Ex Ilva, la Procura di Taranto su ok ai lavori ad Afo1: “Nessun ritardo da parte nostra” Posted at 17:08h in by Redazione in NOTIZIE Non sono trascorse 48 ma 22 ore dall’ok della Procura di Taranto all’istanza presentata da Acciaierie d’Italia in merito ai lavori di manutenzione ad Afo1, altoforno sotto sequestro senza facoltà d’uso a seguito dell’incendio di mercoledì scorso nell’ex Ilva. Eugenia Pontassuglia, che guida la Procura tarantina, in un comunicato…
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Altre informazioni:
È stata richiesta la cassa integrazione per 3.926 dipendenti, 3.538 dei quali provengono solo dallo stabilimento dell’Ex Ilva di Taranto. La replica di Fiom-Cgil: “Non può essere che i lavoratori ancora una volta paghino le conseguenze” ascolta articolo Dopo il blocco dell’altoforno 1 dell’ex Ilva per un grave incendio e la conseguente diminuzione della produzione a causa del sequestro della Procura, arriva la richiesta di cassa integrazione da parte di Acciaierie d’Italia, in…
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L'ex Ilva chiede la cassa integrazione per quasi 4mila lavoratori. Acciaierie d'Italia, in amministrazione straordinaria, ha comunicato ai sindacati la domanda, che riguarda in tutto 3.926 addetti, tra i quali 3.538 dello stabilimento di Taranto. La mossa arriva dopo il dimezzamento della produzione seguito al sequestro disposto dalla Procura dell'altoforno 1, dove il 7 maggio si è verificato un grave incendio dovuto allo scoppio di una…
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Un raddoppio della cassa integrazione all'ex Ilva di Taranto. Questa la richiesta che arriva dall'azienda ai sindacati nell'incontro in corso tra commissari e sindacati. L'azienda da domani intende chiedere al ministero di arrivare a quasi 4 mila lavoratori in cig, dopo l'incendio dell'altoforno 1 nello stabilimento pugliese che ha danneggiato pesantemente la struttura. At…
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Acciaierie d'Italia in As ha comunicato ai sindacati la richiesta di cassa integrazione per 3926 lavoratori, di cui 3.538 nello stabilimento di Taranto, dopo il dimezzamento della produzione in seguito al sequestro disposto dalla procura dell'altoforno 1 dove il 7 maggio scorso si è verificato un grave incendio a causa dello scoppio di una tubiera. È stata chiesta la cig anche per 178 lavoratori del sito di Genova, 165 di Novi Ligure e 45 di Racconigi
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Acciaierie d'Italia in As ha comunicato ai sindacati la richiesta di cassa integrazione per 3926 lavoratori, di cui 3538 nello stabilimento di Taranto, dopo il dimezzamento della produzione in seguito al sequestro disposto dalla procura dell'altoforno 1 dove il 7 maggio scorso si è verificato un grave incendio a causa dello scoppio di una tubiera. E' stata chiesta la cig anche per 178 lavoratori del sito di Genova, 165 di Novi Ligure e 45 di Racconigi
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Ex Ilva? Ci meritiamo un meteorite. Lo ha scritto sui social il leader di Azione Carlo Calenda, commentando la dichiarazione di ieri del il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo cui dopo l'incidente all'Altoforno 1 «verosimilmente l'impianto è del tutto compromesso». «L'ultima possibilità per Ilva era l'accordo blindato con Mittal fatto saltare dai 5S-PD-IV (che poi ci hanno fatto una società insieme) con la complicità di media, politica locale, magistratura e sindacati.
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La Fiom-Cgil non accetterà percorsi di cassa integrazione senza alcuna chiarezza sulle prospettive future dell’ex Ilva. Non può essere che i lavoratori ancora una volta paghino le conseguenze dell’incapacità di far partire la decarbonizzazione degli impianti. In questo modo si mettono in discussione tutte le tutele salariali, occupazionali e di messa in sicurezza dei lavoratori e degli impianti, che abbiamo conquistato…
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Il doppio degli attuali cassintegrati, circa un migliaio in più rispetto al massimo previsto dall’accordo di marzo. Con la produzione dimezzata dopo l’incidente di mercoledì 7 maggio e lo stop all’altoforno 1 imposto dalla procura di Taranto, Acciaierie d’Italia corre ai ripari e amplia l’uso della Cigs per gli operai dell’Ilva mentre si è ormai aperto lo scontro tra governo e magistratura sulla sopravvivenza dell’impianto.
