"Il mio assistito è evidentemente scosso e mi ha detto che non ha avuto alternative, che poi è quello che ha dichiarato nell'interrogatorio che ha reso al magistrato domenica mattina, subito dopo i fatti". Lo ha detto l'avvocato Matteo Fiorio, legale che difende l'agente della Polfer di Verona che ha ucciso con un colpo di pistola un migrante maliano 26enne che avrebbe aggredito con un coltello lui e un suo collega.
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VERONA — Il giaciglio in cui dormiva Moussa Diarra è in ordine. Ci vuol poco, del resto, a risistemare una copertina rosa sui cuscini di un vecchio divano. Sta al primo piano del “Ghibellin fuggiasco”, edificio occupato che fa da precario tetto a quaranta migranti da Mali, Burkina Faso, Niger, le due Guinee. Per raggiungerlo bisogna attraversare il cortile del Laboratorio Autogestito Paratod@s, o…
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Il Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito mette in chiaro i contorni della vicenda della morte di Moussa Diarra, 26enne del Mali, ucciso da uno dei tre colpi di pistola sparati da un’agente di Polizia Ferroviaria ieri mattina, domenica 20 ottobre, in stazione a Verona Porta Nuova. Il giovane – descritto dalle persone che lo conoscevano come gentile e affabile – era a quanto pare in difficoltà psicologiche.
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Il giovane era arrivato nel piazzale della stazione alle 5.30 e aveva preso di mira due vigili che stavano rilevando uno scontro tra due motorini: ha buttato a terra un agente, poi si è lanciato contro le vetrine di una biglietteria e di una tabaccheria all'interno della stazione, frantumandone i vetri, ma senza ferire nessuno. Alle 7.15, è tornato, con un coltello in mano. Un agente della Polfer gli ha chiesto i documenti e lui…
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