Il filo sottile della nostra speranza è aggrappato ai colloqui previsti per oggi (lunedì 6 ottobre) in Egitto. Se la prospettiva di una pace stabile appare al momento lontana, un cessate il fuoco sarebbe già una benedizione per la martoriata popolazione di Gaza: seppellire i morti, curare i feriti, dare riparo agli sfollati, nutrire gli affamati. E lo sarebbe per gli ostaggi prigionieri di Hamas …
Leggi
Hamas si dice pronto a negoziare il piano di pace proposto da Trump e sottoscritto da un bel po’ di stati, anche arabi. Terminerà la repressione violenta di Netanyahu. La sua carneficina, la strage di uomini, donne e bambini inermi. Si spera, almeno. Saranno liberati gli ostaggi israeliani, parola che ad alcuni suona come oltraggio ma che indica un gruppo di persone (civili innocenti) da due anni sotto sequestro, dal massacro del 7 ottobre per l’esattezza.
Leggi
Ci sono guerre che cominciano con una data, un confine o un colpo di fucile. E poi ci sono guerre che non finiscono mai, perché affondano nella memoria stessa dei popoli. Il conflitto israelo-palestinese appartiene a questa seconda categoria: una ferita che non guarisce perché non si è mai voluto curarla, solo coprirla di nuove cicatrici. Per capire ciò che accade oggi, bisogna avere il coraggio di guardare indietro.
Leggi
Analisi, cronache e dati per comprendere la crisi umanitaria in corso, con le grandi firme del Fatto. Un racconto intenso e necessario, oltre a un piccolo gesto concreto: 50 centesimi, dai 3 euro del prezzo di copertina, saranno devoluti a Msf Un inserto speciale di 16 pagine che ricostruisce gli eventi a due anni dall’inizio dei bombardamenti su Gaza. Analisi, cronache e dati per comprendere la crisi umanitaria in corso, con le…
Leggi
Genocidio non è solo contare i morti. Genocidio – ci ha ricordato in queste settimane Paolo Fonzi – è ricomprendere in quella parola le politiche volte allo sradicamento di un gruppo umano dal suo luogo di vita, ovvero dal luogo che ha vissuto e costruito come «casa». Si potrebbe dire questo numero di “Pubblico”, a due anni dagli avvenimenti aperti con il 7 ottobre 2023, sia una denuncia. Ma oltre alla presa d’atto di un presente tragicamente buio, ci siamo sforzati di gettare lo sguardo più in là per tentare almeno un passo verso il futuro.
Leggi
Scrive Stefano Parisi: È ignobile quello che sta accadendo in questi giorni in Italia. Siamo forse a un passo dal cessate il fuoco a Gaza. Il mondo attende la risposta di Hamas alla proposta appoggiata dagli Stati Uniti, da otto paesi arabi, dalla Russia e dalla Cina, e approvata da Israele. È la prima vera occasione che si presenta per porre fine a un lungo e sanguinoso conflitto scatenato dall’orrendo massacro che Hamas ha compiuto il 7 ottobre di due anni fa.
Leggi
Ci raccontano la storia del conflitto israelo-palestinese dimenticando che la partita è la stessa da almeno tre secoli, ovvero il controllo occidentale dell’area mediorientale; che volendo eredita le mosse delle corone europee che finanziavano le crociate. Israele è di fatto l’unico avamposto affidabile condiviso politicamente da Washington, Londra ed Europa che conta economicamente. Avamposto consolidato all’indomani della Seconda guerra mondiale, come ammortizzatore economico-sociale a seguito del…
Leggi
Di Paolo Salom Voci dal lontano Occidente Secondo anniversario della tragedia del 7 ottobre. Quanto è durata la solidarietà del lontano Occidente? Domanda retorica la mia. Lo so bene: nemmeno 24 ore. Ma ora siamo in una situazione molto differente. Perché alla posizione tentennante dei Paesi “amici” di Israele (“non superate la proporzionalità nella…
Leggi
Tante volte in questi mesi si è detto che la storia non inizia il 7 ottobre. Ed è vero. La vicenda del conflitto israelo-palestinese affonda le sue radici alla fine dell’ottocento, quando prende forma il sionismo, movimento politico per l’autodeterminazione del popolo ebraico. Com’è noto, il conflitto ha poi attraversato tutto il novecento tra scontri etnici, rivolte, guerre regionali, piani di pace falliti, attentati terroristici, intifade, occupazione di territori, primi ministri israeliani assassinati…
Leggi
Quando le trattative hanno un esito così incerto, è estremamente difficile scrivere della tragedia di Gaza. È tuttavia un compito con cui è doveroso misurarsi, anche se domani le cose potranno prendere direzioni oggi imprevedibili. In ogni caso le venti condizioni dettate da Trump non solo sono estremamente dure, ma contengono tali margini di incertezza sul futuro di Gaza e dei suoi abitanti, da rendere ancora più difficile una definitiva presa di posizione.
Leggi
In memoria di Mauro Del Corno Più di 64.000 persone sono state uccise, tra cui 20.000 bambini. Il bilancio è probabilmente molto più alto, considerando che molte altre persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto le macerie. Non c’è nessun luogo sicuro a Gaza. Anche se le strutture sanitarie dovrebbero essere protette, gli ospedali sono stati bombardati e le strutture mediche sono state saccheggiate, mettendo in pericolo la vita…
Leggi
Il 7 ottobre di due anni fa la scintilla che dava fuoco a una situazione, quella del conflitto israelo-palestinese, irrisolta ormai da tempo immemorabile. Terrore, violenze, rapimento di ostaggi ad opera di Hamas, cui è seguita la dura reazione dell’esercito israeliano, con i massacri quotidiani e l’inferno di Gaza. Una realtà caratterizzata da crimini contro l’umanità, in particolare contro i civili, di fronte alla quale finora il mondo è stato impotente spettatore.
Leggi