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Da domani i numeri della cassa integrazione per i dipendenti dell’ex Ilva "cresceranno e raddoppieranno". Sarebbero queste le parole che, a quanto si apprende, Claudio Picucci, responsabile delle risorse umane di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, avrebbe riferito ai sindacati nel corso dell’incontro di questa mattina tra i commissari e le sigle per discutere gli interventi necessari e la Cig dopo l’incendio del 7 maggio e il sequestro dell’altoforno 1.
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Acciaierie d'Italia in As ha comunicato ai sindacati la richiesta di cassa integrazione per 3926 lavoratori, di cui 3538 nello stabilimento di Taranto, dopo il dimezzamento della produzione in seguito al sequestro disposto dalla procura dell'altoforno 1, dove il 7 maggio scorso si è verificato un grave incendio a causa dello scoppio di una tubiera. E' stata chiesta la cig anche per 178 lavoratori del sito di Genova, 165 di Novi Ligure e 45 di Racconigi
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Gravi danni all’altoforno 1 potrebbero fermare la produzione fino a fine anno, a rischio anche il piano di vendita agli azeri L’ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia, affronta una nuova emergenza industriale. L’incendio verificatosi mercoledì scorso ha causato seri danni all’altoforno 1, compromettendone la riattivazione fino a fine anno e mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi produttivi previsti dal piano industriale.
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"Avevamo detto che era necessario fare le attività di messa in sicurezza dell'impianto" dell'ex Ilva di Taranto. "Purtroppo l'autorizzazione è stata data troppo tardi e compromessa l'attività produttiva, cioè l'altoforno 1". Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso. "Questo vuol dire che non ci sarà più la possibilità di riprendere un livello produttivo significativo come previsto nel piano industriale.
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“Più che le trattative in corso l’incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti e l’occupazione. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento “Made in Italy. Made in Appennino Centrale”. “Si è intervenuti troppo tardi, rispetto a quanto era stato richiesto sulla base di chiare perizie tecniche, bisognava farlo entro 48 ore e purtroppo non hanno avuto l’autorizzazione a farlo.
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Per l’ex Ilva sono ore drammatiche. A Taranto, l’incendio di mercoledì 7 aprile “ha compromesso l’attività produttiva dell’altoforno 1, il che vuol dire che non ci sarà più la possibilità di riprendere un livello produttivo significativo come quello previsto dal piano industriale che avrebbe portato alla piena decarbonizzazione degli impianti”. Parole del ministro delle Imprese Urso, che ieri (lunedì 12) sono piombate come pietre sul futuro del gruppo siderurgico.
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Il rogo della scorsa settimana potrebbe avere conseguenze molto serie e impattare sull'occupazione dell'impianto e persino sulla possibilità di trovare compratori Con il passare delle ore iniziano a delinearsi i contorni dell’incendio che la scorsa settimana ha interessato l’altoforno 1 dell’Ex Ilva, provocato con ogni probabilità dalla mancata manutenzione dovuta allo stato di limbo in cui…
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Michele De Palma, segretario generale Fiom, a Bari e Taranto in queste ore per una serie di assemblee e di manifestazioni, l’ultimo incidente avvenuto nell’acciaieria ionica, che segnale rappresenta? “È un monito drammatico. È la nostra preoccupazione è innanzitutto per i lavoratori impiegati sull’altoforno e per gli effetti dell’impatto di carattere ambientale di un evento simile. Ad oggi non abbiamo ancora delle informazioni complete, ma almeno per i lavoratori non c’è stato un danno su salute e sicurezza.
