L'Ocse rivede al ribasso le stime per la crescita dell'Italia. E intanto, con la guerra in Iran, crolla la fiducia dei consumatori. Dopo Confindustria, anche l’Ocse rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia. L’Economic Outlook intermedio stima il Pil al +0,4% quest’anno, in calo rispetto allo 0,6% previsto a dicembre e anche rispetto al già insoddisfacente 0,5% registrato nel 2025. E la situazione non migliorerà neanche l’anno prossimo, con una crescita dello 0,6% e già rivista al ribasso di un decimo…
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Giovedì 26 marzo 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// “Paralisi Stretto Hormuz ha causato fiammata costi energia’ Link alla notizia
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Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] L’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil italiano per quest’anno e il prossimo. Nell’Economic Outlook intermedio (interim report, quello completo sarà pubblicato successivamente), l’istituzione di Parigi, dopo il +0,5% del 2025, stima per il nostro Paese una crescita del Pil dello 0,4% nel 2026 (contro il +0,6% dell’Economic Outlook…
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L’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del pil italiano per il prossimo biennio. Nell’ultimo Economic Outlook intermedio, l’istituzione di Parigi delinea uno scenario più prudente rispetto a quanto ipotizzato a fine 2024. Dopo il timido segnale del +0,5% previsto per il 2025, l’Italia dovrebbe assestarsi su una crescita dello 0,4% nel 2026. Si tratta di una decisa correzione al ribasso rispetto al…
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«Il conflitto in corso in Medio Oriente ha costi umani ed economici per i Paesi direttamente coinvolti e metterà alla prova la resilienza dell'economia mondiale», si legge nelle prospettive economiche. «La paralisi del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz e la chiusura o il deteriorarsi delle infrastrutture energetiche hanno causato una fiammata dei prezzi dell'energia e turbato l'offerta mondiale di energia e di altri importanti prodotti di base, come i fertilizzanti».
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