“Il significato fondamentale della riforma del premierato è l’elezione diretta del premier. Questo vuol dire che il corpo elettorale sarà chiamato a dividersi in due. Ed è questo per me il pericolo essenziale della riforma: la spaccatura in due parti del popolo italiano, tanto per rimanere in tema di ‘nazione’. Una parte contro l’altra”. Così a In altre parole (La7) il costituzionalista…
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A Roma l’8 maggio alcune Fondazioni hanno organizzato un convegno su “La Costituzione di tutti. Dialogo sul premierato”. È stato un confronto tra la dottrina (una parte) e la politica. Da un lato, Giovanni Orsina, Francesco Clementi, Annamaria Poggi, con il supporto di Luciano Violante, dall’altro Giorgia Meloni. Che vince quattro a zero, già sul tempo. I suoi interlocutori parlano da 8 a 12 minuti.
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La ministra per le Riforme in un'intervista a Radio24 La ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati, accelera sul processo per l’approvazione del premierato, la riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio. “Mi auguro di avere il primo sì in Aula (al Senato, ndr) alla riforma del premierato prima del 9 giugno, data delle elezioni europee“, ha detto Casellati ospite del Caffè della Domenica di Maria Latella su Radio 24
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La “madre di tutte le riforme” arriva, questo è certo, e anche presto. Dopo aver infranto il tetto di cristallo per essere la prima donna premier della storia d’Italia, Giorgia Meloni si appresta a realizzare un altro primato: cambiare l’assetto istituzionale repubblicano e battezzare la destra come forza autenticamente riformatrice. Il premierato che il Parlamento si appresta a varare su impulso della leader di FdI sarà tutto italiano, giacché non…
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Giorgia Meloni non utilizzi il nome di Valerio Onida per promuovere la riforma del premierato. È questo il senso della lettera inviata alla presidente del Consiglio dall’associazione “Passione civile con Valerio Onida”, dopo che Meloni aveva citato il grande costituzionalista – scomparso due anni fa – nel suo intervento a un convegno sul premierato martedì …
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Giorgia Meloni va dritta. Senza nessuna esitazione. Senza nessun dubbio. «Il premierato non serve a me, serve all'Italia», ripete da settimane in tutte le conversazioni più private. La strada è chiara. Meloni guarda l'offensiva delle opposizioni. Legge l'attacco di Giuseppe Conte: la riforma è un obbrobrio pensato per soddisfare le brame di comando assoluto di Meloni... La premier non ci sta. Crede nel progetto.
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Il premierato è arrivato nell’Aula del Senato. Alessandra Maiorino, vicepresidente del gruppo M5S a Palazzo Madama, cosa intende dire quando parla di “carica esplosiva sotto la Costituzione”? “La nostra Costituzione è stata pensata dalle nostre madri e dai nostri padri costituenti al termine di un periodo tragico per il nostro Paese, che era uscito in macerie da una guerra che lo ha visto sconfitto e dopo l’esperienza di una dittatura fascista sanguinaria.
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Condividi questo articolo Pubblicità E’ approdato nell’Aula del Senato il Ddl Casellati sul Premierato, accompagnato da tremila emendamenti. Per la Presidente del Governo “per me è un rischio fare questa riforma” e la Segretaria del PD invita i suoi “a fare muro con i nostri corpi” contro una riforma che stravolge la Costituzione. Con queste premesse non si andrà da alcuna parte e il referendum boccerà la riforma.
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Peppino Calderisi, già parlamentare di lungo corso e membro della Bicamerale D’Alema, tra gli animatori del cartello di associazioni liberali e riformiste che hanno promosso la maratona oratoria sul premierato. Il vostro appello a maggioranza e opposizione ha smosso qualcosa? «Siamo in attesa. Posto che la necessità della riforma è incontrovertibile, data l’instabilità dei governi, il problema del premierato è uno solo: Giorgia Meloni vuole…
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Premierato, la sfida di Giorgia Meloni E se Giorgia Meloni facesse sul serio sul premierato? Due giorni fa in Senato è iniziata la discussione generale sul ddl Premierato, che la presidente del Consiglio considera la madre di tutte le riforme. Un po’ come per la Lega lo è l’autonomia differenziata, con la differenza che per il premierato serve la modifica della Costituzione
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Circa due mesi fa, varie associazioni tra le quali Libertà Eguale e la Fondazione Magna Carta, hanno proposto una riforma condivisa tra maggioranza e opposizioni della forma di governo ispirata a un premierato fondato non sulla elezione diretta, ma sulla indicazione popolare obbligatoria del presidente del Consiglio. Colpivano nel documento comune la sostanziale equiparazione delle …
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Il vero, grande obiettivo della riforma costituzionale che introdurrebbe in Italia il premierato, ovvero l’elezione diretta del presidente del Consiglio, è “mettere in condizione i cittadini di decidere da chi farsi governare, ponendo fine alla stagione dei ribaltoni e degli inciuci”. A ribadirlo ancora una volta, in occasione di un convegno alla Camera dei deputati, è direttamente la presidente del Consiglio attuale, Giorgia Meloni, che prende ad esempio la legislatura passata, in…
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Premierato, la campagna di Meloni per arrivare là dove tutti hanno fallito Quando il commesso della Camera annuncia l’ingresso del presidente, la platea della Sala della Regina si alza (quasi) tutta in piedi; ma non per rendere omaggio al presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, come da prassi. Bensì per accogliere e salutare il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, a cui da protocollo non è normalmente tributato questo onore.
