La bici corre, frena, l’ordine è pronto, si riparte, ma il semaforo è rosso. E il tempo scorre. A destinazione, il cliente non ha indicato la scala e il nome sul citofono. Così partono le telefonate per capire chi ha ordinato una pizza, una porzione di patatine fritte e un’aranciata. Questa è la giornata tipo dei rider, che sfrecciano nelle strade delle città, anche a Piacenza. Dopo che la procura di Milano l’ha sottoposta a controllo giudiziario per caporalato, i riflettori sono tutti puntati su quei cubotti…
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Si ritrovano sotto i portici di corso Cavour, all’angolo delle ore o ai lati di corso Italia. Incollati ai sellini delle loro bici elettriche e il più possibile vicini alle attività di ristorazione, bardati con guanti, cappuccio e scaldacollo. Ogni tanto si scambiano qualche parola, ma il tempo lo trascorrono di più al telefono, fissando la mappa di Novara e pronti a cliccare sull’ordine al primo…
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Disposto in via d'urgenza, dal pubblico ministero di Milano Paolo Storari, il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso Glovo. Secondo l'accusa ai rider, oltre 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà", in particolare "inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva", somma che "sicuramente non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una…
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L’accusa è di quelle pesanti, che possono distruggere reputazione e immagine di un marchio aziendale di portata internazionale. La Procura di Milano ha disposto d’urgenza il controllo giudiziario di Foodinho, la società a capo del colosso spagnolo delle consegne Glovo. E’ accusata di caporalato, ossia di sfruttamento dei 40.000 rider che operano sul territorio italiano, di cui 2.000 nella sola Milano.
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Questi sono i nostri figli. Ragazzi e ragazze che in questo odierno deserto di opportunità, lavoro dignitoso e ascensore sociale funzionante, diventano i nuovi schiavi, circuìti dalla politica tossica del governo che spaccia la precarietà per modernità e lo sfruttamento per libertà digitale, spesso attraverso spot discutibili. Un meccanismo ignobile in cui sono finiti, i nostri figli, ma anche quegli immigrati che si vogliono delinquenti e…
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In che modo vengono tutelati i rider e gli altri lavoratori su piattaforma? Entro il 2026 deve essere recepita la nuova direttiva UE per il miglioramento delle condizioni di lavoro In questi giorni le notizie di cronaca hanno riportato all’attenzione il tema del “lavoro su piattaforma”, una definizione che inquadra lavoratori e lavoratrici che svolgono la propria attività tramite piattaforme digitali gestite tramite algoritmi.
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L'inchiesta per caporalato su Foodinho, la società di delivery controllata dal gruppo Glovo è solo l'ultima in ordine di tempo. Fenomeno - o moda - esploso dopo la pandemia quello delle consegne a domicilio è un mondo di sfruttamento e algoritmi. E se 5 anni fa attirava studenti universitari disposti a pedalare per qualche solo in più, oggi i rider sono stranieri disposti ad accettare qualche soldo in meno.
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Intervenire contro lo sfruttamento del lavoro dei rider, tema tornato sotto i riflettori dopo la decisione della Procura di Milano sul colosso Glovo. Il decreto di recepimento della direttiva sulla trasparenza dei salari e il superamento del gender gap? Un’occasione persa. Ne parla la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David. Con la decisione sul controllo giudiziario di Foodi…
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“Le indagini della magistratura milanese su Glovo avallano le storiche rivendicazioni di Nidil Cgil sulla natura subordinata del lavoro dei rider e sulla necessità di paghe eque che includano anche i tempi di attesa”. Il NIdiL Cgil Padova accoglie con estrema soddisfazione l’attività della Procura meneghina, un’iniziativa che assume un valore nazionale poiché coinvolge la sede legale dell’azienda e, di conseguenza, l’intera rete di lavoratori in Italia
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Hanno perso il lavoro o ne hanno uno sotto-pagato, o ancora sono andati in pensione ma non riescono ad arrivare alla fine del mese. Tra i trentamila rider che ogni giorno sfrecciano sulle strade delle nostre città, per consegnare pasti a domicilio per pochi euro a consegna, non ci solo giovani stranieri in condizioni di difficoltà estrema magari arrivati da poco in Italia. Ci sono anche tante persone di mezza età, in genere italiane, più raramente immigrati di lungo corso…
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True Mario Giordano Gli ultrà dell’accoglienza si svegliano: i disperati fan comodo agli sfruttatori Imagoeconomica L’inchiesta su Glovo fa commuovere i progressisti. Ma è proprio l’immigrazione di massa, da loro celebrata, ad aver rimpolpato l’esercito di poveri da sottopagare e accelerato l’erosione dei diritti di tutti i lavoratori.Ora vi indignate? Davvero? Vi sentite in colpa per il sushi a domicilio? Per il chicken burger king mangiato sul divano guardando la tv? Vi…
