– Harouna Sangare è rimasto in silenzio. Ieri mattina il venticinquenne maliano accusato della violenza sessuale di San Zenone al Lambro si è presentato davanti al gip del Tribunale di Lodi Anna Cerreta per l’interrogatorio di convalida del fermo di indiziato di delitto firmato dal pm Martina Parisi ed eseguito dai carabinieri mercoledì sera. Assistito dall’avvocato d’ufficio Marco Moscatiello e da un interprete (non parla l’italiano), l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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Ha scelto ancora una volta il silenzio. Dopo la “scena muta” davanti al pm Martina Parisi, il 25enne maliano fermato con l’accusa di aver stuprato una diciottenne nei pressi della stazione ferroviaria di San Zenone non ha risposto neppure alle domande del gip Anna Cerreta, che stamane lo ha interrogato nel carcere di Lodi. L’uomo, da un anno in Italia, lavora come aiuto cuoco per una onlus che gestisce l’ex hotel Ambra, adibito a centro…
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Il racconto della vittima: «Mi ha tappato la bocca e il naso, pensavo di morire». L’uomo, originario del Mali e con precedenti, lavora come aiuto cuoco in un centro di accoglienza È stato il test del Dna a mettere fine a dieci giorni di indagini e a dare un nome all’uomo accusato della violenza sessuale avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 agosto vicino alla stazione di San Zenone al Lambro, nel Milanese.
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«Mi ha tappato la bocca e il naso con la mano. Mi ha sbattuta a terra. Poi ha afferrato il mio collo. La presa era così forte che non riuscivo a respirare. Pensavo di morire». Ancora sotto choc, denuncia l’incubo della sera prima ai carabinieri. Ha 18 anni e quella notte, tra il 30 e il 31 agosto, stava per tornare a casa a nord di Milano. Camminava sola verso la…
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Tre minuti e 43 secondi dopo la mezzanotte del 31 agosto: la telecamera di un’azienda di via 1° Maggio a San Zenone al Lambro riprende il passaggio di un uomo "verosimilmente di etnia africana, abbigliato con indumenti di colore scuro". Passano meno di quattro minuti, e alle 0.07 e 32 secondi lo stesso uomo varca il cancello del centro d’accoglienza per richiedenti asilo di via Maestri del Lavoro: l’occhio elettronico che presidia l’ingresso della…
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– "Un ragazzo tranquillo, con tanta voglia di imparare. Siamo tutti scioccati, questa notizia ci ha sconvolti". Non si capacita Bledjan Beshiraj, il direttore della Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi che ha accolto nella struttura milanese di via Saponaro Harouna Sangare, il venticinquenne originario del Mali fermato per violenza sessuale su una ragazza di 18 anni avvenuta il 30…
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Un frame dai filmati di sorveglianza e il match tra due campioni di Dna: quello trovato sugli abiti della vittima e quello prelevato al sospettato. Poi a stretto giro sono scattate le manette per Harouna Sangare, 25 anni, nato in Mali. Nella tarda serata di mercoledì la Procura di Lodi, guidata da Laura Pedio, ha disposto il suo fermo per lo stupro di una 18enne nella notte fra il 30 e il 31 agosto, a pochi passi dalla stazione di San Zenone al Lambro
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Scioccati e sconvolti. Alla casa di accoglienza della Fondazione Fratelli di San Francesco, in via Michele Saponaro 40 a Gratosoglio, i compagni di stanza di Harouna Sangare, gli assistenti sociali, gli educatori e gli psicologi sono rimasti sconcertati dal fermo con l’accusa di aver violentato una 18enne del ragazzo di 24 anni del Mali che qui era arrivato otto mesi fa, dopo essere sbarcato a La…
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La svolta arriva mercoledì sera, dopo undici giorni di caccia all’uomo. I risultati delle analisi non lasciano spazio a interpretazioni: «Profilo genetico perfettamente sovrapponibile», annotano dal Ris. È in quel momento che quell’ombra ripresa dalle telecamere, che quell’uomo dalla «pelle molto scura, con i capelli ricci e corti, tutto vestito di nero» ha un nome. È Harouna Sangare: venticinque…
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– Asia (nome di fantasia) sta raggiungendo a passo svelto la stazione di San Zenone al Lambro. Sono le 23 del 30 agosto: tra pochi minuti partirà l’ultimo regionale che la riporterà a Milano, nell’appartamento della periferia nord che la diciottenne divide con i genitori. In via del Bissone, strada che congiunge la frazione Ceregallo a Sordio, c’è a un certo punto un sottopassaggio, poco prima dei parcheggi dello scalo ferroviario
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Parla Bledjan Beshiraj, direttore della fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi Ets che, nel centro istituito presso l’ex hotel Ambra, ospitava il giovane aiuto cuoco fermato con l’accusa di aver stuprato la 18enne nella notte tra il 30 e il 31 agosto, mentre rientrava a casa, a Milano, dopo essere stata in visita dalla sorella.
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In Italia dal 2024, con lo status di protezione sussidiaria. Originario del Mali, 25 anni, padre, già segnalato per maltrattamenti alla compagna. È lui, Harouna Sangare, il presunto autore dello stupro che ha sconvolto San Zenone al Lambro, nel Milanese: nella notte tra il 30 e il 31 agosto una 18enne è stata violentata per un'ora vicino alla stazione. I carabinieri, coordinati dalla procura di Lodi, lo hanno fermato.
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"La presa era così forte che non riuscivo a respirare e pensavo di morire". E' uno dei passaggi del verbale reso il 31 agosto ai carabinieri, a poche ore dalla violenza subita, dalla ragazza di 18 anni aggredita vicino alla stazione di San Zenone al Lambro. Una "brutale violenza" la definisce nel fermo di indiziato di delitto nei confronti di Harouna Sangare la pm della procura di Lodi, Martina Parisi.
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L’aveva aggredita mentre raggiungeva la stazione ferroviaria di San Zenone al Lambro, al confine tra le province di Milano e Lodi, dopo una serata trascorsa dalla vittima con la sorella. L’aveva afferrata e trascinata oltre un sottopassaggio poco prima della mezzanotte tra il 30 e il 31 agosto. Poi l’aveva picchiata, abusandone. Per dieci giorni quello sconosciuto è stato un «fantasma». «Era di carnagione scura, con i capelli…
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