La Biennale d’arte di Venezia continua a custodire al proprio interno una contraddizione che oggi appare sempre più evidente. Da una parte sopravvive l’impianto storico dei padiglioni nazionali, eredità diretta delle Esposizioni universali ottocentesche e, sinteticamente, di un’arte di stato, nata per mostrare muscoli e prestigio; dall’altra, la mostra internazionale, affidata a curatori contemporanei, tende sempre più a costruire orizzonti transnazionali, post-identitari, fondati sulla…
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Approfondimenti:
I due presidenti chiacchierano dentro “Il fienile”, podcast ambientato in un pagliaio. «Ti abbiamo sbloccato un ricordo», dice Luca Zaia a Pietrangelo Buttafuoco, «veneziano di cuore e siciliano di sangue», che infatti confida: «Vengo dall’entroterra della Sicilia, da Agira e da Leonforte, in quel bel mezzo dove l’unico mare è il grano. Il mio primo ricordo è proprio l’asino con il grano: accompagno mio padre a bordo dell’Austin nella campagna, nel momento in cui viene sfrantumata la spiga e l’asino cammina».
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Piovono articoli e polemiche sulla Biennale di Venezia 2026. Pochissimi parlano del valore estetico esibito. Perlopiù, la discussione insiste sul rapporto tra arte e politica. Oggetto specifico del contendere è stata la presenza della Russia nei padiglioni della Biennale. Ora, che ci sia un rapporto per così dire in sé tra arte e politica è indiscutibile. Come ha scritto su questo giornale Aldo Cazzullo, è evidente che l’arte non è e non può essere «innocente» dal punto di vista politico.
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«È l’istituzione ridotta al rango di una fureria, dove pensi di poter comandare con i rutti». Però. Pietrangelo Buttafuoco, soave nei modi, non le manda a dire. E racconta in prima persona a Luca Zaia le vicende della Biennale degli ultimi mesi. Basta guardare la puntata del podcast Il Fienile lanciato dall’ex governatore veneto che sarà online oggi a mezzogiorno. La formula del podcast è nota, una…
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Non è mai facile orientarsi, in quegli ipertrofici luna park che sono ormai diventate da tempo immemorabile le Biennali di Venezia. Ma quest’anno, va detto, è come se il diavolo ci avesse messo lo zampino, costringendo gli artisti in Biennale a farsi un po’ da parte, un po’ più piccoli e insignificanti (e a volte un po’ goffamente infantili, nel loro neanche più granché spettacolare egocentrismo: senza spingersi neanche troppo in là, vogliamo parlare di una performer che si sbatacchia dentro una campana, o di un artista che…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 5' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La 61ª edizione della Biennale Arte di Venezia ha riacceso il dibattito sul rapporto tra arte, istituzioni e libertà di espressione. Quanto sono davvero autonome le istituzioni quando si tratta di scegliere chi rappresenta un paese sulla scena internazionale? Alcune vicende lontane geograficamente, ma sorprendentemente vicine nelle dinamiche che le hanno generate…
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«Loro pensano che tutto sia come quando a qualcuno gli dicono 'caccia via quel direttore' e quello poveretto lo caccia, o 'non fare non portare in scena quella ballerina' e la povera ballerina se ne deve andare. Ed è quella idea della istituzione ridotta al rango di una fureria dove tu pensi di poter comandare con i rutti. Ecco, tutto qua, è solo e soltanto questo», così Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale intervistato da Luca Zaia nel podcast 'Il…
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"Loro pensano che tutto sia come quando a qualcuno gli dicono 'caccia via quel direttore' e quello poveretto lo caccia, o 'non fare non portare in scena quella ballerina' e la povera ballerina se ne deve andare. Ed è quella idea della istituzione ridotta al rango di una fureria dove tu pensi di poter comandare con i rutti. Ecco, tutto qua, è solo e soltanto questo", così Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale intervistato da Luca Zaia nel…
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È un’espressione felice, perché restituisce la natura autentica della Biennale: non un sistema compatto, non una costruzione ideologica ordinata attorno a un unico paradigma, ma una tensione tra energie differenti che convivono, si confrontano, talvolta si contraddicono Caro Direttore, ho letto con grande interesse sia l’intervento di padre Antonio Spadaro sia la riflessione di Pietrangelo Buttafuoco sulla Biennale di Venezia come «campo di forze».
