Poco più di tre giorni dopo l’attacco mortale di Hezbollah sulle alture del Golan, che ha ucciso 12 bambini drusi, Israele risponde con due attacchi ragionati, mirati, che non contribuiscono ad esacerbare l’isolamento internazionale dello Stato ebraico, ma anzi in qualche modo potrebbero riabilitare e rilegittimare - all’interno e all’esterno di Israele - la politica di guerra portata avanti da Benjamin Netanyahu e la stessa figura del premier israeliano.
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