Uno studio dell'Università del Maryland ha registrato un aumento di infezioni e decessi tra i felini domestici; attenzione al latte crudo e ai cibi in scatola ascolta articolo Il virus H5N1, noto come influenza aviaria, continua a essere al centro delle preoccupazioni del mondo scientifico. Questa volta, l'allarme è sul contagio altamente mortale che può colpire i gatti. Il 67% dei felini colpiti dal virus, infatti, non sopravvive.
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Il virus dell’influenza aviaria ora colpisce anche i gatti domestici. E duramente, al punto da provocarne la morte nel 67% dei casi. Lo testimonia uno studio condotto da Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis, ricercatori alla la Scuola di Salute pubblica e il Dipartimento di Medicina dell'Università del Maryland. I due scienziati statunitensi hanno analizzato la diffusione delle infe…
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Prima che l’influenza aviaria colpisse allevamenti di bovini da latte negli Usa innescando un’allerta anche nel resto del mondo, il virus H5N1 era stato già rilevato in alcuni mammiferi compresi i gatti. Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis, ricercatori presso la Scuola di Salute Pubblica e il Dipartimento di Medicina dell’Università del Maryland, in uno studio pubblicato su MedrXiv che quindi non è stato revisionato, hanno raccolto i dati…
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Il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (highly pathogenic avian influenza) A(H5N1) sta suscitando un certo allarme per diverse ragioni, fra cui lo spiccato neurotropismo, ossia la tendenza del virus a concentrarsi soprattutto all’interno del tessuto nervoso, e la sua conseguente capacità di causare danni neurologici in numerose specie di uccelli e di mammiferi sia domestici che selvatici.
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L'influenza aviaria, una volta confinata principalmente agli uccelli, sta ora mostrando una capacità inquietante di adattarsi e diffondersi tra nuove specie. Recenti sviluppi hanno rivelato che il virus non solo ha infettato mucche da latte negli Stati Uniti, ma ha anche colpito gatti domestici, cani e, sorprendentemente, topi. Questa evoluzione del virus ha sollevato preoccupazioni significative tra gli esperti di salute pubblica e veterinaria.
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Il virus H5N1, meglio noto come influenza aviaria, preoccupa il mondo scientifico, in particolare quello dei veterinari. L'attenzione è rivolta da mesi sul contagio altamente mortale che può colpire i gatti. Un recente studio, pubblicato lo scorso maggio, dell'Università del Maryland, condotto dai ricercatori Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis, ha rivelato che il 67 per cento dei gatti contagiati non…
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L'influenza aviaria, conosciuta scientificamente come H5N1, sta sollevando crescenti preoccupazioni nel mondo scientifico per la sua capacità di infettare e uccidere i gatti domestici. Un recente studio dell'Università del Maryland, condotto dai ricercatori Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis, ha rivelato che il 67% dei gatti contagiati non sopravvive, segnando un allarmante aumento delle segnalazioni a partire dal 2023.
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L’influenza aviaria H5N1, già nota per la sua pericolosità per pollame e uccelli selvatici, rappresenta una minaccia in aumento anche per i gatti domestici. Un recente studio condotto da ricercatori dell’Università del Maryland ha rilevato un preoccupante incremento dei casi di contagio nei felini, con un tasso di mortalità del 67%. Nuovo studio sull'influenza aviaria, i pericoli per i gatti Le precauzioni da adottare La possibile…
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L'attuale epidemia di influenza aviaria sta prendendo pieghe inaspettate. Ha fatto molto preoccupare la scoperta del virus nel latte delle mucche infette, il che ha portato l'Oms a consigliare di non bere o utilizzare il latte crudo. Ora le ultime ricerche ci dicono che i gatti sono più soggetti al virus rispetto ai cani, ma anche che c'è un nuovo mammifero, storicamente considerato un serbatoio di patogeni, che questa nuova forma di aviaria sembra…
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MeteoWeb Nel corso del 2023, il mondo ha assistito a un drastico aumento delle infezioni da virus dell’influenza aviaria H5N1 tra i gatti domestici, con conseguenze devastanti: una mortalità impressionante del 67%. Questo fenomeno preoccupante è stato documentato in uno studio condotto da Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis dell’Università del Maryland, i quali hanno analizzato le tendenze degli ultimi vent’anni.