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Il paradosso della polemica che sta investendo La Biennale di Venezia nasce tutto qui. Perché Buttafuoco non è stato scelto per essere un funzionario disciplinato, un burocrate senz’anima o un amministratore muto. È stato scelto esattamente per ciò che è sempre stato: un intellettuale libero, imprevedibile, anticonformista, capace di muoversi fuori dagli schemi e dalle liturgie ideologiche. Eppure oggi una parte di quel mondo politico che lo aveva voluto sembra scandalizzarsi proprio davanti alla sua autonomia.
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Conosco Pietrangelo Buttafuoco da molti decenni e so che è un siciliano tutto d’un pezzo, che difende il proprio modo di pensare anche contro chi vorrebbe che fosse obbediente. Chi l’ha nominato presidente della Fondazione culturale “Biennale di Venezia” ha compiuto un atto coraggioso, sapendo che la persona non è manipolabile. Padiglione russo alla Biennale: perché la cultura è universale e va oltre la politica Tutto questo scalpore in ordine all’apertura del padiglione russo è decisamente fuori luogo perché si tratta di un comportamento…
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Questo articolo sulla Biennale di Venezia è pubblicato sul numero 21 di Vanity Fair in edicola fino al 19 maggio 2026. La Biennale di Venezia ha spaccato il mondo in due. Di qua, i fautori della neutralità della cultura. Di là, i sostenitori dello stretto legame tra arte e morale. L’ago della bilancia: la partecipazione del Padiglione Russia, escluso dal 2022 dopo l’invasione ucraina e riammesso nell’edizione di quest’anno per volere del Cremlino, con il beneplacito del presidente…
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C’è la destra di governo che sta a Palazzo Chigi e la destra di opposizione a Venezia. Il più grande fraintendimento è di avermi accreditato, in quanto presidente della Biennale, di una potestà selettiva che non possiedo: far entrare in Biennale o far uscire dalla Biennale questo o quello. Il ministro Giuli però si è …
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Dalla nostra corrispondenteBRUXELLES L’Ue deve impedire le attività di soft power russo in eventi e organizzazioni, specie quelli cofinanziati dall’Ue». La ministra della Cultura lettone, Agnese Lace, ha sollevato martedì al Consiglio Cultura il caso della Biennale di Venezia che ospita il padiglione di Mosca, proponendo di allargare il regime sanzionatorio alla Russia anche in ambito culturale. La Biennale è un ente indipendente.
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«È l’istituzione ridotta al rango di una fureria, dove pensi di poter comandare con i rutti». Però. Pietrangelo Buttafuoco, soave nei modi, non le manda a dire. E racconta in prima persona a Luca Zaia le vicende della Biennale degli ultimi mesi. Basta guardare la puntata del podcast Il Fienile lanciato dall’ex governatore veneto che sarà online oggi a mezzogiorno. La formula del podcast è nota, una chiacchierata distesa con i protagonisti del giorno seduti su alcune balle di…
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La stragrande maggioranza degli Stati membri dell'Ue ha criticato la riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia durante una "accesa discussione" tra i ministri della cultura del blocco martedì a Bruxelles. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Molti ministri hanno anche espresso il loro sostegno alla decisione della Commissione europea di congelare una sovvenzione di due milioni di euro alla Fondazione Biennale per aver permesso la…
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Le dissidenti Pussy Riot ne hanno rivelato la presenza al padiglione russo della Biennale di Venezia, accusandolo di aver sottratto il plastico (poi recuperato) di un ospedale ucraino bombardato che il giornalista Caolan Robertson aveva posto all’esterno della struttura come premio per le «violazioni del diritto internazionale». In poche ore, il video con lui, Nicola Mavica, in primo piano, è stato condiviso decine di volte sui social.
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Il Ministero della Cultura Iraniana torna sulla questione relativa alla partecipazione alla Biennale d’Arte 2026 e smentisce la comunicazione ufficiale da parte degli organizzatori della mostra: l’Iran non intende rinunciare ad essere presente in Biennale, ma chiede tempo per sistemare questioni organizzative ed economiche interne al paese. La richiesta di un’apertura tardiva del Padiglione…
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