La metropolitana di Brescia è senza conducenti, ma non significa che non ci siano operatori intenti a monitorare che tutto si svolga in sicurezza. Dodici solitamente quelli impegnati nel corretto svolgimento delle corse, mentre sei quelli precettati nei giorni di sciopero con le fasce di garanzia. Venerdì 8 novembre le fasce non c’erano, ma Brescia Mobilità era comunque autorizzata a precettare il 30% della forza lavoro per garantire un servizio minimo.
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Ha ragione de Bortoli: i primi che avrebbero diritto di rivoltarsi, in questo Paese, sono i milioni di cittadini costretti a subire gli effetti dei continui scioperi selvaggi del trasporto pubblico. La logica dello sciopero è di infliggere un danno economico e di reputazione al datore di lavoro (in questo caso il governo), mentre così si finisce per rafforzarlo. So bene che in un mondo ideale dovrebbe scattare la solidarietà tra utenti e manifestanti, ma nel mondo reale (quello, per intenderci, dove vincono i Trump) ciascuno finisce per mettere davanti i propri…
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