I rendimenti die Treasury americani sono volati al massimi dal 2007, suggerendo una fase restrittiva della politica monetaria americana, di riflesso all'intensificarsi delle pressioni sui prezzi a causa dell'impennata del petrolio e del conflitto in Medioriente. UNa fase che coinciderebbe con la nuova era Warsh alla guida della Fed. Il rialzo dell'intera curva dei tassi Il rendimento del bond trentennale è volato ieri sino al 5,2%, il livello più alto dal 2007, nel pieno di un…
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I rendimenti sui Treasury a 30 anni salgono di cinque punti base al 5,18%, il livello più alto dal 2007. Il balzo è legato ai timori sulla corsa dell'inflazione che hanno innescato vendite sul mercato globale dei bond.
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La scorsa settimana i rendimenti obbligazionari sono saliti quasi per tutti bond presenti nei nostri portafogli: i titoli di Stato italiani a 10 anni hanno visto salire i tassi dello 0,23%, quelli americani dello 0,24%, mentre la Norvegia guida i rialzi con +0,26%. L'area euro nel suo complesso segna un più contenuto +0,06%. Stabili i bond cinesi. Sono segnali coerenti con un contesto in cui l'inflazione torna protagonista e le Banche centrali di tutto il mondo restano in guardia.
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Ondata di vendite sui titoli di Stato globali, mentre lo stallo sul conflitto in Iran spinge al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando le preoccupazioni sull’inflazione e aumentando le scommesse sul fatto che le banche centrali dovranno mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo. Sono gli effetti della nuova possibile escalation in Iran, preannunciata da Donald Trump se Teheran non troverà presto un accordo con gli Stati Uniti
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