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A partire dal 2023 c'è stato un "drastico aumento" di infezioni da virus dell'influenza aviaria H5N1 nei gatti domestici, per i quali ha una mortalità elevatissima: 67%. Secondo gli esperti il boom di casi è legato alla predazione di uccelli e altri animali infetti. Come proteggere i piccoli felini e ridurre il rischio di trasmissione all'uomo.
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Fatta eccezione per la nicchia degli addetti ai lavori, abbiamo scoperto la sua esistenza nel 2003, quando per la prima volta ha scatenato un allarme a livello globale. Ma anche adesso, dopo più di due decenni, periodicamente torniamo a sentirne parlare nei media, con toni più o meno preoccupati. Stiamo parlando dell’influenza aviaria, un’altra delle zoonosi con cui dobbiamo imparare a convivere. Cos’è l’influenza aviaria Si parla di influenza aviaria per riferirsi a vari sottotipi di virus influenzali di tipo A che contagiano pressoché…
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"L'influenza aviaria H5N1 è una minaccia zoonotica globale che continua a destare preoccupazione per la salute pubblica. Con la sua capacità di causare focolai significativi tra gli uccelli e il potenziale di trasmissione agli esseri umani, richiede una vigilanza costante e un'efficace risposta coordinata". Lo sottolinea l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, fra gli autori dello studio italiano "H5N1 bird flu: Tracking outbreaks with real-time epidemiological…
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Aviaria, attenzione al latte crudo Studio dimostra il possibile contagio negli allevamenti Un’epidemia di aviaria potrebbe esplodere attraverso un contagio guidato dal consumo di latte crudo. Lo rivela uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team dell’Università del Minnesota. Lo studio ha dimostrato che nei topi nutriti con latte di mucche infette da H5N1 si manifestano gravi sintomi legati all’influenza aviaria.
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Insieme al prof Giovanni Rezza abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza sui recenti casi umani di influenza aviaria registrati prima negli Stati Uniti, in Messico e poi ancora in Australia e India. Non si tratta di uno scenario inaspettato: ciò che fa più riflettere sono le infezioni in cui non è chiaro il contatto dell’individuo contagiato con un animale infetto. Intervista al Prof. Giovanni Rezza Docente di…
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Di Antonio Scalari «Per decenni lo avevano visto avvicinarsi, come un puntino scuro all’orizzonte». Lo scrittore di scienza David Quammen descrive così nel suo ultimo saggio, Senza respiro, l’arrivo della pandemia di Covid-19. Gli esperti lo avevano visto, non era stata una sorpresa. Non si sapeva quanto ci avrebbe messo quel puntino ad arrivare. Ma si sapeva che prima o poi lo avrebbe fatto. Le pandemie, ormai lo sappiamo – si tratti di virus dell’influenza, di coronavirus, o possibili altri…
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Il parere degli esperti La variante A/H5N1 dell'influenza aviaria è diventata "una pandemia animale zoonotica globale". Lo scorso mese mucche e capre si sono aggiunte all'elenco delle specie colpite, un'evoluzione ritenuta dagli esperti sorprendente perché non si riteneva che queste specie fossero suscettibili a questo tipo di influenza. E ora il rischio che questo virus possa propagarsi fino all'uomo "resta una grande preoccupazione", come dichiarato da Jeremy Farrar, Chief Scientist…
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Sono ben cinque gli stati americani che hanno fatto causa a Pfizer per il suo vaccino Covid. Oltre ai già citati Texas e Kansas, si sono aggiunti Louisiana, Mississippi e Utah. Le critiche che vengono mosse, anche se ancora è difficile ancora andare nello specifico, sono le stesse: aver nascosto effetti avversi come miocardite, pericardite, complicazioni durante la gravidanza e morti improvvise…
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