La sostanza delle tariffe imposte da Donald Trump è caricaturale quasi quanto la coreografia che ha fatto da sfondo al loro annuncio due giorni fa. Le misure annunciate da Trump, avremmo detto un tempo, sono “gravi” – molto “gravi” – ma certo non “serie”. Lo evidenziano bene le modalità con cui sono state applicate indistintamente a tutte le bilance commerciali bilaterali, presumibilmente applicando una formula indistinta in cui i deficit statunitensi sono la variabile decisiva.
Leggi
Altri articoli:
Dopo aver definito l'Unione Europea un “parassita”, Donald Trump impone tariffe particolarmente elevate, anche sull'UE. I primi a soffrirne saranno i produttori europei di auto, acciaio e alluminio. Analizzando le conseguenze su investitori e consumatori, ci chiediamo anche: cosa sta succedendo nell'UE? Le accuse di Trump sono giustificate? E quali strumenti ha a disposizione l'Europa?
Leggi
Ebbene sì. Nel giardino delle rose della Casa Bianca Donald Trump ha portato al termine il suo cervellotico disegno di rivalersi sul mondo intero mediante l’apposizione di dazi sulle merci in ingresso negli Stati Uniti. Lo ha fatto con un discorso che lascia basiti: becero nello stile e mendace sul piano storico. Dopo aver bollato, nei giorni scorsi, la Comunità Europea come «parassita», il tycoon ha reiterato l’offesa definendo il Vecchio Continente come composto da ladri e volgari…
Leggi
Papetti: «Trump sembra ancora in campagna elettorale, ma i dazi sono una cosa da prendere sul serio»
Egregio direttore, la gestione è il mantenimento del patrimonio di una nazione è affidata alla responsabilità del proprio presidente. Ora Trump dice che gli europei hanno derubato per decenni gli USA. Ma i suoi predecessori dove erano quando noi derubavamo. Mi verrebbe da dire che di fatto erano nostri complici. E tra i precedenti presidenti c'era anche lo stesso Trump. Luigi Barbieri La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti Caro…
Leggi
Avevamo detto che, come Economy, avremmo provato a spiegare se ha avuto ragione Trump a sbandierare il suo tabellone nel giardino della Casa Bianca con dentro scritti a caratteri cubitali i dazi che, secondo lui, la sua “Great America” subirebbe dal resto del mondo sulle sue merci o se invece ha detto un’altra fake news (perché a sentire quelli che hanno perso contro di lui, non avrebbe fatto altro in due mesi di presidenza che snocciolare fake news).
Leggi
Bisogna dire la verità. Trump è uno straordinario intrattenitore. E anche l’operaio intervenuto nel giardino delle rose della Casa Bianca - presunta vittima della globalizzazione - sembrava un professionista. Per eloquio e postura. Un ipotetico cittadino di un altro pianeta, che fosse stato presente, avrebbe ricavato l’idea di un’America che giustamente si ribella a un mondo di ladri seriali. Trattati dal presidente come tali, se non peggio.
Leggi
Predetta da qualche anno, la morte della globalizzazione è stata annunciata ieri. I dazi di Donald Trump stabiliscono la fine del sogno, o dell’incubo, secondo i gusti, del grande mercato planetario, sebbene a me, che di economia so poco, la notizia pare fortemente esagerata. Intanto, più in generale, il mondo è globalizzato da quando l’Homo erectus dall’Africa emigrò in Asia e in Europa. Da lì in poi, tutto quanto di notevole l’umanità ha inventato e prodotto – dalle religioni alla ruota, dalla filosofia alle strade, dalle rotte marine alla pittura, dalla scrittura al vino…
Leggi
Forse potrebbe esserci almeno un aspetto positivo nei dazi di Donald Trump. Il presidente degli Usa, che non ha mai voluto riconoscere l’Ue come istituzione sovranazionale, l’ha di fatto legittimata imponendo le sue tariffe non ai singoli Stati ma a tutti, indiscriminatamente. E questo, per Bruxelles e per chi punta a un negoziato che tratti da posizioni meno deboli con l’America, è un elemento in teoria incoraggiante.
Leggi
Il contesto internazionale attuale è instabile e intricato, segnato da una marcata recrudescenza dell’unilateralismo e del protezionismo, mettendo l’ordine internazionale di fronte a gravi sfide. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite e tutti i Paesi chiedono di sostenere il multilateralismo e di rafforzare l’unità e la cooperazione. Purtroppo, alcuni Paesi hanno nuovamente impugnato il bastone dei dazi, lanciando una nuova serie di guerre commerciali contro i principali partner…
Leggi
