Gli ultimi sviluppi nelle trattative di pace tra Israele e Hamas non fermano il corteo pro pal previsto per martedì 14 ottobre a Udine, in concomitanza con la partita Italia-Israele che si disputerà allo Stadio Friuli. Il Comitato per la Palestina Udine ha confermato la manifestazione che dovrebbe portare in città circa 10mila persone. “La fine dei bombardamenti – rispondono i promotori, ribadendo l’invito a boicottare la partita – non può essere considerata una garanzia di pace e…
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Diversi esercenti del centro di Udine terranno le serrande abbassate martedì, nel giorno di Italia-Israele: "Non sappiamo che può succedere, abbiamo paura anche per i nostri dipendenti. Quindi teniamo chiuso", dice un ristoratore davanti al Comune di Udine. Il giro d'affari sarebbe comunque scarso. L'ordinanza della Prefettura impone di rimuovere sedie, tavolini e altri elementi di arredo esterno che facinorosi potrebbero utilizzare come arma impropria: "Oltre al…
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La firma dell’accordo di pace non ferma la protesta. Gli organizzatori del corteo a favore della Palestina confermano la mobilitazione in programma a Udine martedì 14 ottobre, prima di Italia-Israele. Una risposta decisa, rivolta, tra gli altri, anche al ministro degli Interni Matteo Piantedosi, che venerdì aveva detto di confidare sul fatto che la protesta potesse essere attenuata a seguito della firma dell’accordo di pace tra Hamas…
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Bandiere della Palestina, cartelli e uno striscione: «Show Israel the red card». Mostra a Israele il cartellino rosso. E ancora: «No alla partita della vergogna», ossia Italia-Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio 2026, che si terrà – salvo colpi di scena dell’ultimo minuto – martedì sera allo stadio Friuli di Udine. Venerdì mattina gli attivisti del centro sociale Rivolta e del laboratorio Pandora hanno occupato la…
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Il 14 ottobre, giorno di Italia-Israele, la comunità palestinese e 357 associazioni sportive e organizzazioni della società civile porteranno la propria indignazione e rabbia per le strade della città di Udine Le reazioni al genocidio in corso a Gaza, all’occupazione israeliana e ai raid illegali dei coloni in Cisgiordania, hanno rivelato, nella sua inquietante vastità, l’abisso che separa il sentimento popolare dal comportamento dei governi e delle élite politiche, imprenditoriali e mediatiche.
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