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L’ex Ilva è a un passo dal disastro, secondo quando affermato dai commissari straordinari e adombrato nei giorni precedenti dal Ministro Urso che ha evocato Bagnoli. Un messaggio drammatico in una città che da più di dieci anni è provata e sfibrata dalla mancanza di soluzioni. La trattativa con Baku Steel sembra non essere mai partita davvero visto il prolungarsi dei tempi, l’autorizzazione integrata ambientale ancora non c’è, le risorse scarseggiano per le normali attività.
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L'incendio sviluppatosi all'interno dell'altoforno 1 dell'ex Ilva mercoledì scorso, a causa della mancata manutenzione e delle lungaggini dell'iter autorizzativo, rischia di aver compromesso l'intero processo di vendita e di avere un costo pesante in termini di posti di lavoro. Lo ha ammesso il Ministro Adolfo Urso, pur precisando che attende la relazione dei commissari e "solo al termine di questa relazione" si potrà avere un quadro delle responsabilità e delle e conseguenze.
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Si aggrava la crisi dell’ex Ilva di Taranto, con il rischio concreto di chiusura dello stabilimento siderurgico, dopo il mancato intervento tempestivo sull’Altoforno 1 (Afo 1), danneggiato pesantemente da un incidente verificatosi la scorsa settimana. Le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (in foto),...
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Si aggrava la crisi dell'ex Ilva di Taranto, con il rischio concreto di chiusura dello stabilimento siderurgico, dopo il mancato intervento tempestivo sull'Altoforno 1 (Afo 1), danneggiato pesantemente da un incidente verificatosi la scorsa settimana. Le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (in foto), dipingono un quadro allarmante. «Più che le trattative in corso l'incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti…
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Alta tensione intorno allo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Questa mattina, 13 maggio, si terrà l'incontro in videoconferenza tra Acciaierie d'Italia e sindacati: all'ordine del giorno l'aumento dei numeri della cassa integrazione, conseguenza dello stop all'Altoforno 1. L'impianto è sottoposto a sequestro senza facoltà d'uso, provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica di Taranto dopo l'incendio del 7 maggio scorso.
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Il ritardo con cui sono stati autorizzate dalla Procura di Taranto le azioni di salvaguardia dell’altoforno 1 dell’ex Ilva dopo l'incendio di mercoledì scorso, avrebbe arrecato gravi danni all’impianto, ritenuto non riavviabile prima della fine dell’anno (e con una spesa di alcune decine di milioni di euro) e potrebbe dunque aver compromesso la possibilità di rispettare il cronoprogramma industriale che prevedeva il raggiungimento di determinati target produttivi e la vendita del complesso aziendale agli…
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Più di 4.500 lavoratori in cassa integrazione. Potrebbe essere questo, secondo prime valutazioni che però attendono di essere confermate, il nuovo numero di cassintegrati in tutta Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, dopo il sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno 1 dell'impianto di Taranto a causa di un incendio, ma soprattutto a causa del fatto che l’azienda lamenta di aver ricevuto in ritardo sulla richiesta fatta, l’autorizzazione dal pm ad effettuare le azioni urgenti di messa in…
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Il ministro: “Intervenuti troppo tardi, i danni sono gravi. Si complica l’accordo con Baku Steel, ora servono misure straordinarie” La situazione dell’altoforno 1 delle Acciaierie d’Italia si fa sempre più critica dopo l’incidente verificatosi nei giorni scorsi. Secondo quanto riferito, la struttura ha subito danni pesanti, aggravati dai ritardi nell’ottenimento del dissequestro da parte della procura, che avrebbero impedito interventi tempestivi per evitare compromissioni irreversibili.
