Nei primi anni ‘70 del secolo scorso Torino era definita “la città laboratorio” del terrorismo con le Br infiltrate in fabbrica, il lancio dei bulloni sui capi squadra, le violenze ai cancelli, i comunicati affissi in officina per invitare alla guerra di classe. Nelle università andava per la maggiore il gesto di simulare la P38 con l’indice della mano destra proteso verso il nemico e il pollice alzato.
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