«Dall’alto, dall’oblò di un aereo, Minneapolis è un grumo di grattacieli affacciato sul Mississippi, circondato a perdita d’occhio da case di un piano o due. Appena fuori dal centro, che qui si chiama downtown, sei nel midwest, quello che si vede nei film, con le strade larghe, il prato davanti casa, un giardino per grigliare sul retro, i tetti ripidi così la neve scivola via, e le buche delle lettere a forma di bauletto.
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Quello che è successo sabato non è stato solo un corteo, non è stata solo una manifestazione. È stato un segnale. Un segnale forte che è arrivato da Roma, da tutta Italia, ma anche da migliaia di città negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Le piazze si sono riempite. Si sono riempite di persone diverse, con storie diverse, ma con una stessa sensazione: che qualcosa non sta andando nella direzione giusta.
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Cari cittadini americani, ma come?! Proprio adesso, sul più bello, alla resa dei conti, decidete di manifestare in pubblica piazza inneggiando lo slogan “No Kings”? E per quale motivo, poi? Forse perché un tiranno cattivo e prepotente si sta imponendo sulle volontà del popolo americano e sta giocando a battaglia navale usando come pedine i soldati dell’Us Army? Soltanto perché vi ritrovate l’Ice in città che sta eseguendo…
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Negli Stati uniti le manifestazioni contro Trump hanno visto scendere in piazza circa otto milioni di persone. Una protesta di massa che può rappresentare la leva per liberarsi dell’autoritarismo Sono trascorsi poco più di quattordici mesi dall’inizio della seconda presidenza Trump. In questo periodo, l’amministrazione ha oltrepassato diversi limiti invalicabili nel suo attacco alla democrazia costituzionale.
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Trump, mai così tanti a protestare contro di lui Dal nostro inviato a Washington – Sabato 28 marzo, gli Stati Uniti hanno vissuto la più grande giornata di protesta in un singolo giorno nella propria storia: oltre 3.300 eventi coordinati in tutti e 50 gli stati federali, con una stima di più di otto milioni di manifestanti sotto lo stesso slogan: “No Kings”, ovvero “Niente re”. Quella di sabato è…
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È la terza volta, in meno di un anno, che gli americani scendono in piazza nell’ambito del movimento No Kings, la più visibile forma di opposizione a Trump dall’inizio del suo secondo mandato. Negli Stati Uniti qualcosa si è rotto. Non è solo una questione di consenso, né soltanto di piazze piene o di sondaggi in calo. È una frattura più profonda, che attraversa contemporaneamente il potere e l’opposizione, la politica interna e quella estera.
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Catena umana crea scritta "No Kings in the Usa" e disegno della corona barrata. La vista dal drone Sabato scorso si è svolta in varie località degli Stati Uniti la terza manifestazione "No Kings in the Usa": più di tremila eventi, in tutti e 50 gli Stati, per protestare pacificamente contro la deriva autoritaria perseguita dal presidente Donald Trump. In Arizona, i manifestanti hanno formato una catena umana che ha composto una…
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Catena umana crea scritta "No Kings in the Usa" con disegno della corona barrata. La vista dal drone
Sabato si è svolta in varie località degli Stati Uniti la terza manifestazione "No Kings in the Usa": più di tremila eventi, in tutti e 50 gli Stati, per protestare pacificamente contro la deriva autoritaria perseguita dal presidente Donald Trump. In Arizona, i manifestanti hanno formato una catena umana che ha composto una cornice con all'interno la scritta "No Kings in the Usa" e il disegno di una corona barrata.