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Ministro e commissari se la prendono con il sequestro dopo l’incendio: “Danni irreparabili”. Ma Baku si stava già sfilando Il capitolo finale dell’Ilva è dietro l’angolo, e forse anche il capro espiatorio. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, lascia infatti intendere che l’incendio e il successivo sequestro dell’Altoforno 1 da parte della Procura di Taranto possano bloccare la vendita. La realtà, invece, è che è solo l’ultimo intoppo nella cessione a Baku Steel, perfino …
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BARI – Sale la tensione sull’ex Ilva. Esiste un alto rischio che lo stabilimento di Taranto possa fermarsi, dopo l’incidente che mercoledì scorso ha portato al sequestro probatorio senza facoltà d’uso dell’altoforno. L’Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, in una lettera inviata alla Procura della Repubblica del capoluogo jonico, contesta ai pm di aver autorizzato in ritardo gli i…
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Gravi danni strutturali all’altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto dopo l’incidente del 7 maggio. Il ministo delle Imprese: “Impianto compromesso, rischio cassa integrazione e forte calo della produzione”.
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L'incidente all'altoforno 1 dell'ex Ilva di Taranto ha danneggiato in modo pesante la struttura e i tempi per ottenere dalla Procura il dissequestro dell'impianto sono troppo lunghi per intervenire ed evitare danni strutturali. Il rischio concreto è che ci siano contraccolpi occupazionali. Potrebbe poi saltare, o comunque diventare meno appetibile, l'acquisto dell'impianto in un momento in cui la trattativa era nella fase finale con le strutture commissariali di…
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"Più che le trattative in corso l'incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti e l'occupazione. Verosimilmente l'impianto è del tutto compromesso". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell'evento "Made in Italy. Made in Appennino Centrale". Il riferimento è all'incendio divampato mercoledì scorso, 7 maggio, nell'Altoforno 1, l'unico in quel momento in marcia insieme al 4.
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Il ministro si scaglia contro i magistrati: "È un danno notevole che avrà inevitabilmente immediate ripercussioni sull'occupazione". I commissari: "Il parere di Arpa Puglia ha condizionato tutto" L’altoforno 1 è “verosimilmente del tutto compromesso”. Cinque giorni dopo l’incidente nell’Ilva di Taranto che ha portato al sequestro senza facoltà d’uso dell’impianto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy…
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Il ministro Adolfo Urso lancia l'allarme: «L'impianto ex Ilva è del tutto compromesso». Parole che fanno tremare: «Più che le trattative in corso l'incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti e l'occupazione. Verosimilmente l'impianto è del tutto compromesso». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell'evento «Made in Italy. Made in Appennino Centrale».
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«Più che le trattative in corso l'incidente può compromettere la ripresa degli stabilimenti e l'occupazione. Verosimilmente l’impianto è del tutto compromesso». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento «Made in Italy. Made in Appennino Centrale» parlando dell'ex Ilva e dell'incidente verificatosi a Taranto. «Si è intervenuti troppo tardi, rispetto a quanto era stato richiesto sulla base di chiare perizie tecniche, bisognava farlo entro 48 ore e…
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Non le manda a dire Ignazio Zullo, senatore della Repubblica di Fratelli d'Italia. Se l’Altoforno 1 si blocca i veri responsabili, affonda il colpo, sono «la Procura di Taranto e i suoi consulenti che non hanno tenuto conto di quanto richiesto e certificato dai commissari dell’ex Ilva». Tutto parte dalla comunicazione che i commissari straordinari hanno fatto all’azienda secondo le quali, come riporta l’agenzia Ansa, le azioni per intervenire sull’impianto…
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Il ritardo con cui sono stati autorizzate dalla Procura di Taranto le azioni di salvaguardia dell'altoforno 1 dopo l'incendio del 7 maggio scorso, "potrebbe aver compromesso la possibilità di rispettare il cronoprogramma industriale, ripercuotendosi negativamente sui numeri della cassa integrazione". Lo evidenziano - secondo fonti vicine all'amministrazione straordinaria del siderurgico - i commissari dell'ex Ilva, in una relazione trasmessa alla Procura.
