In Breve (TL;DR) Meta presenta Muse Spark, un’AI integrata in Instagram, Facebook e WhatsApp che aiuta a creare contenuti, generare idee e ottimizzare post direttamente dentro le piattaforme. Lo strumento semplifica il lavoro di creator e marketer automatizzando attività ripetitive e accelerando la produzione, lasciando più spazio alla strategia e alla creatività. Meta ha annunciato l’arrivo di un nuovo modello di intelligenza artificiale in grado di aiutare i creatori di contenuti su Instagram…
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La corsa all’intelligenza artificiale è iniziata da un po' di tempo, ma il ceo di Meta, Mark Zuckerberg sembra già proiettato oltre: uno degli uomini più potenti della Silicon Valley infatti starebbe lavorando al proprio clone. Tranquilli, nulla di fantascientifico stile Frankenstein: l'obiettivo è quello di dotare la sua azienda di un avatar digitale che ricalca nei modi, nei pensieri e negli atteggiamenti, affinché tutti i dipendenti possano in qualche modo "sentirsi vicini al capo"…
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Il clone AI diventerà un must nei prossimi mesi per tutti coloro che vogliono sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale. O per tutti coloro che vogliono anche solo imitare uno dei CEO più influenti del panorama tech, come Mark Zuckerberg di Meta, che potrebbe presto disporre di un suo alter ego digitale capace di interagire con i dipendenti, guidare le riunioni e raccogliere feedback in sua vece.
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Meta starebbe sviluppando una versione artificiale di Mark Zuckerberg da usare anche nei rapporti interni con i dipendenti. Secondo il Financial Times, l’azienda sta lavorando a personaggi 3D fotorealistici mossi dall’IA con cui interagire in tempo reale e, nelle ultime settimane, avrebbe dato priorità proprio a un avatar del fondatore. Il progetto sarebbe ancora in fase iniziale, ma Zuckerberg seguirebbe addestramento e test in prima persona.
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L'azienda di Menlo Park sta addestrando un avatar del proprio fondatore per gestire il rapporto con i dipendenti, aprendo la strada a nuove forme di interazione automatizzata per i creatori di contenuti La leadership di Meta sperimenta nuovi confini della presenza digitale attraverso la creazione di un clone virtuale di Mark Zuckerberg. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il gruppo starebbe addestrando un avatar basato sull'immagine, sulla voce e sulla mimica del fondatore, attingendo alla vasta…
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Dagli Stati Uniti arriva una notizia a dir poco curiosa: Meta starebbe lavorando a un personaggio basato sull’intelligenza artificiale “ispirato” a Mark Zuckerberg. Ebbene sì, in futuro potrebbe verificarsi che i dirigenti di Meta alla ricerca di un riscontro dal CEO del colosso statunitense finiscano per ottenere una risposta da un personaggio IA che lo rappresenta. Meta pensa ad un secondo Mark Zuckerberg Stando a quanto viene riportato da The Financial Times, l’idea del colosso dei social network sarebbe…
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Il patron di Meta punta allo sviluppo dei programmi soprattutto per fornire risposte in materia di sanità perchè “la salute è uno dei motivi principali per cui le persone si rivolgono all’intelligenza artificiale” Immaginate di poter evitare di interagire direttamente con colleghi, capi e sottoposti e di avere un’intelligenza artificiale modellata su voi stessi, allenata da voi, che possa farlo al posto vostro.
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Per anni Meta ha giocato una partita diversa dagli altri: non solo modelli, ma piattaforme, relazioni, contenuti. Eppure, nell’ondata dell’AI generativa, quel vantaggio non è bastato a tenere il passo di OpenAI, Google e Anthropic. Ora Mark Zuckerberg rilancia con una nuova scommessa: Muse Spark. Non un modello generalista da benchmark, ma un sistema progettato per vivere dentro i prodotti dell’ecosistema Meta.
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Mark Zuckerberg crede così tanto nel progresso tecnologico da volerlo persino incarnare. Mentre Meta, l’azienda che guida da quando si chiamava Facebook, cerca di trovare un posto d’onore nell’affollato panorama delle intelligenze artificiali, il suo ceo ha deciso di creare un clone digitale a propria immagine e somiglianza. Dall’aspetto fisico ricostruito nel minimo dettaglio fino al tono della voce, passando anche attraverso la gestualità, il doppione digitale…
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Non si tratta solo di sviluppare tecnologie più avanzate, ma di un cambiamento radicale nel modo in cui le persone lavorano e comunicano all’interno delle aziende, con conseguenze dirette sul concetto stesso di leadership. Meta, uscita male dalle due sentenze del New Mexico e della California, che l’hanno giudicata colpevole di sfruttamento minorile e di aver sviluppato scientemente sistemi progettati per creare dipendenza nei più giovani, sta cercando di riconquistare la fiducia…
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È stata definita una replica digitale fotorealistica di Mark Zuckerberg, un personaggio tridimensionale basato sull'intelligenza artificiale e capace di conversare con i dipendenti dell’azienda. Il fondatore di Meta lo avrebbe creato per interagire con i lavoratori al posto suo. A rivelarlo è il Financial Times, secondo cui lo stesso Zuckerberg sta contribuendo ad addestrare il suo clone per riprodurne modi di fare e dichiarazioni pubbliche.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Una realtà che, a molti, solo qualche tempo fa sarebbe parsa impensabile. Partorita dalla mente di qualche sceneggiatore di un film distopico. Invece - come tanti esperti segnalano da tempo - la forza con cui l’Artificial intelligence (Ai) va modificando le nostre vite è un cruda verità.
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L’impresa statunitense Meta ha presentato il suo primo grande modello di IA: Muse Spark, il risultato di un ciclo intensivo di sviluppo durato nove mesi. Il progetto ha incluso investimenti per 14,3 miliardi di dollari e una campagna di assunzioni ai vertici. Tutto per poter competere con OpenAI e Google, rafforzando così la propria presenza in un mercato estremamente competitivo. Meta rafforza la propria presenza in un mercato competitivo con Muse Spark L’azienda, fondata da…
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Il progetto Llama di Meta lascia il posto a una nuova famiglia di modelli: Muse Spark. L’azienda rilancia così le proprie ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, puntando su funzioni di ragionamento avanzato, uso di più modalità (testo e immagini) e applicazioni concrete in ambiti sensibili come la salute.La novità non riguarda solo un cambio di nome: Meta introduce anche una modalità dedicata al pensiero approfondito, chiamata Contemplating, pensata per competere direttamente…
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Il nome sembra uscito da un film ambientato nell'universo a fumetti Marvel o in quello Dc: «Superintelligence Labs». È invece un team reale, zeppo di esperti di intelligenza artificiale, costato a Mark Zuckerberg decine di miliardi di euro. Di questi, più di 12 miliardi sono serviti per portare all'interno di Meta la startup Scale AI e soprattutto il suo leader e fondatore. Parliamo di Alexandr Wang, un 29enne che ora ha…
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