L'Europa, fanalino di coda sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, ha accumulato un ritardo tale da rischiare il danneggiamento del tessuto produttivo. Le aziende innovative come Meta, poi, lamentano un eccesso di regolamentazione e di frammentazione delle autorità di controllo europee. Sono alcuni degli aspetti evidenziati dall’evento ‘Italia, Europa e Stati Uniti: l’innovazione al centro del dialogo transatlantico’ a cui hanno partecipato Markus Reinisch, vicepresidente Public Policy…
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“Gli europei stanno diventando cittadini di seconda classe in termini di disponibilità di tecnologia. E non si tratta solo dei prodotti di Meta, ma anche di quelli dei nostri concorrenti come Google e OpenAI, dove alcuni modelli, alcuni prodotti, semplicemente non vengono lanciati contemporaneamente, non nella stessa forma sul mercato europeo", lo dichiara Markus Reinisch, vicepresidente Public Policy Europe di Meta, a margine dell’evento ‘Italia, Europa e…
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(Adnkronos) – “Gli europei stanno diventando cittadini di seconda classe in termini di disponibilità di tecnologia. E non si tratta solo dei prodotti di Meta, ma anche di quelli dei nostri concorrenti come Google e OpenAI: alcuni modelli, alcuni prodotti, semplicemente non vengono lanciati contemporaneamente, non nella stessa forma sul mercato europeo, il che, a mio avviso, rappresenta una perdita enorme, visti i guadagni di produttività derivanti da queste nuove tecnologie e che…
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«I regolamenti Ue stanno danneggiando lo sviluppo dell'IA. L'Europa rischia di rimanere indietro». Non usa mezzi termini Markus Reinisch, dal 2018 vicepresidente per le Politiche pubbliche di Meta in Europa. Da ieri, la società di Mark Zuckerberg addestra il suo modello di intelligenza artificiale con i dati degli utenti europei. L'azienda sta infatti puntando moltissimo nella corsa al nuovo El Dorado tecnologico dell'IA, per competere con altre realtà americane e cinesi, prime fra…
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Il passaggio che sancisce che nessuno di noi può ormai disporre della propria libertà di gestione dei dati è per chi, ad esempio, non ha mai utilizzato Meta Il diritto che non vengano usati i propri dati personali per addestrare nuovi modelli di intelligenza artificiale da Meta? Lo decidono/scelgono loro. Tutto avviene assai celermente attraverso la ricezione di una mail di risposta da Meta alla tua richiesta effettuata in un apposito modulo/format in…
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Meta, basti pensare al famigerato «tasto» inserito in Whatsapp, sta puntando sempre di più sull’intelligenza artificiale. A partire dal 27 maggio, cioè da martedì, il colosso di Mark Zuckerberg utilizzerà tutti i contenuti pubblici di Facebook e Instagram per allenare i suoi modelli di AI. Nello specifico, la mossa riguarderà i post, i commenti, i like, le foto e in generale tutte le interazioni degli utenti con la piattaforma.
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