/10/2025 06:00:00 Un applauso lungo e doloroso, poi i palloncini bianchi e azzurri che si alzano nel cielo sopra la Cattedrale di Palermo. Così la città ha salutato Paolo Taormina, il giovane di 21 anni ucciso sabato notte in via Spinuzza, colpito alla nuca da un proiettile mentre cercava di calmare una lite davanti al pub di famiglia. Un migliaio di persone ha affollato la Cattedrale per i funerali, celebrati dall’arcivescovo Corrado Lorefice, in un clima di commozione e rabbia.
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Palermo – Parenti, amici e tantissima gente comune. La cattedrale di Palermo è gremita per i funerali del ventunenne Paolo Taormina, ucciso nella notte tra sabato e domenica con un colpo di pistola alla nuca, esploso da Gaetano Maranzano, 28 anni, reo confesso, davanti al locale che la vittima gestiva con la famiglia in via Spinuzza. La bara di Paolo è stata accolta in chiesa da un fortissimo applauso.
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Un lungo applauso accoglie la salma di Paolo Taormina. Dietro la bara bianca, parenti e amici entrano nella cattedrale di una Palermo a lutto, nel giorno dell'ultimo saluto al 21enne ucciso mentre tentava di sedare una rissa. Migliaia di persone. Tante indossano magliette con il volto di Paolo, ennesima vittima di uomini che si sentono onnipotenti. È l'arcivescovo di Palermo monsignor Corrado Lorefice a parlare di "disumana follia dei violenti e dei potenti".
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Le parole dell'arcivescovo di Palermo alle esequie PALERMO – C’è uno stato d’animo comune fra coloro che affollano la cattedrale di Palermo per l’ultimo saluto a Paolo Taormina ed è lo smarrimento. Smarrito è lo sguardo di mamma Fabiola, papà Giuseppe della sorella di Paolo, Sofia, e del fratello Mattia. Guardano in lacrime un punto indefinito sull’altare. La bara bianca Smarrita, sperduta è ogni logica di fronte alla bara bianca di un ragazzo di 20 anni assassinato con un colpo di…
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L'omelia dell'Arcivescovo Corrado Lorefice ai funerali di Paolo Taormina, ucciso a Palermo nella notte tra sabato 11 e domenica 12 "Un dolore inconsolabile. Un urlo che arriva fino al Cielo. La morte di un figlio, di un fratello, di un familiare, di un amico. È assurdo che un figlio venga rubato ai genitori, alle sorelle, ai fratelli, agli amici. Alla sua attività lavorativa. Alla comunità cittadina.
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Laura Gonzenbach, la giovane elvetica salvatrice della cultura popolare siciliana tvsvizzera.it Nella Messina dell’Ottocento, un’immigrata di seconda generazione salva il patrimonio culturale e folcloristico siciliano e dà voce alle donne delle classi popolari. 6 minuti Dario Lo Scalzo Nel cuore della Messina dell’Ottocento, vibrante porto del Mediterraneo e crocevia di commerci e culture, vissero due figure straordinarie, Magdalena e Laura Gonzenbach, sorelle di origini…
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