Sono durissime le reazioni di condanna che arrivano sia dal fronte democratico che da quello repubblicano a Donald Trump dopo la pubblicazione sul suo social, Truth, dei coniugi Obama photoshoppati sui corpi di due scimmie. "Un comportamento inaccettabile", così, da più parti, è stato definito il gesto del tycoon. Il presidente degli Stati Uniti aveva già preso di mira gli Obama, ma questa volta secondo i suoi detrattori si è superato ogni limite.
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Alzare il livello della provocazione, spingere sempre un po’ più in là, superare ogni volta un nuovo limite. C’è una strategia, e neppure troppo sottile o sofisticata, dietro l’ultima spara`ta di Donald Trump. Postare in un video il fotomontaggio dei volti di Michelle e Barack Obama su corpi di scimmie non è solo una provocazione per rimarcare, come se ancora qualcuno av…
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Mai un presidente americano era caduto così in basso come Donald Trump che ha postato un video apertamente razzista con gli Obama ritratti come scimmie in una giungla. La clip, che ha ricevuto migliaia di like, ha scatenato una bufera. Con critiche bipartisan in patria e una dura condanna anche della Ue, secondo cui "razzismo, incitamento all'odio e contenuti illegali non hanno spazio online, non perché lo dice la Commissione, ma perché sono illegali nella vita reale".
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È polemica per un video pubblicato dall’account Truth Social del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel quale si vedono, verso la fine, l’ex presidente Barack e la moglie Michelle Obama rappresentati come scimmie. Alla fine del video di circa un minuto – nel quale si parla di dispositivi di voto e frode elettorale – i volti degli Obama appaiono sui corpi di scimmie per circa 1 secondo, circondati da una foresta, mentre suona la canzone dei The Tokens ‘The Lion Sleeps Tonight’.
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Ha creato un grande clamore e sta facendo discutere in queste ore il video postato da Donald Trump sul social Truth nel quale i due coniugi Obama sono rappresentati come delle scimmie. Il filmato in realtà non è stato creato dalla pagina ufficiale del Tycoon ma semplicemente riproposto come intermezzo di un contributo nel quale viene analizzata l'ipotesi secondo cui ci sarebbero stati dei brogli elettorali (mai provati) grazie ai quali Joe Biden fu eletto presidente…
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A Montemesola la campagna elettorale non nasce nelle segreterie politiche, ma nelle parole della gente. Di chi ti ferma per strada, di chi scrive via mail, di chi manda messaggi su WhatsApp chiedendo una cosa sola: raccontare quello che si vede e quello che si percepisce davvero. Questi articoli nascono da lì. Non da indiscrezioni di palazzo, ma da ciò che i cittadini ripetono ogni giorno. Ce li chiedono, li sollecitano, pretendono che se ne parli.
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