fact-checker e adottando un sistema di Community Notes simile a X. Questa decisione ha scatenato un dibattito sulla libertà di espressione e ha spinto molti utenti a cercare alternative Meta, la società madre di Facebook e Instagram, ha recentemente annunciato una serie di importanti cambiamenti nelle sue politiche di moderazione dei…
Leggi
Musk, Zuckerberg e Bezos sono tre dei dieci uomini più ricchi del mondo. Si oppongono sempre più ferocemente a qualsiasi regolamentazione delle loro attività. Per questo cercano di far apparire come censura qualsiasi forma di controllo indipendente, quando il problema reale e urgente è il ruolo straordinariamente dannoso che i titani della tecnologia hanno nella definizione, a livello globale, di discorsi pubblici parziali basati sulla discriminazione unsplash.
Leggi
Meta sta per cambiare, e non solo nei contenuti che saranno tollerati su Instagram e Facebook. Secondo il New York Times il fondatore Mark Zuckerberg ha deciso di modificare anche le policy interne che riguardano i temi di Diversity e Inclusion, a partire dai bagni degli uffici.
Leggi
Mark Zuckerberg, quello che un tempo si dipingeva come il profeta dell’inclusione e del progresso, ha deciso di gettare la maschera. Dopo anni passati a vendere l’immagine di un visionario illuminato, il bravo ragazzo di Silicon Valley ha sacrificato ogni principio dichiarato per saltare sul carro di Donald Trump superando a destra persino l’eterno rivale Elon Musk. Dopo l’eliminazione del fact-checking negli Stati Uniti, un regalo confezionato su misura per…
Leggi
«Sbarazzatevi delle questioni sociali e delle cause divisive. Niente più dipartimenti Diversity & Inclusion, niente più corsi di formazione woke. Fate solo motociclette». Con queste parole il regista e attivista conservatore Robby Starbuck si scagliava lo scorso luglio contro Harley Davidson, accusando lo storico marchio americano di aver «perso il contatto con la propria clientela» per dedicarsi a boot camp Lgbt e alla sponsorizzazione di eventi Pride
Leggi
È di pochi giorni fa la notizia dell’abbandono da parte di Meta della politica dei Fact-checking. Il metodo di controllo dei contenuti di Meta, nato per contrastare le fake news in rete , in poco tempo si è rivelato un’arma virtuale dell’ideologia woke per punire i pensieri disallineati. Sotto l’ombrello del contrasto al razzismo, all’odio, alla violenza in questi anni non sono stati censurati solo i contenuti esplicitamente pericolosi ma anche quelli che criticavano…
Leggi
«Sbarazzatevi delle questioni sociali e delle cause divisive. Niente più dipartimenti Diversity & Inclusion, niente più corsi di formazione woke. Fate solo motociclette». Con queste parole il regista e attivista conservatore Robby Starbuck si scagliava lo scorso luglio contro Harley Davidson, accusando lo storico marchio americano di aver «perso il contatto con la propria clientela» per dedicarsi a boot camp Lgbt e alla sponsorizzazione di eventi…
Leggi
Se Elon Musk fosse una malattia contagiosa, il paziente zero sarebbe senza ombra di dubbio Mark Zuckerberg. Il fondatore di Facebook, dopo essere stato per anni il cicisbeo del mondo progressista e radical ma, soprattutto, dopo essere stato l'incubatore globale di tutte le ossessioni politicamente corrette, è rimasto folgorato sulla via di Musk e Trump, via che molto probabilmente passa da Wall Street
Leggi
La verità ora appartiene alla folla, come nell’episodio evangelico di Gesù e Barabba. Quando cioè il popolo, prezzolato dai sacerdoti, salvò il brigante condannando a morte il Rabbì mansueto predicatore dell’amore. È una delle affermazioni più efficaci e condivisibili sentite a commento della Meta-morfosi, cioè la decisione annunciata dal ceo Mark Zuckerberg «ci libereremo dei fact-checker e li sostituiremo con note della comunità simili a X, a partire dagli Stati Uniti».
Leggi