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Premierato, cosa prevede “la madre di tutte le riforme” Il ddl è sbarcato al Senato dopo 6 mesi in commissione Affari costituzionali. Punto per tutto, in cosa (e come) cambierebbe il nostro ordinamento ROMA – Il ddl Premierato, considerato la ‘madre di tutte le Riforme’ da Giorgia Meloni, è sbarcato da poco in Aula del Senato dopo l’esame della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama durato circa sei mesi.
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Martedì scorso la conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito che le votazioni in aula sul ddl Calderoli per l'Autonomia differenziata inizieranno la terza settimana di questo mese, quindi approssimativamente attorno al 21. Ieri, con una decina di giorni di ritardo rispetto alla sua riforma “gemella”, al Senato è iniziata la discussione generale di ciò che per la premier Giorgia Meloni è imprescindibile, vale a dire l'introduzione dell'elezione diretta del presidente del Consiglio.
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Minuti per la lettura Valanga di emendamenti al Senato sul Premierato voluto da Meloni: le opposizioni ne presentano 3.000, Schlein: «Squallido baratto» È il grande giorno del premierato, «la madre di tutte le riforme». A mezzogiorno si viene a sapere che in aula, al Senato, sono 3.000 gli emendamenti al disegno di legge Casellati. Alleanza Verdi e sinistra deposita 1.400 modifiche, altre 1.300 arrivano dal Pd, mentre M5S ne presenta 180.
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La riforma del premierato promossa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata in Senato, suscitando non poche discussioni sui banchi dell’aula: il dibattito sarà lungo e acceso e sono quasi tremila gli emendamenti depositati in Aula dalle opposizioni. La proposta del governo mira a ridefinire il panorama politico nazionale, ponendo l'accento sul diretto coinvolgimento dei cittadini nella scelta del governo e sul ruolo delle istituzioni.
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L’ufficio studi del Senato non ha fatto sconti al ddl Casellati sul premierato elettivo. Con un linguaggio più paludato del consueto – la pressione sui dipendenti di Palazzo Madama è forte – il dossier preparato per l’approdo in Aula del testo, ne evidenzia tutti i “bachi” e i “buchi” a partire dal fatto che vengono taciuti una serie di elementi necessari, rimandandoli alla legge elettorale. La discussione generale sul testo riprenderà martedì alle 16 e l’auspicio è che anche nella maggioranza vengano letti questi rilievi.
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"Con il referendum parola agli italiani. Perché la Costituzione non è mia, la Costituzione è di tutti e prima di tutti del popolo italiano. La personalizzazione è un errore. Questa riforma non riguarda la sottoscritta o il presidente Mattarella. Riguarda un altro mondo, un futuro ipotetico. Per questo vale la pena discutere invece di personalizzare sempre tutto. Io non ho avuto problemi a votare il taglio dei…
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Non si può davvero contestare la legittimità del tentativo che l’attuale maggioranza e la premier Giorgia Meloni stanno facendo per cambiare la seconda parte della Costituzione, quella che fissa le regole di funzionamento del nostro sistema democratico. Le accuse di autoritarismo si sprecano.Eppure nei passati quarant’anni ci hanno provato, in vari modi, il socialista Craxi, il liberale Bozzi e il democristiano De Mita, la comunista Iotti e il post-comunista D’Alema, Berlusconi, Bossi e Fini, così come il…
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"Bisogna salvaguardare gli organi di garanzia, a partire dalla funzione di arbitro super partes del capo dello Stato. Ed è esattamente quello che fa questa riforma" del premierato: «è stata una scelta lasciare inalterati i poteri fondamentali del presidente della Repubblica». Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al convengo «La Costituzione di tutti. Dialogo sul premierato», organizzato alla…
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