C’è chi lo ha definito il quiet quitting della scuola, la tendenza a ridurre il proprio investimento emotivo negli esami scolastici, considerati parte di un sistema iper-competitivo che rischia di nuocere alla salute mentale degli studenti. Negli Stati uniti questo fenomeno è sintetizzato dallo slogan C’s Get Degrees, che descrive la scelta di impegnarsi poco per ottenere un titolo di studio, puntando al minimo, e non al massimo, dei voti.
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Approfondimenti:
Milano – È un po’ tipo l’amico che chiami quando hai bisogno di ragionare un attimo sulle cose. Chiudi gli occhi e ti affidi ai suoi studi, alla sua esperienza. Ma ultimamente Paolo Crepet, 73 anni, è come se fosse andato alla radice di tutto con «Il reato di pensare» (Mondadori), elogio della libertà di riflettere con la propria testa in tempi di omologazione…
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Dopo gli studenti che hanno fatto scena muta volontaria all’orale di Maturità, la lettera di un ragazzo romano, Pietro Marconcini, in cui ha chiesto a Valditara di abbassare il suo voto di maturità da 83 al minimo, 60. Per «rifiutare simbolicamente la valutazione che questa scuola mi ha attribuito, e con essa il sistema che rappresenta». Mentre il ministro rispondeva minacciando una norma per bocciare chi decide di “boicottare” il…
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Egregio Sig. Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sono Mauro Musso docente di Discipline Audiovisive e Multimediali, presso il Liceo Artistico dell’IISS Pio La Torre di Palermo. In riferimento ai fatti che si sono verificati durante lo svolgimento degli ultimi Esami di Stato, con particolare attenzione alla scelta arbitraria di svolgere o no la prova orale da parte di alcuni candidati, Le sottopongo la mia riflessione su eventuali misure da prendere per i prossimi Esami di Stato.
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Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente. Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è tornato sui casi della Maturità boicottata e ha citato il cantautore Ultimo: cosa ha detto l'esperto Continuano a far discutere i casi degli studenti che hanno deciso…
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«Non è solo idealismo il mio. Al massimo, possiamo dire che mi ispiro a Gramsci e al suo "pensare globale, agire locale". Sono stato rappresentante di istituto e della consulta studentesca e credo che le cose, attivandosi, possano essere cambiate». Così Pietro Marconcini, lo studente romano 19enne che ha chiesto al ministro…
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Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social In Italia il voto alla Maturità serve solo in pochi casi, diverso è il discorso se si pensa d'iscriversi in un'università all'estero: cosa considerare Durante la Maturità 2024/2025 hanno generato diverse polemiche i casi degli…
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Il caso di Gianmaria Favaretto, lo studente padovano che ha rifiutato di sostenere la prova orale dell’esame di maturità, ha riaperto il dibattito sulla struttura e la valutazione dell’esame stesso. Favaretto, pur avendo rinunciato al colloquio finale, è stato comunque promosso con 62 centesimi, grazie al punteggio accumulato tra crediti scolastici e prove scritte. Questa situazione, seppur perfettamente legale, solleva interrogativi sulla percezione dell’importanza dell’orale e sull’equità del sistema…
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Nelle mie continue oscillazioni emotive tra le ragioni del cuore e quelle della logica, oggi pendo dalla parte di Pietro Marconcini, il liceale romano che ha scritto al ministro Valditara per chiedere l’abbassamento del suo voto di maturità: da 83 a 60, il minimo sindacale per non finire bocciati. È il suo modo di esprimere solidarietà ex post a quei ragazzi che l’orale non lo hanno addirittura sostenuto, perché contestano un sistema scolastico ridotto a esamificio, dove l’ansia di essere giudicati, sostiene Pietro, ti toglie il piacere di imparare.
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La recente protesta degli studenti italiani alla maturità contro un sistema scolastico che sarebbe ormai tutto orientato alla valutazione e alla competizione, vista da Londra suscita un moto di perplessità: competizione tesa a quale obiettivo? In vista di cosa? In Inghilterra la gara comincia fin dalle elementari, quando tanti bambini, a 10 anni, vengono sottoposti agli esami per entrare nelle migliori upper school, le scuole…
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Se c’è una cosa che all’onorevole Ilaria Salis è presto diventata molto chiara è che in politica, da tre secoli a questa parte, essere rivoluzionari in pensieri, parole, opere e omissioni conviene sempre. Non c’è un posizionamento migliore e più redditizio dell’inseguire e perseguire una qualche Rivoluzione. Piccola o grande che sia, a favore delle foche monache o per l’occupazione abusiva delle…
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A diciannove anni si può sbagliare. Anzi, è quasi un dovere. L’importante è non convincersi che ogni errore sia un atto di eroismo. Pietro Marconcini, maturando del liceo scientifico Plinio Seniore di Roma, ha ottenuto 83 centesimi all’esame di Stato. Un risultato rispettabile, specie per chi, come lui stesso
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I ragazzi che si sono rifiutati di fare l’orale dell’esame di maturità hanno scoperto una falla nel sistema. La burocratizzazione della scuola, i debiti e i crediti, l’e-portfolio e tutte le diavolerie che si sono volute importare dal mondo delle aziende hanno un rovescio della medaglia: se vale solo il numero, se basta raggiungere i crediti, se non mi motivi ad andare oltre la somma dei miei vot…
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ROMA. La maturità è terminata ma la protesta degli studenti continua e assume forme diverse, più difficili da archiviare come incapacità di affrontare una prova e da cancellare con un tratto di penna nella riforma che arriverà. Il primo è stato Gian Maria Favaretto, studente del liceo Fermi di Padova. Agli inizi di luglio è entrato in aula e alla commissione ha detto: «Grazie di tutto ma io quest…
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"Scena muta alla maturità? Atto civile che va compreso" la psicoterapeuta Bommassar: "Se Valditara opta per la repressione, significa non saper gestire il problema" Dopo i casi di studenti che hanno scelto di fare scena muta alla maturità per protestare contro il sistema scolastico, lo sguardo della psicoterapeuta Roberta Bommassar…
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Ormai è diventata una moda. Prima il gesto plateale davanti alla commissione d’esame, poi la rivendicazione sui social e in tv. È sempre più lungo l’elenco degli studenti che hanno boicottato l’orale della maturità, l’ultimo iscritto alla lista è Pietro Marconcini. Il giovane, alunno del liceo scientifico Plinio di Roma, ha sostenuto l’esame orale il 24 giugno scorso. Ma ha voluto ad ogni costo partecipare alla campagna di sabotaggio, con una lunga lettera al ministro dell’Istruzione…
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“Ho chiesto al ministro dell’Istruzione Valditara di abbassare il mio voto alla maturità. L’ho fatto perché credo che non credo che un voto possa valutare cinque anni della mia vita e della mia crescita”. Comincia così un video diffuso dalla Rete degli studenti medi del Lazio, con cui Pietro Marconcini, maturando di 19 anni, ha spiegato perché ha deciso di scrivere al ministro Giuseppe Valditara per farsi abbassare il voto della maturità da 83…
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ANSA Non si placano le polemiche sulla Maturità 2025. Dopo le proteste di alcuni candidati che si sono rifiutati di sostenere il colloquio orale (pur avendo già conseguito il punteggio minimo per il diploma), contestando la «competizione esasperata» che, a loro giudizio, caratterizza la scuola italiana, ora uno studente si spinge ancora più in là. Pietro Marconcini, neo diplomato al Liceo Scientifico “Plinio Seniore” di Roma con 83/100, ha scritto al ministro…
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