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Sono fuggito dallo sfruttamento in Pakistan per ritrovarmi sfruttato a Torino Farid, 22 anni, indica lo schermo del suo cellulare. Dalle 11.30 alle 15.30 ha totalizzato meno di 12 euro. Sciarpa fino agli occhi, berretto pesante, zaino giallo con il logo “Glovo”, bici elettrica equipaggiata con protezioni per tenere le mani al caldo, questo giovane rider aspetta davanti al McDonald’s di piazza …
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«Sono fuggito dallo sfruttamento in Pakistan per ritrovarmi sfruttato a Torino». Farid, 22 anni, indica lo schermo del suo cellulare. Dalle 11.30 alle 15.30 ha totalizzato meno di 12 euro. Sciarpa fino agli occhi, berretto pesante, zaino giallo con il logo “Glovo”, bici elettrica equipaggiata con protezioni per tenere le mani al caldo, questo giovane rider aspetta davanti al McDonald’s di piazza …
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Ne dicono tante. Cose da non crederci. Anzi sì, è una conseguenza delle conseguenze. Anche questa è Milano, e quindi? Quindi i rider, questi nuovi schiavi adesso «certificati» da un’inchiesta giudiziaria — lo sapevamo tutti, ma dov’eravamo? — intanto ci dicono che vengono da fuori. Sempre di più. Emilia. Piemonte. O dalla Lombardia di Bergamo, Lecco, dei paesi della provincia di Varese. In fondo costa meno…
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La favola del «lavoretto» utile per «arrotondare» le entrate degli studenti è tramontata da un pezzo. Quello del rider è un lavoro che serve a produrre redditi che poi, frazionati, mantengono famiglie in almeno tre continenti. È pressoché impossibile quantificare con precisione la popolazione milanese dei ciclofattorini, perché le piattaforme digitali che li governano sembrano molto gelose dei propri dati.
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Zulqarnain Haider lavora dalle 10 alle 12 ore al giorno. Quando non corre da un campanello all’altro, il rider di 33 anni cerca un bagno, una sedia per riposarsi e una ciclofficina per gonfiare le gomme della sua bicicletta. Tutto quello che manca alla maggior parte dei suoi colleghi in Italia. Spesso i ristoranti – a partire dalle multinazionali del fast food – non permettono ai ciclofattorini di accedere ai bagni, mentre le piattaforme per la prenotazione delle consegne li…
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ROMA-MILANO. Lavorano anche 10 ore al giorno se non di più con paghe da fame, ormai è risaputo dopo che la Procura di Milano ha commissariato Glovo. Sono soprattutto maschi, per lo più under 40, in larga parte immigrati, condizione che li rende certamente più vulnerabili dal punto di vista contrattuale e sociale. Di vivere in un costante stato di bisogno numerosi ciclofattorini lo hanno dichiarat…
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Il caso “Glovo” scoppiato a Milano fa da apripista sul mondo sottopagato dei rider. Quei 2.50 euro l’ora, senza alcuna tutela assicurativa, quel frenetico andi e rivieni sulle due ruote per consegnare pizze o hamburger sono confermati anche da NIdil Piacenza, la categoria della Cgil che segue le nuove identità sul lavoro. Il sindacalista Gennaro Del Core fa una stima a spanne di duecento ciclofattorini nel Piacentino, concentrati su Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni, che operano per Glovo…
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La paga “non è sufficiente”, neanche per pagare “l’affitto di 200 euro al mese” per vivere in un appartamento in condivisione con altri rider. “Non ho mai pause, lavoro sette giorni su sette”, ha spiegato un altro ciclofattorino ai carabinieri, che hanno raccolto le decine di testimonianze alla base del provvedimento con cui il pm di Milano, Paolo Storari, ha disposto il controllo giudiziario per Foodinho, la società del colosso del delivery…
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ROMA – “Cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente…”, cantava il grande Franco Battiato conquistando vecchi, giovani e bambini. Oggi il panorama è assai diverso. Partiamo dall’inchiesta avviata dalla procura di Milano sui ‘poveri’ riders sfruttati dal colosso spagnolo Glovo. La stragrande maggioranza di chi sfreccia per le strade per recapitare subito qualcosa a chi se ne sta stravaccato sul divano riceve una paga da fame: “Ci danno due euro e mezzo a consegna entro i 3…
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Foodinho, la società che gestisce il marchio Glovo in Italia, accusata di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro L'indagine della Procura di Milano ipotizza un sistema di caporalato algoritmico che coinvolgerebbe circa 40.000 rider su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento mira a normalizzare le condizioni lavorative dei fattorini, garantendo il rispetto dei minimi tabellari e delle tutele…
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Le piattaforme dei rider che ci consegnano il cibo a domicilio (nello specifico, questa volta tocca a Glovo) sono di nuovo sotto accusa. Di più, in realtà sono sotto indagine, il che significa che le accuse generiche si sono trasformate in una inchiesta giudiziaria, che per ora ha portato al commissariamento dell’azienda, tra le principali a cui ci rivolgiamo quando abbiamo voglia di mangiare qualcosa comodamente a casa.
