Più di 100 coloni sono entrati nella città cisgiordana di Kfar Malik Gli ambasciatori e i rappresentanti diplomatici dell’Autorità palestinese hanno visitato la città della Cisgiordania dove la settimana scorsa sono stati uccisi tre palestinesi e sono stati incendiati alcuni edifici. Più di 100 coloni sono entrati nella città cisgiordana di Kfar Malik, appiccando roghi a diversi edifici e aprendo il fuoco sui palestinesi che cercavano di fermarli.
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Decine di coloni israeliani hanno assaltato il villaggio palestinese di Kafr Malik, vicino a Ramallah. Hanno incendiato tutto ciò che trovavano. E’ intervenuto l’esercito che ha sparato contro gli abitanti del villaggio attaccato: tre arabi uccisi, altri sette feriti. L’Idf (Israel Defence Forces), come sono chiamate le forze armate, ha anche arrestato cinque coloni ebrei, rilasciati la mattina dopo senza capi d’accusa.
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I coloni israeliani hanno attaccato una base militare nella Cisgiordania occupata, appiccando incendi, vandalizzando veicoli e scontrandosi con i soldati. I disordini di domenica 29 giugno hanno fatto seguito alle recenti violenze dei coloni e agli arresti da parte delle forze di sicurezza israeliane.
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ROMA "Nessun Paese civile può tollerare atti violenti e anarchici come l'incendio di un'installazione militare, il danneggiamento di proprietà dell'Idf e le aggressioni al personale di sicurezza da parte di cittadini dello Stato". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu nel condannare le ultime violenze dei coloni contro l'esercito israeliano, invitando le forze dell'ordine a indagare sull'incidente e a perseguire i "rivoltosi" ma sottolineando tuttavia che si tratta di…
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KAFR MALIK (CISGIORDANIA OCCUPATA). Una settimana fa Mutaz Hamayel, 45 anni, è uscito di casa salutando la moglie Fidaa e i tre figli ed è andato a lavorare in una ditta di costruzioni a Kafr Malik, dove vivono, vicino Ramallah. Qualche ora dopo Fidaa lo ha chiamato perché non riusciva a trovare Ammar, il figlio di mezzo, di 13 anni. Era uscito in bicicletta con un amico due ore prima, non era to…
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La scritta «vendetta» sverniciata sul muro della stazione di polizia israeliana in Cisgiordania non ha niente di legale, dopo che i coloni hanno devastato i villaggi palestinesi attorno. Eppure Benjamin Netanyahu si appella agli estremisti ebrei richiamandoli a non «prendere la legge nelle loro mani» come se ci fosse qualche pena da comminare, qualche torto da riparare perché lo Stato è assente e non li difende.
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