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L’altra globalizzazione, non limitata ai mercati, dal profilo culturale, più politica e tecnologica sembrava una chimera, invece è realtà. Inconsapevolmente, generando il caos, Trump ha creato l’anti-Trump, più grande e più forte di quanto un americano irragionevole, megalomane e collerico come lui potrà mai essere. No Kings è diventato un brand mondiale, condiviso da Boomers e Millennials. Oltre le proteste, cominciate…
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Vatican News Questo fine settimana, in oltre 3.300 città degli Stati Uniti, si sono verificate manifestazioni contro l’amministrazione di Donald Trump. È la terza mobilitazione del movimento «No Kings» in meno di un anno, nata per denunciare quella che gli organizzatori definiscono una deriva autoritaria della presidenza. Secondo il coordinamento delle manifestazioni, sabato sarebbero state oltre otto milioni le persone scese in strada, in eventi organizzati in tutti i 50 Stati americani e anche in…
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Mobilitazione globale “No Kings”: a San Francisco la protesta diventa una scritta umana sulla spiaggia Milioni di persone sono scese in piazza negli Stati Uniti per la terza edizione delle proteste "No Kings" contro il presidente Donald Trump. Lo striscione umano a San Francisco Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero oltre 8 milioni, anche se il dato non è stato verificato. Tra gli eventi di maggiore impatto quello che si è svolto…
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NEW YORK (ITALPRESS) – Il coro si alza a ondate, riecheggiando lungo i viali di Manhattan “No Kings”. Più di 8 milioni di americani sono scesi in piazza sabato in tutti gli Stati Uniti per il No Kings Day. A New York, migliaia di persone hanno attraversato la città, trasformando le strade in un coro in movimento di dissenso. Da Columbus Circle a Times Square lungo la Seventh Avenue, e poi giù per Broadway fino alla 34ª strada, l’energia era incessante.
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Da Roma a Madrid, da Londra fino a New York: il mondo occidentale scende in piazza sotto l’insegna No Kings (nessun Re). Il movimento nato negli Stati Uniti nel 2025 si oppone alla politica dispotica di Donald Trump e, nelle scorse settimane, ha allargato la protesta anche contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, coinvolto con il Tycoon nella guerra contro l’Iran. Da Jane Fonda a Robert De Niro, sono numerose le star di Hollywood che…
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Redazione Modifica articolo 16.06 Culture ATF di Francesco Tunda Una moltitudine di persone, per la terza volta in meno di un anno, hanno manifestato in tutte principali città statunitensi attorno allo slogan “No Kings” (Nessun re). Ormai è un movimento che cresce di settimana in settimana e che fa da contraltare alla guerra di Trump e alle sue manie imperiali. Anche in Europa e in Italia il movimento ha preso vita, come dimostra la manifestazione di sabato a Roma
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Sono ormai molti a riconoscere che Donald Trump ha adottato il disordine come strategia. Lo dimostra il continuo ricorso a contraddizioni, scelte incoerenti, affermazioni capaci di smentire le asserzioni di poche ore prima, che a loro volta confutavano dichiarazioni propinate come sacrosante in precedenza. E via di seguito, all’infinito. I risultati ottenuti da un simile comportamento si rivelano, talvolta, controproducenti e…
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Milioni di americani stanno scendendo in piazza in tutti gli Stati Uniti per protestare contro le politiche del presidente Donald Trump e la guerra con l'Iran. Più di 3mila le manifestazioni che si stanno svolgendo in tutti i 50 stati nell'ambito delle ultime marce di protesta "No Kings". Oggi 29 marzo la terza manifestazione nazionale "No Kings”.
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ROMA – 28 marzo 2026 — Dall’Europa agli Stati Uniti, le proteste del “No Kings Day” hanno raggiunto numeri record nelle principali città americane dove si sono riversate nelle strade maree di cittadini per protestare contro la guerra, l’Ice, gli attacchi alla democrazia e tutto ciò di cui si chiede conto all’amministrazione Trump. Il bilancio degli organizzatori è di 8 milioni di partecipanti agli oltre 3.200 eventi i tutti…
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Non una piazza simbolica, ma un Paese intero attraversato da una parola d’ordine semplice e radicale: “No Kings”, nessun re. Gli Stati Uniti sono tornati a manifestare con una mobilitazione diffusa e capillare. Più di 3500 manifestazioni in tutti i 50 Stati, dall’Alaska a Porto Rico milioni di persone: una delle più grandi giornate di protesta coordinate della storia recente americana. Da Manhattan al Midwest, dalle grandi città democratiche alle contee rurali a tendenza repubblicana, la protesta…
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