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Sui rider l’Europa c’è, in netto anticipo rispetto agli Stati membri. Elisabetta Gualmini considera “positiva” l’inchiesta della procura di Milano contro Glovo, accusata di sfruttare 40mila rider che, secondo il pm Paolo Storari, dovrebbero essere trattati come dipendenti della piattaforma di consegna a domicilio. “Ci aiuta a tenere alta l’attenzio…
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Gli chiamano i nuovi schiavi: in effetti, a vederli girare per le strade di città anche nelle giornate di maltempo estremo, qualche domanda sulle loro condizioni di lavoro viene da porsela. Quando poi, come nel caso della Procura di Milano che ha avviata un'inchiesta in grande stile, se si scoperchia il calderone vengono fuori storie incredibili, come quelle riportate dal Corriere della Sera nelle sue pagine di cronaca meneghina, che riprendono i verbali registrati dai Carabinieri che hanno ascoltato diversi rider…
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Caporalato. Di questo sono indagati Foodinho, la società italiana che gestisce il servizio di consegne a domicilio Glovo, e il suo amministratore unico, lo spagnolo Oscar Pierre. La società è stata sottoposta dalla procura di Milano a controllo giudiziario: una misura più tenue rispetto all’amministrazione giudiziaria, in quanto a differenza di quest’ultima non prevede l’estromissione dei vertici di un’azienda, ma solo il loro affiancamento da parte di funzionari incaricati di correggerne le pratiche illecite.
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Retribuzioni inferiori ai compensi minimi previsti dai contratti di categoria e sotto la soglia della povertà, nel 75% dei casi monitorati. Reclutamento di lavoratori in stato di bisogno, in prevalenza stranieri. Sfruttamento della manodopera, un popolo di sommersi pagati 5 euro l’ora. Pause brevi. Orari lunghi e spalmati anche sette giorni su sette. Costi e rischi legati all’uso della bicicletta integralmente a carico dei rider, dalla manutenzione alle cadute e agli incidenti, dai…
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Il nome è di fantasia - rider di Glovo in una piccola città. Akim è italiano, ha da poco ottenuto la cittadinanza, dopo una vita passata da straniero, nato in Italia da genitori immigrati. Akim ha una laurea in lettere, una moglie e due figli. Una vita felice, un passato a provare mille lavori diversi…
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Arrivano da Pakistan, Bangladesh, Nigeria, hanno permessi di soggiorno in bilico, alloggi di fortuna, famiglie a cui tentare di mandare qualche quattrino in patria. Ed è forse la prima volta che qualcuno (in questo caso i carabinieri mandati dalla Procura) li ascolta: 41 deposizioni di ciclofattorini Glovo, che, combinate allo studio dell’architettura informatica della…
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– Ci sono poltrone e tavolini, un punto cottura e la macchina del caffè, le postazioni per ricaricare le bici elettriche e gli scaffali per riporre i contenitori di cibo e merci. Casa Rider, nel centro di Firenze, è il risultato di progetto promosso dalla Cgil Firenze in partenariato con altre associazioni (Cat, Nosotras, L’Altrodiritto, Oxfam) e col sostegno del Comune. Obiettivo: offrire un punto d’appoggio ai tanti lavoratori che consegnano cibo e merci a…
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L’indagine della procura di Milano che ha messo sotto controllo giudiziario la società che possiede Glovo, ovvero una delle aziende che gestisce i rider che consegnano il cibo a domicilio. Le tensioni interne alla Rai, con la decisione dei giornalisti di ritirare la propria firma da servizi, cronache e collegamenti sulle Olimpiadi, come protesta contro il direttore di RaiSport Paolo Petrecca, già sfiduciato due volte e autore della discussa telecronaca della cerimonia di apertura dei…
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Quanto vale il mercato delle consegne a domicilio di alimentari in Italia?Se mettiamo assieme ristoranti, supermercati e negozi specializzati si arriva a un valore delle consegne di 4,9 miliardi l’anno, in aumento del 7%. I dati riguardano il 2025 rispetto al 2024 e sono dell’osservatorio eCommerce B2C Netcomm della scuola di management del Politecnico di Milano. Fa notare la direttrice Valentina Pontiggia: «Gli operatori del settore si stanno riducendo perché più ordini hai, più…
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“Accogliamo con favore quanto affermato dal Ministero del Lavoro in risposta all’interrogazione parlamentare sul settore del food delivery. Il contrasto al lavoro sommerso, al caporalato e allo sfruttamento è una priorità che amo pienamente. È fondamentale distinguere con chiarezza tra lavoro autonomo genuino, regolato da accordi collettivi, e pratiche illegali come il subappalto degli account o l’intermediazione illecita.
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Portare le cure odontoiatriche a casa dei pazienti fragili, parzialmente dipendenti o non autosufficienti in assistenza domiciliare. Questo è l’obiettivo del progetto “Sorrisi a domicilio”, iniziativa di odontoiatria sociale attiva nel distretto socio sanitario 5 di Martina Franca e Crispiano, rivolta ai pazienti “special…
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