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L’oggetto della convocazione è inequivocabile: “Comunicazioni Cigs”. La traduzione pratica è che salirà il numero di operai dell’Ilva di Taranto, e non solo, che finiranno in cassa integrazione. Ad annunciare la richiesta, martedì mattina, saranno i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia ai sindacati, locali e nazionali, convocati alle 9 in videoconferenza. La scelta è ritenuta necessaria dall’azienda per far fronte al sequestro senza facoltà d’uso…
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L'indiscrezione è lanciata dal settimanale L'Espresso, nella sua versione online. Ed è clamorosa. Il governo ed i commissari di Acciaierie d'Italia guardano ad un gigante cinese della siderurgia per provare a dare un futuro all'ex Ilva di Taranto. «In base a quanto risulta a l'Espresso, il governo e i commissari starebbero cercando di contattare il colosso cinese Baosteel» si legge nell'articolo pubblicato oggi, 12 maggio, a firma di Gloria Riva.
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Tensione altissima sull’ex Ilva e sul rischio che lo stabilimento siderurgico possa fermarsi. Il ritardo con cui è stata autorizzata la messa in sicurezza dell’altoforno 1 dello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, dopo l’incendio di mercoledì scorso, «potrebbe aver compromesso la possibilità di rispettare il cronoprogramma industriale, ripercuotendosi negativamente sui numeri della cassa integrazione».
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L’incendio scoppiato dentro l’Ilva lo scorso mercoledì sta diventando l’alibi perfetto per nascondere il tortuoso iter di vendita impostato dal governo. Non è un caso se il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso da giorni “usa” le decisioni della procura di Taranto per paventare l’ipotesi che Baku Steel, scelta come acquirente degli stabilimenti, decida di rinunciare. La realtà, nota da alcune settimane, è…
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Gli azeri di Baku sono usciti di scena anche perché la realizzazione del rigassificatore è in forse. Jindal è sparito dai radar perché nel frattempo ha comprato un impianto in Slovacchia. Ora il governo bussa alla porta dei cinesi di Baosteel per evitare la chiusura definitiva dell'impianto Dopo l'incendio del 6 maggio all'altoforno 1 dell'acciaieria di Taranto, l'ex Ilva, il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso ha laconicamente commentato che le…
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Quello per vendere l’ex Ilva è un negoziato complesso. Lungo e, soprattutto, difficile. Lo ha ammesso anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando con i cronisti dopo il recente incendio che ha riguardato l’Altoforno 1 di Taranto. «È un negoziato complesso che deve mettere insieme tante cose, anzitutto la funzionalità degli impianti», ha spiegato il titolare di Via Veneto, osservando che «se non vi è la funzionalità…
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Sull'Ilva "sto aspettando la relazione dei commissari sulle conseguenze che sono state arrecate, o che fossero state arrecate all'altoforno 1 dal mancato immediato intervento nella manutenzione dell'impianto. Solo al termine di questa relazione potrò manifestare con più compiutezza e responsabilità quali siano le conseguenze. Spero che non abbiano compromesso del tutto il percorso": lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a margine degli Stati generali…
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L’Altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto ha manifestato «criticità nel ciclo tecnico produttivo e negli interventi manutentivi». È la sintesi delle ragioni per le quali il pubblico ministero Francesco Ciardo ha convalidato il sequestro probatorio dell’intero impianto nel quale lo scorso 7 maggio si è sviluppato un incendio che ha rischiato di causare una strage: una vera e propria esplosione che nel giro di qualche secondo ha trasformato il reparto in un inferno…
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Il ministro Adolfo Urso le ha chiamate «ultime notizie». Ma è evidente che il riferimento è al sequestro probatorio, senza facoltà d’uso, dell’Altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto, notificato all’azienda dal pm Francesco Ciardo dopo l’incendio del 6 maggio che ha generato una colonna di fumo nero visibile anche a chilometri. «Temo - ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy…
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Cassano senza freni: «Inzaghi? Il vero genio in Italia è Gasperini…» Le parole di FantAntonio Durante Viva el Futbol, l’ex attaccante Antonio Cassano ha speso parole di grande apprezzamento per Gian Piero Gasperini, elogiandolo dopo il traguardo raggiunto dall’Atalanta con la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. «Il vero genio del calcio, che sarà ricordato in eterno, è Gasperini.
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