L'economia italiana evidenzia nei primi mesi del 2026 una "confortante dinamicità", confermata dalla solida crescita del PIL e dei consumi, ma il prolungarsi della guerra in Medioriente ed i suoi effetti sull'energia rendono "più complessa la lettura del quadro congiunturale e degli sviluppi nel breve periodo", che al momento si notano solo su un aumento dell'inflazione. E' quanto emerge dalla congiuntura flash di Confcommercio
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Per le imprese italiane si prospettano bollette salatissime. Se la guerra in Medioriente dovesse durare abbastanza da portare la media del prezzo del petrolio a 140 dollari, le aziende pagherebbero 21 miliardi in più e l’incidenza dei costi energetici salirebbe di 2,7 punti percentuali, dal 4,9% al 7,6%. Praticamente quasi lo stesso livello dei costi speriomentati dopo l’inizio del conflitto in Ucraina
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ROMA (MF-NW)--Quest'anno i costi energetici per le imprese in Italia potrebbero lievitare di 21 miliardi di euro, in diversi scenari per la guerra in Iran. Lo stima il Centro Studi di Confindustria applicando i rincari delle commodity energetiche alla struttura dei costi di produzione delle imprese. Per il 2026, nell'ipotesi che la guerra in Iran finisca a giugno (con un petrolio a 110 dollari in media annua), che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei Paesi del…
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La guerra in Iran entra nelle bollette delle imprese italiane. E il conto, secondo il Centro studi di Confindustria, rischia di essere salatissimo: fino a 21 miliardi di euro in più rispetto al 2025, su livelli che la stessa associazione degli industriali definisce «non sostenibili». È quanto emerge da una prima indagine condotta ascoltando direttamente gli imprenditori sugli impatti del conflitto sull'industria nazionale.
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Oltre tre milioni di euro alla settimana: tanto sta costando la guerra in Iran e in Libano alle 84 mila imprese attive nel Padovano. Numeri certificati dall'ufficio studi della Cna Padova-Rovigo: di fatto una tassa di guerra. Non è il primo campanello d'allarme lanciato dalla Cna, ma nelle ultime settimane si è aggiunto un ulteriore segnale di preoccupazione. Autotrasporto e manifattura i settori che in questo momento sono maggiormente in sofferenza, ma è…
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L’effetto della guerra in Iran sull’economia italiana non è più solo una previsione: è già visibile nei dati. Se la guerra in Medioriente si dovesse protrarre per tutto il 2026, con un petrolio a 140 dollari in media annua, le imprese pagherebbero 21 miliardi in più e l’incidenza dei costi energetici salirebbe di 2,7 punti percentuali (dal 4,9% al 7,6%). «In questo caso, si arriverebbe intorno ai livelli critici già…
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"Nell'ipotesi che la guerra in Iran finisca a giugno (con un petrolio a 110 dollari in media annua), che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei paesi del Golfo rimanga adeguata a sostenere l'offerta mondiale, le imprese manifatturiere italiane si ritroverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi di euro l'anno in più in bolletta rispetto al 2025". "Se invece la guerra si dovesse protrarre per tutto il 2026, con un petrolio a 140…
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MILANO – La guerra e le ripercussioni sul prezzo dell’energia rischiano di infliggere un colpo durissimo alle imprese italiane. È l’allarme che arriva dal Centro Studi di Confindustria nella sua “Congiuntura Flash”. "Nell'ipotesi che la guerra in Iran finisca a giugno (con un petrolio a 110 dollari in media annua), che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei…
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Al momento - scandito da una serie di segnali che tutti assieme preoccupano l'associazione di categoria. Il Centro studi di Confindustria registra i "primi impatti della guerra", tra "rincari dell'energia, calo di fiducia e aspettative, rialzo dei tassi sovrani". E' "peggiorato lo scenario", rilevano gli economisti di viale dell'Astronomia: "Il prezzo del petrolio è alto, nonostante la fragile tregua nella guerra in Medio…
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