Tutto nasce dal caos. Poi arrivarono la luce e il buio, la terra e il mare, gli dèi, gli uomini, le leggi, gli imperi, le banche centrali, i summit Nato e persino le call su Zoom. L’ordine aveva prevalso. O almeno così ci raccontano le grandi cosmologie, dalla Genesi a Esiodo fino alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Quello che si sono dimenticate di dirci è che il fenomeno è revers…
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Breaking Point. Medioriente e Ucraina: le tregue di carta e la diplomazia delle bombe di Alessia Melcangi Dallo Stretto di Hormuz, tornato al centro dello scontro tra Stati Uniti e Iran, al Libano, dove il cessate il fuoco resta solo formale mentre Israele e Hezbollah continuano ad accusarsi e colpirsi. Sul fronte ucraino, Putin parla di pace ma la guerra prosegue senza tregua reale. Intanto Marco Rubio arriva a Roma per ricucire i rapporti con Italia, Vaticano ed…
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Re Start Medio Oriente e instabilità: Trump, Cina e crisi globale - 11/05/2026 St 2025/26 1 min Le tensioni in Medio Oriente e il controllo dello Stretto di Hormuz alimentano instabilità globale e crisi energetica. Trump si trova sotto pressione e cerca l'appoggio della Cina per uscire dallo stallo con l'Iran. I rapporti tra potenze si intrecciano tra conflitti, negoziati e nuove dipendenze energetiche.
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Ci sono giornate, ogni tanto, in cui sembra che il mondo si metta a correre. Quella del 12 maggio 2026 è una di quelle. Tre crisi distinte — lo strangolamento dei traffici petroliferi nel Golfo Persico, il vertice tra Trump e Xi Jinping a Pechino e il lento logoramento della Russia in Ucraina — si intrecciano in modo inedito, ridisegnando rotte commerciali, alleanze militari e, sullo sfondo, le regole con cui le grandi potenze si fronteggiano senza (ancora) dichiararsi guerra.
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Medioriente e Ucraina: le tregue di carta e la diplomazia delle bombe di Alessia Melcangi Dallo Stretto di Hormuz, tornato al centro dello scontro tra Stati Uniti e Iran, al Libano, dove il cessate il fuoco resta solo formale mentre Israele e Hezbollah continuano ad accusarsi e colpirsi. Sul fronte ucraino, Putin parla di pace ma la guerra prosegue senza tregua reale. Intanto Marco Rubio arriva a Roma per ricucire i rapporti con Italia, Vaticano ed Europa, mentre Washington resta stretta tra…
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Non sono uno stratega ma mi sembra evidente che Trump e Netanyahu non hanno vinto la guerra contro l’Iran. Non solo: l’orribile regime iraniano, pur se gravemente ferito, non è morto. Esce anzi rafforzato da questa prova complessa, dal momento che nessuna opposizione popolare osa più esprimersi pubblicamente. Di recente uno sventurato che si è lamentato della situazione è stato impiccato, con l’…
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La guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran non si è limitata a destabilizzare il Medio Oriente, a far schizzare verso l’alto il prezzo del petrolio, del gas e di altri prodotti, e a sconvolgere l’economia globale. Ha anche costretto tanto gli alleati che i rivali degli Usa a improvvisare una risposta affrettata a una superpotenza imprevedibile e inaffidabile, innescando un riallineamento geopolitico di portata storica che comprometterà gli equilibri globali del potere nell’arco del prossimo decennio.
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Solitamente le guerre finiscono in due modi: con un vincitore e uno sconfitto, o senza vincitori. E’ quando i due nemici, incapaci di prevalere, raggiungono un compromesso fra le ambizioni iniziali e il realismo. Il conflitto fra Usa e Iran è un’eccezione, una via di mezzo fra le due opzioni naturali: entrambi si dichiarano vincitori. Per più di un mese hanno vissuto un traballante cessate il fuoco, senza un equilibrio fra guerra e pace.
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La visita di Marco Rubio al Papa, la situazione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le tensioni nello stretto di Hormuz e al confine tra Libano e Israele. Le ultime sull’attualità geopolitica. Ospite della puntata di “24minuti”, sabato alle 19:30, nello spazio di approfondimento del weekend targato CR1 e condotto da Simone Bacchetta, sarà Alessia De Luca esperta di politica internazionale e analista dell’Ispi.
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