Roma, 24 dic. – “A differenza dell’Europa, incapace di difendere sé stessa e i propri cittadini, gli Stati Uniti decidono di mettere regole stabilendo chi far entrare e chi no. Siamo orgogliosi di essere l’unico partito ad aver votato contro il Digital Services Act voluto da un pugno di burocrati di Bruxelles e che è l’anticamera della censura, una vera e propria legge-bavaglio europea”. Lo afferma in una nota la Lega.
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Il divieto di soggiorno pronunciato dagli Stati Uniti nei confronti di cinque personalità europee impegnatesi per la regolazione dei colossi del web, tra cui l'ex commissario Ue Thierry Breton, rientrano nella categoria ''dell'intimidazione e della coercizione nei confronti della sovranità digitale europea''. È quanto dichiara su X il presidente francese, Emmanuel Macron. ''La Francia - scrive - denuncia le decisioni di restrizione dei visti assunte dagli Stati Uniti nei confronti…
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Dal socialdemocratico Raphael Glucksmann fino al Rassemblement National di Marine Le Pen, in Francia la classe politica condanna in modo bipartisan la decisione dell'amministrazione Usa di Donald Trump di vietare l'accesso al territorio Usa all'ex commissario europeo, Thierry Breton. ''Non siamo una colonia degli Stati Uniti! Siamo europei, dobbiamo difendere le nostre leggi, i nostri principi, i nostri interessi.
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"L'Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. Leggendo la 'Strategia per la sicurezza nazionale americana', mi tornano in mente le dichiarazioni rilasciate da J. D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera all'inizio di quest'anno. In quell'occasione, espresse una visione molto dura, a volte caricaturale, dell'Europa. Questo discorso è stato trasformato, nero su bianco, nella dottrina geopolitica dell'amministrazione Usa per i…
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Roma, 24 dic. – Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le misure di restrizione dei visti adottate dagli Stati uniti contro Thierry Breton e altri quattro cittadini europei, definendole “atti d’intimidazione e coercizione”.“Queste misure costituiscono atti di intimidazione e di coercizione volti a minare la sovranità digitale europea”, ha scritto Macron su X, sottolineando che “le normative digitali dell’Unione europea sono state…
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Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, che ha parlato delle sanzioni, le persone colpite avrebbero guidato «sforzi organizzati» per esercitare pressioni su aziende e inserzionisti, limitando la diffusione di determinate opinioni. Tra i destinatari del provvedimento, come detto, figura l’ex commissario europeo Thierry Breton. Indicato dal Dipartimento di Stato come uno dei principali promotori di iniziative volte a «costringere» le piattaforme americane a censurare…
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L'amministrazione Trump ha alzato il tiro nella battaglia contro la regolamentazione dei contenuti online, colpendo direttamente chi si occupa di moderazione e ricerca sulla disinformazione. Il Dipartimento di Stato ha annunciato martedì sanzioni che vietano l'accesso agli Stati Uniti per cinque figure chiave del panorama europeo impegnate nel contrasto all'odio digitale e alla disinformazione, con una minaccia esplicita di espandere ulteriormente la lista.
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Il vento di Washington soffia forte contro i "gendarmi" del pensiero unico: gli Usa negano i visti a 5 funzionari europei, tra cui Therry Breton che mastica amaro scomodando addirittura una maccartismo di ritorno oltreoceano... L’amministrazione Trump non perde tempo e scaglia il primo, pesantissimo fendente contro quello che
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La misura è stata annunciata dal Dipartimento di Stato, che ha esteso le restrizioni anche a quattro esponenti di organizzazioni non governative europee impegnate nel contrasto alla disinformazione online. Secondo Washington, queste figure avrebbero contribuito a iniziative coordinate per spingere le piattaforme statunitensi a limitare contenuti e opinioni giudicate scomode, configurando una forma di censura oltre confine.
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