È arrivata l'ora del de profundis per i programmi DEI (diversità, uguaglianza, inclusione) di Meta. Come ormai noto, l’azienda di Mark Zuckeberg proprietà tra le altre cose di Facebook, Instagram e Whatsapp ha fatto sapere ai suoi dipendenti che interromperà con effetto immediato i progetti ultra-woke nelle procedure di assunzione, nella formazione e nella selezione dei fornitori. Un segnale forte, un riposizionamento legato indissolubilmente alla vittoria di…
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L'azienda ha posto fine, inoltre, all'approccio 'diverse slate' per le assunzioni Meta Platforms Inc., società madre di Facebook e Instagram, si sta sbarazzando del suo programma di diversità, equità e inclusione, seguendo l’esempio di altre aziende come John Deere e Walmart. Lo ha confermato un portavoce dell’azienda. La mossa, riportata per la prima volta da Axios, arriva sulla scia della decisione del gigante dei social media di porre fine al suo programma di fact-checking e di ridurre le politiche…
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Il presidente degli Stati Uniti ha detto che “la verità conta” e “il fatto che arrivino dei miliardari e decidono che non conta più è vergognoso”. Intanto il governo brasiliano, di fronte "all'assenza trasparenza da parte" della società che controlla Facebook e Instagram, "ha inviato una notifica extragiudiziale" che impone alla compagnia statunitense di "chiarire entro 72 ore in che modo la fine al sistema di controllo dei contenuti falsi sui social media…
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Le informazioni contenute nel meme sono false e ironizzano sulla scelta di Meta di interrompere il programma di verifica dei fatti «Bannatemi». Così l’attore statunitense Wilson Cruz sfida il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg in seguito alla decisione di Meta di terminare il proprio programma di fact checking negli Usa. Noto principalmente per il suo ruolo nella serie Star Trek: Discovery, Cruz pubblica il commento su Instagram, a corredo…
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"Dire la verità è importante". E "l'idea che miliardari" possano dire "da questo momento non dobbiamo controllare nulla, penso sia davvero vergognoso". Il presidente americano Joe Biden ha commentato così nelle scorse ore con i giornalisti la decisione di Meta, "l'idea di allontanarsi dal fact checking". Meta, la svolta che strizza l'occhio a Trump Come annunciato nei giorni scorsi dal numero uno Meta, Mark Zuckerberg, Facebook e Instagram dicono quindi…
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Corrado Ocone 10 gennaio 2025 Come un novello Paolo di Tarso, anche Mark Zuckerberg è stato folgorato per strada. Questa volta quella che conduce a Mar-a-Lago. Non solo ha annunciato la chiusura del sistema di “moderazione” che aveva introdotto su Facebook qualche anno fa, ma ha ritenuto opportuno argomentare la sua scelta con un video in cui ha fatto ampio uso di quegli argomenti liberali a cui era stato finora insensibile.
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Facciamo il Puente della situazione. Mark Zuckerberg ha detto che vuole allargare la libertà di espressione sui suoi social, Facebook e Instagram. In particolare ha detto che cancellerà il fact-checking, ossia la verifica dei fatti e delle fonti, perché il sistema è fallato, troppo politicamente «orientato» (sinonimo: «fazioso»). Insomma, ha scelto di cancellare i cancellatori. Puente e a capo. Bene.
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Negli ultimi giorni, le ricerche su Google relative alla cancellazione e al disiscrizione da Facebook, Instagram e Threads sono aumentate esponenzialmente negli Stati Uniti. Questo fenomeno segue l'annuncio di Mark Zuckerberg, CEO di Meta, di porre fine al sistema di fact-checking di terze parti e di allentare le politiche di moderazione dei contenuti. La decisione di Meta ha scatenato un'ondata di reazioni negative tra gli utenti, che…
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Meta abbandona il fact checking o quasi. Musk su X l'ha già fatto. Il liberi tutti sostenuto dal nuovo presidente Usa Donald Trump per i contenuti social viene in realtà da lontano, dall'anima sregolata delle big tech e ci porteranno in un nuovo scenario. Ecco come
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