Non voglio vedere un cambio di regime in Iran. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. I cambi di regime creano "caos e non vogliamo vedere caos", ha affermato Trump. Riproduzione riservata ANSA
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Non voglio vedere un cambio di regime in Iran. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. I cambi di regime creano "caos e non vogliamo vedere caos", ha affermato Trump. Riproduzione riservata ANSA
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Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, si è recato al Muro del Pianto a Gerusalemme per pregare per «il successo della continuazione della guerra contro l'Iran» e per ringraziare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo gli attacchi statunitensi ai siti nucleari iraniani. Le parole «Possa Egli Dio benedire, custodire, proteggere e aiutare ed esaltare, ed elevare in alto il presidente degli Stati…
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Maria Luisa Fantappiè, responsabile del Programma Mediterraneo, Medioriente e Africa dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), è intervenuta a Spazio Transnazionale, la trasmissione di Radio Radicale condotta da Francesco De Leo. Fantappiè ha definito l’attacco statunitense contro l’Iran una forma di diplomazia coercitiva, volta a spingere Teheran verso una resa totale. Ha poi analizzato le possibili opzioni di risposta iraniana, in un contesto regionale segnato da crescente instabilità.
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Incendiati dalla propaganda anti-americana di Khomeini - assalta l'ambasciata Usa di Teheran. Inizia così la «crisi degli ostaggi», con cui il regime degli ayatollah chiedeva in riscatto per i 52 dipendenti dell'ambasciata il rimpatrio dello Scià Reza Palhavi, riparato negli Stati Uniti dopo la rivoluzione islamica. Mario Cervi seguì come inviato per «Il Giornale» la crisi da Teheran. Pubblichiamo oggi uno dei suoi straordinari reportage.
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